NUDO VERSO IL SUCCESSO

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Progetti e segreti di Salvatore Inguì, ex Mr. Gay, stripper e attore: farà un film al fianco di Eva Robin's, ma intanto si spoglia col suo gruppo…

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BOLOGNA. Ho appuntamento con Salvatore Inguì alle 7,30 di sera, davanti la Feltrinelli di Bologna. Arriva direttamente da un provino per un film che sta facendo, il suo primo film. "Finalmente si realizza il mio più grande sogno, lavorare per il cinema". Gli chiedo subito maggiori dettagli: di cosa si tratta, chi è il regista, che personaggio fai… ma mi blocca subito anche se la soddisfazione che gli si legge in volto è grande. "Non posso dire molto – si scusa – eccetto che le riprese le facciamo tra Bologna e l’Umbria e che sarò co-protagonista assieme ad Eva Robin’s e non sai la felicità che provo a lavorare per il mio primo film con una persona meravigliosa come lei".

E non mi dici nulla sul tuo personaggio?, provo ad insistere. "Poco, solo che farò il ruolo di un eterosessuale…". Mi viene da pensare, allora, ad una sorta di legge del contrappasso con implicazioni curiose ed interessanti da scoprire: il primo Mr Gay d’Italia che fai il suo primo film interpretando un personaggio etero accanto a Eva Robin’s! Per saperne di più non ci resta che aspettare, impazienti, l’uscita del film prevista da qui a qualche mese.

Della sua carriere artistica, le sue ambizioni, i suoi progetti fatti e da fare, un po’ della sua vita personale Salvatore continua a parlarmene nella sua stanza tra un rimbrotto e l’altro al suo micione Dylan, "reduce" dall’avergli sconvolto la mobilia il giorno prima.

Chi è Salvatore Inguì molti già lo sanno: perlomeno si sa cosa è riuscito a "combinare" nel giugno 1997. Fu allora, infatti, che venne eletto in una, discoteca del nord, vincitore del primo Concorso in Italia di "Mr Gay". Lui, allora 31enne, fisico asciutto, in gara con molti altri pretendenti al titolo, anche molto più giovani e con maggiore "massa muscolare", stravince su tutti andando incontro a quello che nemmeno lui si aspettava che succedesse, lui che la sua omosessualità l’aveva rivelata giusto a sé stesso e a pochi altri.

"Io mi ero iscritto – mi racconta – perché me l’avevano suggerito dei miei amici ma solo per gioco, per il gusto di provare. Subito dopo l’elezione, sulla stampa locale era uscito qualcosina ma niente di particolare. Dopo qualche mese, invece, per via di un’intervista che mi ha fatto l’Ansa, sono finito su tutti i giornali nazionali e sono stato invitato a trasmissioni tv… figurati poi!".

Anche il sottoscritto si ricorda una puntata memorabile de "I fatti vostri" con Salvatore, siciliano di Palermo, messo a confronto via telefono con sua madre, incredula di scoprire così l’omosessualità del secondo dei suoi cinque figli maschi.

"Ammetto che forse non è stato il modo migliore per farlo sapere ai miei ma poi il tutto si è risolto per il meglio. Io e la mia famiglia siamo attaccatissimi e tali siamo rimasti, giusto qualche parente ha fatto delle storie ma sai i parenti…. Quello che mi ha fatto più piacere – continua Salvatore – sono state le telefonate, tantissime, che ho ricevuto dopo le apparizioni in tv e tutti a dirmi bravo, oppure a chiedermi consigli, soprattutto i giovani, su come dirlo ai genitori. Certo, io non ho soluzioni da proporre ma penso che l’essermi esposto in questo modo sia venuta fuori un’immagine dell’omosessualità positiva, fuori da ogni cliché e mi piace pensare che questo possa essere d’aiuto per tanti altri".

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Un’immagine così positiva che lo ha portato a diventare il beniamino dei suoi colleghi operai me-tal-mec-ca-ni-ci! Eh si, perché Salvatore attualmente fa l’operaio, otto ore al giorno, dal lunedì al venerdì, presso una grossa fabbrica che produce scooter. "Naturalmente anche lì non sapevano nulla e, dopo, quando hanno saputo l’hanno presa talmente bene che mi hanno pure eletto loro rappresentante sindacale. Ma ora però ho smollato questo incarico, non ho più tempo per portarlo avanti".

Già, il tempo. Salvatore ha un’agenda fittissima di impegni, il 99% dei quali finalizzati alla sua massima aspirazione: lavorare nello spettacolo. Ma è un’aspirazione che ti è saltata in testa dopo il Mr Gay?, gli chiedo.

"No, la coltivo da tantissimi anni, già da quando ero a Palermo dove ho vissuto fino a 24 anni. Lì ho fatto un po’ il modello, fino a che mi sono deciso di andarmene a Milano dove ho continuato a lavorare nello stesso campo. Ci sono rimasto per nove mesi finché non mi è esploso dentro l’amore per Bologna, complice un fine settimana che ci avevo trascorso. Deciso che Bologna era la mia città, mi sono adattato a fare ogni genere di lavoro: facchino, cameriere e ora operaio. La mia ambizione è ben altra, ma finché non vengono fuori altre certezze, mi tengo quella che ho".

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