I fantastici 5, la nuova serie tv con Raoul Bova che parla di sport e diversità

Canale 5 si fa portavoce di inclusività in tv.

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I fantastici 5
I fantastici 5 - Foto: Mediaset Infinity
4 min. di lettura

Può una serie tv rivoluzionare il mondo? Certo che no, ma si tratta pur sempre di un inizio.

È questo il caso della nuova produzione targata Lux Vide – I Fantastici 5 – che da mercoledì 17 gennaio 2024 porta in scena su Canale 5 la storia di un gruppo di atleti paralimpici alle prese con le difficoltà, le passioni e le relazioni tipiche di tutti gli adolescenti, anche di chi come in questo caso soffre di una disabilità, spalancando le finestre ad una narrazione sempre più inclusiva anche sul piccolo schermo.

Un bel passo avanti per la televisione italiana che, salvo qualche sporadico caso, fino ad oggi ha faticato a rappresentare adeguatamente nei film, nelle serie tv e persino nelle pubblicità le persone con disabilità. Eppure, stando a quanto riportato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, tali persone corrisponderebbero a circa il 22% della popolazione italiana (per intenderci 1 su 5).

Si parla, dunque, di quasi 13 milioni di persone che come capirete non è un numero da poco e che come più volte abbiamo già avuto modo di affermare meriterebbe di essere rappresentata maggiormente nel contesto audiovisivo italiano. Sono pochi, infatti, i progetti come “ShowReal” (promosso da Valore D, Fondazione Diversity, OBE e YAM112003) o per l’appunto la serie tv “I fantastici 5″.

Ma cosa sappiamo su questa nuova serie tv Mediaset? Scopriamolo insieme…

I fantastici 5
I fantastici 5 – Foto: Mediaset Infinity

I fantastici 5: la trama

La serie tv I Fantastici 5” racconta l’attività sportiva, le difficoltà, le passioni e le relazioni di un gruppo di atleti paralimpici della Società Sportiva di Atletica Leggera Nova Lux, e del loro allenatore, Riccardo Bramanti (45), interpretato da Raoul Bova, che ha dedicato la sua vita alle sue più grandi passioni: l’atletica e l’allenamento, anche a costo di trascurare la moglie e le figlie, Anna (15) e Giorgia (17), con cui oggi fa fatica ad entrare in sintonia.

La storia, infatti, prende il via con il ritorno in Italia (si erano trasferite 5 anni prima in Germania) delle due figlie ormai adolescenti dopo la morte della madre dalla quale Riccardo si era separato tempo addietro. Inizia così un travagliato racconto del rapporto padre-figlie, affiancato dalla linea narrativa che vede protagonista per l’appunto il gruppo di atleti paralimpici del Centro Sportivo della Nova Lux di Ancona, prestigiosissima società sportiva, al vertice del panorama nazionale per quanto riguarda l’atletica paralimpica italiana.

I quattro velocisti che Riccardo dovrà allenare, continuamente sotto i riflettori di stampa sportiva e non, si devono preparare agli Europei che si svolgeranno di lì a tre mesi. Sono: Greta (22), amputata e con una protesi alla gamba sinistra; Christian (24), in sedia a rotelle; Elia (18) con difficoltà neuronali legate al movimento; Marzia (21), cieca. Insieme a loro c’è anche Laura (22), una ragazza amputata ad una gamba appena arrivata al centro ma di cui Riccardo intuisce subito le potenzialità.

Il rapporto con i ragazzi però tarda a sbocciare. Riccardo scopre di non godere della fiducia né di Sofia Calabresi (interpretata da Francesca Cavallin), presidente della società, che gli impone un ruolo più da “controllore” che da allenatore, né degli atleti, schivi ed individualisti, presi da problemi personali e medici, da vicende amorose e legali, alla continua ricerca della propria identità.

Inizia così il viaggio di Riccardo, supportato da due figure: Freddie (45), l’amico di vecchia data e attuale medico della società, uomo dal cuore buono e dai modi buffi – oggi in carrozzina – che ama il suo lavoro, stare con i ragazzi e prendersi cura di loro facendoli correre al meglio; e Alessandra (35), tutta coraggio e spavalderia, fisioterapista della NovaLux amputata ad una gamba. Non ama i freni inibitori e trascinerà con sé anche Riccardo, facendogli riscoprire la bellezza di prendere la vita con più leggerezza.

Insomma, si tratta di una serie che ha come obiettivo quello di raccontare in maniera innovativa il mondo dello sport e della disabilità, allontanandosi dalle narrazioni stereotipate, eroiche o pietistiche, non rappresentative o scorrette, che hanno contribuito a formare un immaginario sociale che anziché includerle marginalizza le persone con disabilità.

Raoul Bova, I fantastici 5
Raoul Bova, I fantastici 5 – Foto: Ph. Virginia Bettoja

I fantastici 5: le dichiarazioni di Raoul Bova

In occasione della conferenza stampa di presentazione della serie tv, Raoul Bova (protagonista) ha chiarito i tratti unici che caratterizzano I Fantastici 5 sottolineando il grosso sforzo produttivo compiuto da tutta la squadra nel portare in scena una storia che non fosse stereotipata rispetto alla tipica narrazione delle disabilità: “Di solito nelle storie si parte da ragazzi che voglio diventare campioni e poi ce la fanno, come in Rocky. Questa serie parte dal contrario perché loro sono già campioni”.

Raoul Bova, in quell’occasione, ha anche sottolineato l’importanza sociale e culturale dello sport: “Era difficile spiegare quanto conta la felicità per gli atleti. Non volevo lasciare neanche una virgola non capita. Dovete essere felici per essere vincenti, è una frase del film. Ma che cosa vuol dire? I campioni non sempre sono felici, ci sono delle responsabilità da mantenere, vincere diventa la normalità. Questa serie dice che la vittoria sta nell’essere felici”.

Abbiamo iniziato a vedere e credere nello sport paralimpico quanto un gol della nazionale di calcio”, ha aggiunto l’attore parlando della nuova attenzione che gli italiani stanno rivolgendo agli sport paralimpici, sottolineando come anche la televisione pian piano stia facendo la sua parte per diventare sempre più inclusivi con questa realtà.

 

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I fantastici 5: quando andrà in onda?

La serie tv I Fantastici 5” andrà in onda a partire da mercoledì 17 gennaio, in prima serata su Canale 5, per quattro settimane.

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