Europa, è allarme criminalizzazione LGBTQIA+. Il nuovo report di Ilga-Europe condanna anche l’Italia di Giorgia Meloni

"Le garanzie sui diritti umani istituite dopo la Seconda Guerra Mondiale sono seriamente in pericolo. Non si tratta del cosiddetto "wokeismo" o di ideologia. Si tratta di persone reali prese di mira e perseguitate. Senza un'azione decisa ci troveremo di fronte a un rapido e pericoloso collasso democratico".

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Giorgia Meloni e Viktor Orbán
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In Europa gli attacchi alle comunità LGBTQIA+ si sono evoluti in una repressione sistematica del dissenso e delle libertà individuali. A denunciarlo è il nuovo report di ILGA-Europe, con una forte escalation che ha preso forma nell’ultimo anno. L’Europa è entrata in una nuova fase in cui gli strumenti di repressione del dissenso vengono impiegati su larga scala, con le persone e le organizzazioni LGBTI tra i principali obiettivi.

Secondo Katrin Hugendubel, Vicedirettrice/Direttrice Advocacy di ILGA-Europe: “Negli ultimi dieci anni, le analisi annuali di ILGA-Europe hanno tracciato uno schema che risale alla storia: propaganda, capri espiatori e disinformazione si sono trasformati nella negazione dei diritti fondamentali, che ora si traduce in leggi che criminalizzano e mettono a tacere. Sebbene il ritmo e l’intensità varino da paese a paese, la traiettoria di fondo è inequivocabile e profondamente preoccupante”.

Nell’ultimo decennio l’analisi annuale di ILGA-Europe ha monitorato i governi che hanno adottato misure restrittive contro le comunità LGBTI. Il report di quest’anno rileva che queste tattiche si sono consolidate in politiche formali: criminalizzazione di individui, taglio dei finanziamenti alla società civile, imposizione di divieti di fatto alle organizzazioni e abuso dei tribunali e dei poteri amministrativi.

In Ungheria il sindaco di Budapest è stato indagato per aver organizzato il Pride, il che ha portato a un’incriminazione, con procedimenti simili che hanno preso di mira l’organizzatore del Pride nella città ungherese di Pécs.

In Turchia 11 attivisti dell’Associazione Giovani LGBTI+ sono stati incriminati. Nel Paese i giornalisti che si occupano di politiche relative alle persone LGBTI sono stati indagati ai sensi delle leggi sulla disinformazione, tra cui il caporedattore del portale di notizie LGBTI KaosGL.org, arrestato per presunta appartenenza a un’organizzazione terroristica. La persecuzione si estende oltre le comunità LGBTI, come dimostra l’arresto del Delegato per i Giovani del Consiglio d’Europa, Enes Hocaoğulları, dopo che aveva parlato al Consiglio di violenza della polizia, arretramento democratico ed erosione della governance locale.

In Bielorussia nuovi emendamenti hanno classificato la cosiddetta “propaganda” dell’omosessualità e del cambiamento di genere come dannosa per i minori, aprendo la strada a sanzioni penali.

In Kirghizistan un disegno di legge ha proposto pene detentive per la diffusione di informazioni che creano un “atteggiamento positivo” nei confronti del cosiddetto orientamento sessuale non tradizionale.

In Kazakistan sono state utilizzate misure penali e amministrative per limitare l’organizzazione e l’espressione delle persone LGBTI.

In Moldavia e Polonia, la politica di governo ha inquadrato le identità LGBTI come minacce ai valori nazionali, morali o religiosi, rafforzando un ambiente in cui l’azione legale contro individui e organizzazioni è legittimata.

In Russia le autorità hanno intensificato l’applicazione della designazione di “movimento LGBT internazionale” come estremista, portando a retate, procedimenti giudiziari, blocchi di siti e alla creazione di un database di persone LGBTI.

Persecuzione e cancellazione

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In tutta Europa si sta assistendo a un netto allontanamento dalla governance basata sui diritti verso misure che limitano la capacità delle persone trans e di genere diverso di partecipare pienamente alla vita pubblica. Un numero crescente di politiche si basa sul presupposto che esistano solo due “sessi biologici”, definiti rigorosamente dal sesso assegnato alla nascita. Questo quadro di fatto cancella il riconoscimento legale delle persone trans e limita l’accesso alla documentazione, all’assistenza sanitaria e alla parità di trattamento.

Tra gli esempi più lampanti del 2025 spicca il Regno Unito, dove la Corte Suprema ha interpretato “donna” e “sesso” come riferiti al sesso biologico alla nascita, e in Ungheria, dove gli emendamenti costituzionali hanno definito il sesso come una dotazione biologica immutabili. In Georgia i legislatori hanno proposto modifiche che eliminino i riferimenti a “genere” e “identità di genere” dalla legge sulla parità.

Sempre in Ungheria la legge sulla protezione dell’infanzia ha limitato i contenuti scolastici ritenuti “promotori di deviazioni” dal sesso assegnato alla nascita o dall’omosessualità.

In Slovacchia, gli emendamenti costituzionali adottati nel settembre 2025 riconoscono solo due sessi e limitano il riconoscimento giuridico del genere a casi eccezionali, tanto dall’aver costretto la Commissione europea ad avviare una procedura di infrazione.

Nell’Italia di Giorgia Meloni c’è il DDL Valditara che avanza, così come il DDL Roccella-Schillaci, mentre in Francia e Germania i programmi di educazione all’uguaglianza e alla diversità sono stati pubblicamente contestati o limitati.

Invertire la tendenza e resistere

Il report di Ilga-Europe sottolinea anche come la regressione non sia inevitabile.

In Polonia l’ultima cosiddetta “zona libera da LGBTI” è stata abrogata ad aprile.  In Spagna, il Parlamento delle Isole Canarie ha respinto all’unanimità una proposta di abrogazione delle leggi sull’uguaglianza e la non discriminazione, mentre il Parlamento della Catalogna ha adottato la Legge 13/2025 che rafforza le sanzioni contro la fobia LGBTI, comprese disposizioni che affrontano le pratiche di conversione e l’incitamento online.

In Danimarca è stata avviata la stesura di una politica e di un piano d’azione dedicati per migliorare le risposte sanitarie alle persone LGBTI, a seguito di un proficuo dialogo con le organizzazioni della società civile.

Il Consiglio d’Europa ha adottato una nuova Raccomandazione sui diritti umani delle persone intersessuali, che stabilisce standard sull’integrità fisica, il riconoscimento legale e la protezione dalla discriminazione. La Raccomandazione è in contrasto con le misure nazionali che consolidano definizioni binarie di genere e segnala l’impegno costante di alcuni settori del sistema europeo dei diritti umani a tutelare i diritti delle persone intersessuali.

Katrin Hugendubel, Vicedirettrice/Direttrice Advocacy di ILGA-Europe, ha concluso: “Le garanzie sui diritti umani istituite dopo la Seconda Guerra Mondiale sono seriamente in pericolo. Non si tratta del cosiddetto “wokeismo” o di ideologia. Si tratta di persone reali prese di mira e perseguitate. I nostri leader devono rispondere con urgenza. Senza un’azione decisa, ci troveremo di fronte a un rapido e pericoloso collasso democratico”.

Il Caso Italia

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Il corposo report di Ilga-Europe si sofferma anche sull’Italia di Giorgia Meloni, ricordando come per il secondo anno consecutivo il Ministero dell’Istruzione abbia omesso qualsiasi riferimento alla persecuzione delle persone LGBTI durante l’Olocausto nella sua circolare ufficiale per il Giorno della Memoria. Per poi ricordare come nel mese di settembre il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto Emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, abbia commentato l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità durante una cerimonia a Belmonte del Sannio, in Molise, dove gli è stata conferita la cittadinanza onoraria. Parlando ai giornalisti, Müller ha affermato che “gli atti omosessuali sono un peccato mortale” e che la Chiesa “deve respingere questa politica“, riferendosi agli individui che entrano dalla Porta Santa “per propagandare se stessi e non per ricevere penitenza attraverso un cambiamento di vita“. Ha inoltre affermato che, “secondo il Libro della Genesi, Dio ha benedetto il matrimonio tra un uomo e una donna; il peccato non può essere benedetto”. Müller ha sostenuto che è necessario “correggere l’equivoco secondo cui la Chiesa aveva quasi accettato questo comportamento come qualcosa da benedire e su cui invocare la benedizione di Dio“.

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Giorgia Meloni ed Eugenia Roccella

Per quanto riguarda le violenze omobitransfobiche, Ilga-Europe ha rimarcato come nel 2025 in tutta Italia ci siano stati abusi domestici e aggressioni.

A gennaio 2025 il padre di un ragazzo di 15 anni a Napoli è stato arrestato dopo averlo minacciato di morte. Ciò è avvenuto dopo anni di abusi fisici e psicologici. A marzo 2025 il Tribunale civile di Asti ha riconosciuto, per la prima volta in assoluto, l’esistenza di danni fisici e psicologici derivanti da maltrattamenti omofobici in un caso di abusi prolungati da parte di un padre nei confronti del figlio. A Padova i membri di una gang che adescava gay tramite Grindr per derubarli e aggredirli sono stati condannati a cinque anni; un terzo sospettato è stato arrestato a settembre. A luglio, un uomo di Bergamo è stato condannato a cinque anni e dieci mesi per rapina ed estorsione ai danni di uomini gay tramite Grindr, sebbene non sia stata applicata alcuna circostanza aggravante discriminatoria. Nel corso dell’anno sono state registrate diverse aggressioni in luoghi pubblici. A giugno due persone sono state aggredite dopo aver lasciato il Padova Pride Village; nel quartiere Pigneto di Roma due uomini sono stati aggrediti con una mazza da baseball dopo essere stati visti baciarsi. A Vicenza un uomo trans e un amico sono stati aggrediti dopo un evento del Pride. A Bologna due uomini gay sono stati trovati morti con ferite da arma da taglio; un sospettato è stato arrestato, ma alla fine del 2025 non è stato ancora comunicato alcun esito giudiziario. Altre aggressioni sono state segnalate a Catania, Trento, Roma, Ventimiglia, Parma, Milano e Treviso. Da norda a sud, isole comprese. Ovunque, tutti i mesi.

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Robert Fico, premier slovacco, e Giorgia Meloni

C’è poi il caso “istruzione”. A ottobre 2025 la Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha approvato un emendamento che limita ulteriormente l’accesso all’educazione alla sessualità e alle relazioni nelle scuole. L’emendamento, presentato dalla deputata leghista Giorgia Latini, ha ampliato una proposta del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che già richiedeva il consenso scritto dei genitori per le attività scolastiche relative alla sessualità nell’istruzione secondaria. A dicembre la Camera ha approvato il disegno di legge con 151 voti favorevoli, 113 contrari e un’astensione. Il testo finale non ha incluso il divieto di educazione sessuale e relazionale alle medie e al liceo, confermando l’obbligo per le scuole di ottenere il consenso scritto dei genitori prima di organizzare tali attività sia nell’istruzione secondaria inferiore che superiore. Le scuole sono inoltre tenute a informare in anticipo le famiglie sul contenuto dei programmi, sul materiale didattico e sulle qualifiche degli eventuali educatori esterni coinvolti. Il disegno di legge è attualmente fermo al Senato.

Trump e Meloni

A luglio, si legge sul report Ilga-Europe, la Corte Costituzionale italiana ha stabilito che una madre non biologica in una coppia omosessuale ha diritto a un congedo parentale obbligatorio equivalente al congedo di paternità. La Corte ha ritenuto incostituzionale l’esclusione dei genitori intenzionali in coppie omosessuali da tale congedo ai sensi della legislazione vigente, sottolineando come il diritto dei figli all’assistenza da parte di entrambi i genitori e la responsabilità genitoriale non dipendano dall’orientamento sessuale dei genitori. Nel mese di novembre il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha emesso una circolare affermando che la Legge 104/1992 che consente il congedo per l’assistenza ai familiari disabili non si applica ai parenti dei partner di unioni civili, sostenendo che le unioni civili non creano relazioni di “affinità” giuridica. Ciò ha contraddetto una circolare INPS del 2022 che estendeva questi benefici alle coppie unite civilmente. La decisione ha interessato gli operatori penitenziari di tutto il Paese.

A marzo il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha emesso una nuova circolare che vieta l’uso dello schwa (ə). Ad aprile l’Italia non ha firmato una dichiarazione di condanna di 23 ambasciate europee contro il divieto ungherese ai Pride. A maggio l’Italia ha nuovamente non firmato una dichiarazione di 20 paesi dell’UE che condannava il divieto ungherese al Pride e le sue leggi anti-LGBTI. A luglio la capitana della nazionale di calcio femminile italiana, Elena Linari, è diventata la prima calciatrice della nazionale italiana a indossare una fascia arcobaleno durante una partita internazionale, nel corso di una partita contro la Spagna.

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JD Vance e Giorgia Meloni

A marzo la Corte Costituzionale ha stabilito che le persone single, comprese le persone LGBTI, possono adottare minori stranieri tramite procedure di adozione internazionale, annullando una restrizione quarantennale che aveva limitato tali adozioni alle coppie sposate. Ad aprile la Corte di Cassazione italiana si è pronunciata a favore della modifica della dicitura sulle carte d’identità nazionali, sostituendo la dicitura salviviana “padre” e “madre” con il termine “genitori”. A maggio la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 8 della legge 40/2004 nella parte in cui esclude il riconoscimento dei bambini nati in Italia tramite tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) all’estero da due donne. A settembre la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che conferma che i partner di un’unione civile hanno diritto all’assegno di mantenimento.

Nel mese di aprile è stato approvato il Decreto Sicurezza, che limita la portata del dissenso e ridefinisce in modo repressivo il rapporto tra cittadini e autorità. Dopo lo stallo parlamentare e le riserve del Presidente della Repubblica, il governo ha forzato il processo con un decreto legge che ne garantisce l’immediata entrata in vigore. Come già accaduto in Ungheria il provvedimento apre alla possibilità di vietare le manifestazioni di dissenso, Pride compresi? Ad aprile Roma ha ospitato la prima Dyke March in Italia, un evento che ha mobilitato la comunità LGBTI in tutta Europa nella resistenza contro le politiche discriminatorie e per la visibilità delle donne lesbiche e LGBTI. A settembre circa 1.000 cattolici LGBTI provenienti da tutto il mondo si sono riuniti in Piazza San Pietro per un pellegrinaggio giubilare dedicato.

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Il governatore transfobico della Florida, Ron DeSantis e la premier italiana Giorgia Meloni

Nel 2025, l’Italia è scesa al 49° posto su 180 paesi nell’indice sulla libertà di stampa di Reporter Senza Frontiere, con i giornalisti che hanno dovuto affrontare intimidazioni, cause legali, spyware, minacce e leggi bavaglio, mentre la RAI è rimasta sotto occupazione politica, diventando TeleMeloni. A dicembre Amnesty International ha pubblicato un rapporto intitolato Il governo Meloni alla svolta, evidenziando una netta regressione nei diritti umani e rilevando la mancanza di progressi nella legge per combattere i crimini d’odio basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

A febbraio il quarto ciclo dell’Esame Periodico Universale (UPR) dell’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra si è concluso con un record di 19 raccomandazioni sui diritti LGBTI, il numero più alto mai ricevuto. A luglio l’Italia ha respinto 12 delle 19 raccomandazioni. L’Italia ha accettato solo sette raccomandazioni su principi generali come la lotta alla discriminazione, la promozione dell’uguaglianza e la lotta all’incitamento all’odio, che le associazioni hanno criticato come impegni privi di obblighi concreti. A ottobre, a seguito dell’adozione di una legge che criminalizza la GPA all’estero, il governo italiano si è impegnato a contrastare la maternità surrogata presso le Nazioni Unite. Attraverso dichiarazioni della Ministra per la Famiglia, la Natività e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, il governo ha promosso la sua opposizione alla maternità surrogata nei consessi internazionali, definendo la pratica incompatibile con i diritti umani.

Atreju 2024 - Interverrà Javier Milei, nella foto con Giorgia Meloni
Atreju 2024 – Interverrà Javier Milei, nella foto con Giorgia Meloni

Sempre a febbraio sono state presentate due proposte per escludere le donne transgender dagli sport femminili: una proposta legislativa di Laura Ravetto della Lega e un’altra iniziativa di Fratelli d’Italia a livello di Unione Europea. Ad agosto il governo ha approvato un disegno di legge che introduce controlli più severi sull’assistenza sanitaria di genere per i minori. Il testo, che ora deve essere esaminato dal Parlamento, stabilisce nuovi requisiti normativi per la prescrizione di bloccanti della pubertà e ormoni di genere ai minori di 18 anni con diagnosi di disforia di genere. Secondo il governo Meloni la misura mira a tutelare la salute dei minori e a garantire un efficace monitoraggio dei dati. Fino all’adozione dei nuovi protocolli, ogni trattamento richiederà l’autorizzazione di un comitato etico nazionale composto da specialisti pediatri. La proposta prevede inoltre la creazione di una banca dati nazionale presso l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per monitorare l’uso di questi farmaci e raccogliere informazioni mediche dettagliate sui minori che ricevono assistenza sanitaria di genere. A dicembre, durante le deliberazioni sul bilancio dello Stato per il 2026, la maggioranza parlamentare ha respinto un emendamento proposto dal Partito Democratico che avrebbe istituito un fondo dedicato all’educazione sessuale e relazionale nelle scuole. Ciò ha segnato un cambiamento rispetto a dicembre 2024, quando il governo aveva approvato un emendamento simile presentato dal partito +Europa, stanziando 500.000 euro per lo stesso scopo.

A luglio sono emerse gravi denunce di violenza e abusi sessuali presso il carcere La Dogaia di Prato, incompatibili con i diritti umani. Ciò ha spinto la Procura a indagare sui casi segnalati di abusi, minacce e torture all’interno della struttura. Tra le vittime c’era un uomo gay, che avrebbe subito prolungate violenze fisiche e sessuali da parte di altri detenuti. Gli inquirenti hanno descritto la situazione in carcere come gravemente fuori controllo.

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