«CILECCA CON LE RAGAZZE, SARÒ GAY?»

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Un desiderio verso i ragazzi vissuto in segreto, mentre con le ragazze non si riesce a 'concludere'. Come fare?

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Ciao,

ho 26 anni, sono carino riesco a "beccare tante ragazze" ma il problema che al dunque faccio cilecca, e’ da molto tempo che mi sento attratto dal mio stesso sesso, e le fantasie continuano a crescere, fantasie che, per la mia estrazione religiosa cattolica e per il grande rispetto che ho per la mia famiglia e per certi valori per loro intoccabili, rimarranno tali. Allora chiedo, e’ meglio fregarmene di tutto e fare quello che sogno di nascosto e tenermi i sensi di colpa (mia specialita’), o continuare a far finta di niente e provare il viagra per funzionare con le donne?

ciao Mike

Il dato del "fare cilecca", inteso come un fallimento dell’erezione durante un rapporto sessuale con donne unito all’attrazione chiara e consapevole verso le persone dello stesso sesso, sono parametri che testimonierebbero un disorientamento la sfera sessuale e relazionale. Altro indicatore sono le fantasie e, se consideriamo solo questi argomenti, è già facile dedurre un tu orientamento omosessuale, tutt’altro che latente.

L’identità non è solo il frutto dell’erotismo e della sessualità; in essa vengono a coinvogliarsi tutta una serie di vissuti, esperienze emotive e aspettative che fanno di una persona un’unicità, una specificità irripetibile, un essere coerente che tende a diventare il più autentico possibile con se stesso e, di conseguenza con gli altri.

L’aspetto religioso (cattolico qui) favorisce, a volte ne è l’unica causa, i cosiddetti sensi di colpa, di cui tu ritieni uno "specialista" e, anch’esso, adeguatamente elaborato e assimilato va ad inserisi in quella che è la nostra identità.

I valori cui accenni, sono legittimi e vanno trattati con serietà. Per chi è credente e ritiene di poterli condividere allora non esistono motivi per evitarli, di metterli in discussione, o combatterli sono, congrui col proprio Sé e, quindi, sono vissuti in armonia e sintonia.

Diverso, invece, è per chi "costretto" a confrontarsi con modelli e ingiunzioni (sia di fede sia non) che sono incongrue e in contraddizione con il proprio essere, è lì che emerge il disagio, la sofferenza, il conflitto.

Non sarò certo io a dirti che "far finta" sia la strada migliore, né che il Viagra possa risolvere parte dei tuoi problemi con le donne!

Mi spiace ma mi sembra che il tuo Sé, quello più autentico, stia diventando sempre più forte e chiaro richiedendo una tua maggiore partecipazione e disponibilità a prendere una qualche decisione. Fingere, creebrebbe ancor più sensi di colpa e, il "serpente che si morde la coda" potrebbe (ahimé) essere così il tuo compagno di vita.

Un percorso psicologico di accettazione delle dinamiche intra-psichiche e una valutazione delle possibilità che ti puoi permettere per vivere serenamente, o il più serenamente possibile, potrebbe aiutarti a ri-scoprire e convivere con il tuo Sé reale, evitando di costruirti un Falso sé che prima o poi tiranneggerebbe in continuazione la tua esistenza.

Un’esistenza piena è sempre data dalla consapevolezza di chi sei qui e ora (cosa che già possiedi) e di chi stai diventando e, dalla capacità di rischiare ad essere ciò che sei. Quindi, come hai fatto qui in questa rubrica (anonimamente) il poterne parlare con qualcuno (se vuoi prima in ambito protetto-professionale) poi con le persone a te vicine, sarà la reale possibilità che farà sicuramente dischiudere energie nuove e accantonate, che ti porteranno, molto probabilmente, a vivere pienamente e autenticamente ciò che senti e sei, quello che fantastichi, ciò cerchi… ma sempre e solo attraverso il presupposto che vivere nel benessere e "sentirsi capaci" significa impegno ad orientarsi verso l’autenticità e l’onestà con se stessi e non solo nella consapevolezza (sapere), ma anche e soprattutto nei comportamenti, nelle azioni (saper fare e saper essere). Al contrario, e questo vale per tutti, ci si potrebbe trovare a vivere una vita di colpe, sofferenze, incertezze, confusioni, disorientamenti, conflitti, incomprensioni, falsità, bassa autostima, clandestinità, depressione, ecc. Credimi di "eccetera" ce ne sono quanti ne vuoi.

A te la scelta, non si può scegliere d’essere gay, ma d’accetarlo Sì!

In bocca al lupo Mike!

di Maurizio Palomba

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