POSITIVO PIÙ SICURO

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Un Hiv+ in coppia con un sieronegativo: "Posso praticargli sesso orale senza condom? E lui a me? E il sesso orofecale?". Con un'analisi dettagliata e specifica, l'esperto fuga...

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Sono il sieropositivo di una coppia sierodiscordante, e vorrei qualche chiarimento sulle precauzioni da usare col mio partner, fermo restando che usiamo sempre il profilattico per il rapporto anale:
– posso tranquillamente praticare sesso orale al mio compagno hiv-?;
– lui può praticarlo a me senza profilattico? (fino ad adesso non me l’ha mai fatto);
– possiamo baciarci e slinguarci senza problema?
– può praticarmi sesso orofecale, in poche parole può baciarmi e slinguarmi l’ano?
Mi scuso per la crudezza dei quesiti, ma la realtà è fatta anche di queste cose.
Ringrazio anticipatamente per la risposta.
Grazie

Prima di rispondere alle tue domande penso sia utile, per te e per tutti quelli che ci leggono, fare alcune premesse. Le regole del safer sex (che significa “sesso PIU’ sicuro” e non “sesso sicuro”) sono le stesse sia per le coppie sierodiscordanti (cioè composte da un HIVpositivo e da un HIVnegativo) che per le coppie che ignorano il loro stato sierologico e valgono anche per i rapporti occasionali (non di coppia). Queste regole servono a ridurre (ma non ad azzerare) il rischio di infettarsi con l’Hiv e sono regole PRATICHE cioè che sposano la filosofia della “riduzione del danno” e che tengono conto più dei comportamenti diffusi in CONCRETO che non di quello che TEORICAMENTE potrebbe accadere in un laboratorio. Le regole sono poche e semplici da capire e tuttavia, specie per quanto riguarda il sesso orale, sono spesso fraintese. Cercherò nella mia risposta di far comprendere perché ci sono questi fraintendimenti.
La prima regola riguarda i rapporti di penetrazione anale che sono i più rischiosi (quelli cioè dove è più facile rimanere infetti) e la regola, che non ammette alcuna eccezione, è che prima della penetrazione e fino alla fine bisogna indossare in maniera corretta (cioè togliendo l’aria dal serbatoio, ecc) un preservativo adatto ai rapporti anali (non certo quelli ultrasottili) e bisogna lubrificare bene con un lubrificante adatto (cioè non oleoso); come è ovvio lo scopo di questa regola è impedire che lo sperma finisca a contatto con la mucosa rettale. Può capitare però che, pur avendo fatto tutto per bene, il preservativo possa rompersi. Cosa fare allora?
Esiste la possibilità, in particolare per le coppie sierodiscordanti come la tua, di fare la “Profilassi post esposizione“, cioè di assumere dei farmaci per tentare di evitare l’infezione. Dunque, nel tuo caso, se dovesse accadere un incidente del genere il consiglio è di recarsi, preferibilmente entro 4 ore e comunque non oltre le 72 ore, nel Reparto di Malattie Infettive dove sei seguito e raccontare al medico cosa è accaduto in modo che insieme con lui si possa decidere se il rischio corso è tale da dover fare la profilassi (chi vuole approfondire questo aspetto può leggere qui).
La seconda regola riguarda il sesso orale e lo scopo della regola è di evitare che lo sperma entri in contatto con le mucose della bocca. E’ perciò evidente che il modo più sicuro per evitare questo contatto è di usare il preservativo. Ma dal momento che l’uso del preservativo nei rapporti orali non è in CONCRETO (cioè che ci piaccia o no) molto diffuso, si raccomanda comunque di non far entrare lo sperma in bocca anche quando si è deciso (cioè VOI avete deciso) di non usare il preservativo. La regola è semplice ma perché, allora, continua ormai da anni la discussione se davvero (e QUANTO davvero) il sesso orale sia una pratica a basso rischio? Io penso che dipenda dal fatto che le persone si concentrano sulla probabilità di infettarsi (QUANTO?) invece di concentrarsi su una domanda cruciale: cosa significa PER ME (non in un laboratorio di epidemiologia!) “basso rischio” cioè in pratica chiedersi: quanto sono disposto a rischiare per rinunciare al preservativo nei rapporti orali? A questa domanda nessun tecnico può rispondere perché solo voi potete decidere della vostra salute. Mentre per le altre pratiche sessuali è stato possibile calcolare il rischio di infettarsi (per esempio se lo sperma di un HIVpositivo finisce nell’ano questo rischio è da 1 a 3 su 1.000) per i rapporti orali non è stato possibile fare questo calcolo ed è per questo che vengono definiti “a basso rischio”. Ma mentre per me anche 1 rischio su 10.000 potrebbe essere inaccettabile per un altro potrebbe invece valere la pena di correrlo. E’ così per ogni aspetto della vita umana anche se non ce ne rendiamo conto. Per esempio è stato calcolato che una donna gravida ha 1 probabilità su 8.000 che il figlio/a nasca con un grave problema di salute. Meno male che mamma ha deciso di correre il rischio altrimenti non potrei risponderti 🙂 .
Nel tuo caso specifico la fonte di una possibile infezione è sia il tuo sperma che il tuo sangue e dunque ne consegue che se è lui a farti un rapporto orale è opportuno che tu indossi il preservativo. Se invece sei tu a fare a lui un rapporto orale il pericolo non è nel suo sperma ma nel tuo sangue (VISIBILE ad occhio nudo non cercandolo in laboratorio con il microscopio!) e dunque lui indosserà il preservativo per evitare che il tuo sangue (non la saliva!) finisca sul suo pene. Ma ogni volta che scrivo questa cosa, pure scientificamente corretta, mi sento un cretino perché mi chiedo: ma chi è che si farebbe fare un pompino da uno con la bocca piena di sangue? Dunque il mio consiglio per la vostra coppia è di usare il preservativo entrambi a prescindere dai ruoli (ma se voi due facevate già così, tu non mi avresti fatto la domanda, o no?) ed allora se decidete di non usarlo mi sento di consigliarvi uno sforzo in più per usarlo almeno quando è lui che ti fa un pompino piuttosto che il contrario. (Specifico per i soliti teorici: so bene che generalmente c’è più virus nel sangue cha nello sperma ma, fuori dal laboratorio, lo sperma è presente in TUTTI i rapporti orali mentre il sangue visibile in bocca no! E vi assicuro che chi ha il sangue visibile in bocca cerca un dentista non un bel ragazzo cui fare un pompino, salvo che il dentista non fosse anche un bel ragazzo…). Spero di essere stato chiaro. Per i baci e per il rimming dato che la saliva non è a rischio non ci sono consigli da dare (ovviamente anche qui vale il ragionamento di prima: chi si farebbe baciare da uno con la bocca piena di sangue?).
Infine alcune considerazioni vanno fatte sulla “riduzione del numero dei partner”. Una è intuitiva: se io decido di correre una volta un “basso rischio” è un conto ma se io ripeto frequentemente questo comportamento è un altro conto… Detta così però la raccomandazione sembrerebbe non riguardare un HIV+ dato che è già infetto. Invece la “riduzione del numero dei partner” vale anche per i sieropositivi non “per evitare di infettare gli altri” (come pensano i buonisti) ma per evitare di infettarsi di nuovo con un altro virus HIV magari più aggressivo o più difficile da curare. Non si tratta perciò di “avere un comportamento responsabile verso gli altri” ma, al contrario, di essere egoisti in maniera intelligente perché se ognuno pensasse alla SUA salute il virus smetterebbe di circolare dall’uno all’altro…
Un caro saluto ad entrambi 🙂
dr. Francesco Allegrini

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