Il sesso? Mi terrorizza

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Un lettore scrive per raccontare le spropositate fobie sulla salute che gli causano ansia e rovinano anche la parte sessuale del rapporto. Essere terrorizzati ci mette al riparo...

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Caro dottor Allegrini,

sono un ragazzo di 28 anni che, pur prendendo tutte le precauzioni possibili, non riesce a vivere serenamente la propria vita sessuale perchè mi lascio sempre prendere da 1000 timori…le racconto di più su di me.

Da un mese ho iniziato una storia con un uomo di 38 anni. Abbiamo fatto un primo test HIV, risultato negativo per entrambi, e fra 6 mesi ne faremo un altro. Nel frattempo abbiamo sempre fatto (e faremo ancora fino al secondo test, poi vedremo il da farsi) sesso protetto (petting, limonare, sesso orale con preservativo indossato da entrambi e niente rapporti anali).

Nonostante questi comportamenti, che mi sembrano sicuri, non riesco a non farmi prendere ogni volta da 1000 timori.. le faccio alcuni esempi di timori che mi sono presi ieri, dopo averlo incontrato:

– a un certo punto mi sono leggermente morsicato la lingua per sbaglio; sono andato poi allo specchio a guardarmi e non avevo sangue visibile in bocca, però l’area in cui mi sono morsicato era leggermente arrossata; così mi è venuto il dubbio che se il mio uomo avesse avuto una lesione analoga magari sarebbe stata un veicolo di contagio;

– a un certo punto mi sono grattato la testa e mi è venuta via una crosticina; più tardi il mio uomo mi ha accarezzato in testa e mi è venuto il dubbio che, se avesse avuto anche una lieve escoriazione sulle mani, sarebbe potuta essere fonte di contagio.

Oltre a questi tipi di dubbi, poi, metto sempre in pratica dei comportamenti anti-ansia tipo mettermi chili di burro di cacao per avere labbra sempre ben idratate e senza la minima soluzione di continuo e assicurarmi, dopo aver limonato, di non sentire sapore di sangue in bocca.

Da un lato sono fortemente rassicurato dall’esito negativo del test del mio uomo, perchè penso: se non si è infettato in 37 anni e 6 mesi, è improbabile che si sia infettato negli ultimi 6 mesi… nonostante ciò, comunque, come ho scritto prima, continueremo a fare sesso protetto fino al secondo test e poi vedremo.

A questo proposito volevo chiederle un’altra cosa. Ho letto in una sua risposta che con i test di nuova generazione il periodo finestra è inferiore a 6 mesi.. e di quanto è più o meno? Il mio uomo ha fatto il test con la metodica CMIA: è un test di nuova generazione?

Infine non so bene cosa fare dopo il secondo test, ovviamente sperando che risultino negativi entrambi.. so già che facendo sesso non più protetto poi mi verrebbero dubbi sulla fedeltà del mio uomo, anche se capisco che è sinceramente innamorato di me e che non mi tradirebbe mai.

Scusi per questo sfogo un pò paranoico, ma vorrei davvero eliminare tutte queste incertezze per condurre una vita migliore.

La ringrazio in anticipo per la sua risposta.

Saluti, M. (preoccupato4ever)

La risposta dell’infettivologo

Caro M,

il suo nick la dice lunga sull’utilità della mia risposta 🙂

Lei stesso dice che prende sempre "tutte le precauzioni possibili" eppure questo non la esime dall’avere ugualmente  delle paure che lei stesso definisce "un po’ paranoiche"… Quello che lei ed il suo compagno state facendo è proprio quello che tutte le coppie di nuova formazione dovrebbero fare: un test all’inizio della relazione, usare il preservativo e le altre regole sul "sesso più sicuro", ripetere il test dopo 3 mesi (è questo il tempo sufficiente con i nuovi test, la metodica CMIA usata dal tuo compagno è basata sulla chemiluminescenza ed è altrettanto valida dei test basati sul metodo Elisa) e poi concordare con il partner su come proseguire.

Riguardo ai timori avuti sia per la morsicatura della lingua ed ancor più per la crosticina sulla testa è del tutto evidente che non ha corso nessun rischio di infettarsi nemmeno se il suo compagno fosse sieropositivo. Il punto però è proprio questo: se pensa che una carezza sulla testa possa costituire un rischio e se pensa che anche dopo aver definitivamente accertato che il suo compagno è sieronegativo avrebbe comunque timore che possa tradirla allora vuol dire che il problema è di natura psicologica ed è proprio per questo che la mia risposta potrà tranquillizzarla sul momento ma poi riemergeranno tutte le paure e tutti i comportamenti che giustamente lei stesso definisce "anti ansia".

Il suo problema psicologico in realtà non ha a che fare con la paranoia ma piuttosto con le fobie e con i disturbi di tipo ossessivo-compulsivo che richiedono l’intervento non di un infettivologo come me ma di uno psicologo o di uno psichiatra.

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