L’IMPOTENZA AI TEMPI DI BABILONIA

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Anche in Mesopotamia gli uomini avevano problemi di erezione! E li curavano con curiosi incantesimi: strofinandolo con oli strani, pregavano il pene: "impiantati nel mio ano!"

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L’impotenza maschile all’interno della vita di coppia può essere fonte di preoccupazione e anche di fine della coppia stessa, sia omosessuale che etero. Basta dare un’occhiata alle domande presenti nella rubrica LEO per rendersi conto che a volte essa può creare gravi problemi sia a chi è impotente sia al suo partner.

L’impotenza non è un problema solo dei nostri tempi ma fin dall’antichità è presente nella vita degli uomini. Il fatto non è sconosciuto per gli studiosi delle antiche civiltà mesopotamiche: abbiamo tutta una serie di tavolette che ci riportano incantesimi per scongiurare l’impotenza. Certo, se dovessimo procedere secondo i principi della statistica dovremmo dedurre che sotto l’aspetto sessuale gli uomini della Mesopotamia lasciavano un po’ a desiderare, dal momento che i babilonesi ci hanno lasciato diversi sortilegi per combattere l’impotenza dei maschi e pochissimi contro la frigidità…

Gli scongiuri vengono recitati per permettere all’uomo di arrivare all’erezione e in alcuni casi per mantenerla durante tutto il rapporto sessuale. I testi raramente decrivono le cause dell’impotenza virile e in quelle poche volte viene quasi sempre menzionata la stregoneria. A volte abbiamo riferimenti alla gonorrea.

All’incantesimo seguiva un rituale nel quale il membro dell’uomo veniva massaggiato con un particolare tipo di olio, la cui composizione è incerta. Sicuramente non si trattava solo di un lubrificante o di un qualcosa di commestibile. Dai testi in nostro possesso sappiamo che l’olio veniva mischiato al “ferro magnetico” e all’olio-puru (una lozione usata per massaggiare il corpo). A volte abbiamo anche l’uso di erbe o di parti di animali. Spesso si usava la polvere di lapislazzuli. Le “applicazioni” avvenivano dalle tre alle sette volte durante la recitazione degli incantesimi e anche per vari giorni.

Nulla esclude che il massaggiare il pene con oli e lozioni fosse in sé una pratica eccitante (teniamo presente che in Mesopotamia, come in Palestina, erano considerati tabù sia la fellatio che il cunnilingus).

Ma vediamo da vicino alcuni incantesimi. In un testo abbiamo l’invocazione di alcuni animali, l’applicazione degli oli sull’ombelico dell’uomo e la recita per sette volte della seguente preghiera:

Eccitati! Eccitati! Arriva all’erezione! Arriva all’erezione!
Eccitati come un cervo! Arriva all’erezione come un toro selvatico!
Prendi un leone che abbia una lunga erezione con te!
Prendi un serpente che abbia una lunga erezione con te!
Fa’ che il tuo pene sia calmo…
Fa’ che il tuo pene danneggi la mia forca!

In un altro incantesimo abbiamo frasi ben indicative di desideri sessuali:

Fa’ che il suo pene sia il bastone di legno-martu. Fa’ che questo si impianti nel mio ano!

A volte abbiamo l’evocazione degli elementi naturali:

Lascia che il vento soffi! Lascia che le montagne tremino!
Lascia che le nubi si uniscano! Lascia che l’umidità cada!
Lascia che l’asino selvatico si inorgogliosca! Lascia che monti l’asina!
Lascia che il becco abbia un’erezione! Lascia che un’altra volta e un’altra volta monti la giovane capra!
Alla testa del mio letto è legato un cervo!
Ai piedi del mio letto è legato un ariete!
Quello che sta alla testa del mio letto ha un’erezione, fa l’amore con me!
Quello che sta ai piedi del mio letto ha un’erezione, accarezzami.
Possa il tuo pene diventare lungo come l’arma-masgasu!
Io sono fra le maglie dell’atto sessuale!
Possa io non sbagliare preda!

E il tutto si conclude con un bel massaggio al pene.

Chissà, forse le formule di incantesimo non avranno effetto, ma di certo il giusto ambiente, con l’uso di oli uniti massaggi delicati ed erotici potrebbero avere il loro effetto. Tentar non nuoce…

Per saperne di più:
BIGGS, R. D., SA.ZI.GA. Ancient mesopotamian potency incantantions, “Text from Cuneiform Sources” 2.
PETTINATO, G., Angeli e demoni a Babilonia. Magia e mito nelle antiche civiltà mesopotamiche, Milano 2001.

di Roberto Russo

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