Il Giappone fa progressi in campo LGBT: alcune città riconosceranno il matrimonio egualitario

Chiba è la terza città a riconoscere le coppie same-sex. Ci sono anche Fukuoka e Sapporo, che riconosce anche le coppie con membri non binari.

Il Giappone non ha ancora legalizzato il matrimonio per le coppie dello stesso sesso, nonostante le insistenze delle associazioni LGBT, che da tempo ormai richiedono uno sforzo alla politica. Il Giappone, seppur molto aperto nei confronti della comunità LGBT, finora non ha mai pensato ai diritti. Difatti sono molte le differenze con i cittadini eterosessuali. Ad esempio, è possibile procedere al cambio di genere e fare domanda per entrare nelle forza armate, mentre si può donare sangue solo dopo 6 mesi dall’ultimo rapporto sessuale. La legge sulle discriminazioni non è valida in tutto il Paese, e solo alcune città riconoscono le coppie dello stesso sesso.

Per questo motivo, la decisione della città di Chiba di riconoscere le coppie omosessuali è un segnale molto forte per l’intero Giappone. Chiba conta un milione di persone e si trova a est di Tokyo. Con il rilascio dei documenti che attestano il riconoscimento delle coppie, gli stessi avranno molti dei diritti riconosciuti alle coppie etero. Potranno quindi assistere il o la partner in ospedale, fare richiesta per le case popolari e accedere a diversi servizi.

I requisiti e le reazioni in Giappone

La notizia è stata accolta con un grande entusiasmo, anche grazie ai pochi requisiti richiesti per ottenere il riconoscimento. Difatti, basterà avere almeno 20 anni di età, non essere sposati ed avere la residenza a Chiba o avere in programma il trasferimento in città. Yanase ha 56 anni e ora potrà vedersi riconosciuta la coppia con il compagno, che di anni ne ha 65. Sono molti anche coloro che si trasferiranno presto a Chiba per avere il documento.

Ma Chiba non è la sola città a riconoscere le coppie same-sex. Difatti, è solo l’ultima nella lista (ma la prima del 2019). Prima di lei, c’è stata la città di Fukuoka nel 2018, mentre la prima è stata Sapporo. Quest’ultima, che ha legalizzato le coppie omosessuali nel 2017, riconosce anche le coppie con membri non binari. In questa città, il mese prossimo verrà depositata presso il tribunale distrettuale la denuncia portata avanti da 11 coppie omosessuali, che hanno deciso di citare in giudizio il Giappone, al fine di ottenere una legge sul matrimonio egualitario.