IL PRIDE PIU’ GRANDE

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Mai tanta gente a un Pride italiano da Roma 2000. A Bari hanno sfilato in cinquantamila senza incidenti, tra gli applausi dei cittadini. Le immagini del corteo.

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Gallerie di foto del BariPride 2003

BARI – Niente sarà più lo stesso al sud. Non dopo questo straordinario evento che è stato il BariPride 2003.

Il più grande Pride italiano di tutti i tempi dopo il World Pride del 2000. Cinquantamila persone hanno sfilato tranquille e gioiose nel capoluogo pugliese, e almeno altrettante hanno partecipato assistendo al passaggio dei carri e dei manifestanti dai marciapiedi. Una partecipazione meno rumorosa, questa dei cittadini baresi, ma forse persino più importante, dal momento che proprio da essa si evince che la sfida del BariPride è stata vinta. Una sfida contro l’omofobia fino a ieri radicata al meridione, che ha costretto tanti omosessuali a emigrare dalle loro terre di origine. Un’omofobia che sabato si è dimostrato che può essere sconfitta. L’unico episodio di intolleranza (pochi facinorosi che all’inizio hanno tentato di lanciare uova contro il corteo) non ha potuto rovinare l’atmosfera di serenità.

“Immaginavo qualcosa di molto più scandaloso” commentava una anziana signora dai lati delle strade. “Non ho figli, ma se ne avessi uno gay, credo che mi sforzerei di capire”. Questo hanno fatto i cittadini baresi: si sono sforzati di capire. E non hanno ascoltato chi chiedeva loro di far capire ai gay e alle lesbiche italiane che non erano graditi, non uscendo per strada durante la sfilata. Invece i baresi si sono riversati nelle strade numerosi: hanno applaudito, hanno lanciato petali di rose dalla finestra, e, quando gli accaldati manifestanti lo chiedevano, hanno lanciato loro una leggera pioggia di acqua fresca.

Alla parata hanno preso parte tutti i più importanti circoli italiani: c’era il Mario Mieli, Di’ Gay Project, c’erano i circoli di Torino, Cremona, Bologna, Milano, Firenze, Grosseto, e di altre città del centro nord. E naturalmente non mancavano i rappresentanti della comunità omosessuale meridionale, che proprio in corrispondenza di questo Pride ha trovato un momento di innegabile rinascita: c’erano i circoli di Salerno, Caserta, Napoli, e Cosenza. Assenti solo i catanesi, che hanno snobbato la manifestazione. Faranno un Pride per conto loro.

Per la prima volta in un Pride hanno sfilato anche i gonfaloni di alcuni Comuni, come quello di Melpignano in provincia di Lecce. Intensi e commoventi anche i discorsi dal palco: il vice-presidente della Provincia di Bari, Ennio Triggiani, ha ricordato che il contributo economico che l’amministrazione provinciale ha dato (unico ente pubblico ad aver sostenuto con denaro la manifestazione) era doveroso. Bellomo ha anche ricordato il sostegno tecnico dato dal Comune, mentre ha tirato le orechie al governatore della Puglia Fitto, che dopo il patrocinio morale non ha più voluto contatti con gli organizzatori.

Toccante il discorso del parlamentare barese Nichi Vendola, che ha ricordato di come 25 anni prima avesse scelto di affrontare in quella terra tutte le difficoltà legate alla ammissione della propria omosessualità: una realtà che tutti si sono augurati di poter considerare come appartenente al passato.

Gallerie di foto del BariPride 2003

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