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L’appello per l’eutanasia di Fabo, cieco e tetraplegico: “Signor Presidente, mi faccia uscire da questa gabbia”

"Suonare per gli altri mi faceva felice, mi permetteva di sognare. Ora sono bloccato a letto, immerso in una notte senza fine".

2 min. di lettura

“Signor Presidente della Repubblica, vorrei poter scegliere di morire, senza soffrire, con l’eutanasia”.

Così parla Fabiano Antoniani attraverso la bocca della sua fidanzata Valeria. Sì, perché Fabiano fa ormai molta fatica a parlare. Dopo un incidente gravissimo ha perso la vista ed è diventato tetraplegico: è immerso da due anni in un buio totale, una gabbia che non lascia scampo.

Fabiano animava le piste dei locali di mezzo mondo, era un DJ e si faceva chiamare “Fabo”. Una vita pienissima, come spiega nel video rivolto al Presidente della Repubblica. Un ragazzo affamato di gioia e di esperienze: quel desiderio di vivere che lo ha portato in India, “suonare per gli altri mi faceva felice, mi permetteva di sognare e di dare un tocco magico alla mia vita“.

Ora, a 39 anni, “sono bloccato a letto, immerso in una notte senza fine“. In questi due anni e mezzo Fabo ha lottato con determinazione: “Ho provato a curarmi, anche sperimentando nuove terapie. Purtroppo senza risultati. Da allora mi sento in gabbia. Non sono depresso, ma non vedo più e non mi muovo più“. Fabo non riesce più a mangiare da solo, fa fatica a deglutire, a parlare, è completamente dipendente dalle macchine e dagli altri: non può ascoltare la musica, altrimenti si commuove troppo.

Al suo fianco c’è l’associazione Luca Coscioni, che ha depositato in Parlamento una proposta di legge per legalizzare l’eutanasia: sono passati più di tre anni e non è stato deciso ancora niente. Secondo l’associazione Fabo “continua la lotta di Welby ma da una posizione diversa: Piergiorgio Welby era una persona malata di distrofia muscolare da molti anni, Fabo è un ragazzo che si è ritrovato cieco e tetraplegico, condizione rarissima al mondo, in seguito a un incidente“. Per questo è ancora più importante combattere, affinché la libertà civile di poter decidere della propria esistenza, quando questa perde i connotati di vita, venga legalizzata.

Signor Presidente, le chiediamo di intervenire affinché una decisione sia presa, per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine“.

https://www.gay.it/attualita/news/piergiorgio-welby-10-anni-morte-anniversario-eutanasia

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Tipok 20.1.17 - 0:51

Mi piange il cuore per Fabo. Tutta la mia solidarietà caro. Spero che presto possano approvare questa legge. Io personalmente in quelle condizioni non vorrei vivere. Vorrei essere libero di scegliere cosa farne con la mia vita. Ho perso i miei genitori con un brutto male e so perfettamente cosa vuol dire la sofferenza e la dignità. Io stato deve fare le leggi senza interferenze esterne. Nessuno vuole vivere cosi,,,,Io non ci sto...

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alessio 19.1.17 - 19:19

Va bene questo purtroppo è vero

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Fabeluc 19.1.17 - 18:50

Trovo assurdi i commenti, qui si parla di un ragazzo che non vede e non si muove, il sig.alessio scrive delle cose assurde!!! Trovo giusto che ognuno di noi possa decidere cosa e meglio per se stessi, io non vorrei vivere così!!! Mi dispiace molto per fabo.

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alessio 19.1.17 - 14:52

Non credo sia giusto, per chi si sente intrappolato dai lacci del vizio contro natura, dalla morsa feroce e stordente della sodomia e ritiene di non essere più capace di uscire dalla devianza che lo degenera, pensare, come rimedio per la sua condizione, all'eutanasia. Il ricorso alla morte, il pensiero di darsi la morte, sono sempre tentazioni da fuggire e da rintuzzare con la fede nelle proprie capacità interiori e nell'aiuto di persone disinteressate, medici, educatori, psicologi o semplicemente amici che, con coscienza, consigliandola contro false compagnie e inserendola in un contesto di valori, sano ed equilibrato, aiuti la persona a riconquistare la propria personalità nella sua interezza e a riguadagnare se stessa, in un'integrità psico-fisica, finalmente ritrovata, come quella di Luca che "prima era gay, ma che ora sta con lei !" Il processo è difficile, specie per chi, in un'ideologia ammiccante, consolatoria e giustificante, ha pensato di trovare una sorta di legittimazione a degradarsi, a lungo, in pratiche pseudo-sessuali, smarrendo, alla fine, in contesti corrotti contro natura, la capacità di ripugnanza avverso la depravazione di se stessi, ma le cose più difficili sono sempre, alla fine, anche quelle che danno più soddisfazione.

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    Alessio 19.1.17 - 17:53

    Condivido, prenderne due contemporaneamente è una faticaccia, ma quando ci riesci vedi il Paradiso!

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      alessio 19.1.17 - 18:03

      Quante storie! basta farsi inchiappettare da un animale, dotato di 2 peni, come uno squalo gay in cattività, ed ecco il tuo paradiso !

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    Angelo Mocetti 19.1.17 - 17:55

    ma chi è 'sto coglione? un chierichetto che stava facendo sesso orale (e quindi distratto) al parroco mentre parlava di amore verso il prossimo?

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      alessio 19.1.17 - 18:00

      Non bisogna prendere le cose con astio, specialmente quando sono dette disinteressatamente : se lei avverte premere su di sè delle tendenze sessuali anormali, può provare a rivolgersi alle persone competenti, prima di alzare bandiera bianca e darla vinta alla malattia.

        Avatar
        Angelo Mocetti 23.2.17 - 17:55

        voglio credere che tu sia un clone (di minore intelligenza) di Martina dell'Ombra, ci provi ad avere il suo sarcasmo ma nun je la pòi fa'...

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