Egitto, arrestato noto conduttore tv per aver intervistato un ragazzo gay

Dal 2017 l’omosessualità non può nemmeno essere nominata in una trasmissione.

Nell’agosto del 2018, Mohamed al-Gheiti aveva invitato un ragazzo omosessuale a parlare del suo “stile di vita” nella sua trasmissione Tv. Il conduttore era già noto, oltre che per la sua trasmissione, per le sue critiche nei riguardi dell’omosessualità. Invitato a parlare, il ragazzo è comparso con il volto oscurato. In Egitto l’omosessualità non è illegale, ma una sentenza del 2000 conferma che l’atto sessuale tra persone dello stesso sesso offende le norme religiose. Per questo è punibile con il carcere fino a 17 anni, anche con i lavori forzati. La comunità LGBT non gode di alcun diritto.

Anche la propaganda omosessuale non è consentita, e per questo motivo Mohamed al-Gheiti dovrà scontare un anno di carcere e pagare una multa di 3000 sterline egiziane (circa 130 sterline). Le accuse a suo carico sono promozione dell’omosessualità, incitamento alla depravazione, immoralità e disprezzo della religione. La sua trasmissione verrà interrotta per due settimane. Durante l’intervista, il ragazzo aveva spiegato di essere un escort di professione, e di avere anche una relazione sentimentale con un altro uomo.

Dal 2017, in Egitto non si può nemmeno nominare l’omosessualità

Il principale organo mediatico in Egitto, il Supreme Council for Media Regulation, dopo aver visto la trasmissione, ha deciso di bloccare la trasmissione e di denunciare il conduttore per violazioni professionali. Non si sa ancora se al-Gheiti deciderà di impugnare il verdetto per fare ricorso, dato che questo atto comporta una spesa di 1.000 sterline egiziane. Per la sua intervista, l’uomo sarà anche sorvegliato per un anno, dopo la fine della sua pena detentiva.

Dal 2017, le trasmissione televisive hanno il divieto di parlare di omosessualità. La decisione è partita dal Supreme Council for Media Regulation, dopo che il gruppo libanese Mashrou Leila aveva sventolato una bandiera arcobaleno durante un concerto, parlando apertamente anche dei diritti degli omosessuali. Lo scorso anno, l’italiano Felix Cossolo era stato bloccato all’aeroporto de Il Cairo, per aver denunciato le violenze nei confronti comunità LGBT in Egitto. Le autorità, che lo identificavano come un ospite sgradito, poteva tornare subito indietro oppure essere arrestato e scontare una pena di due settimane nelle carceri egiziane.