Incontri occasionali, giovane conosciuto in chat torna dopo mesi per rapinarlo

Il furto è avvenuto a Palermo, ai danni del portavoce del Pride locale.

Gli incontri per dei rapporti occasionali comportano dei rischi: stavolta un uomo si è trovato una pistola puntata al volto.

È quanto accaduto a Palermo venerdì sera a Luigi Carollo, noto in città per essere portavoce del Pride ed esponente di Sinistra in Comune. L’uomo è stato rapinato in casa sua, dopo aver aperto la porta ad un giovane con cui aveva avuto degli incontri sessuali.

I due si erano conosciuti l’anno scorso su una chat, ma dopo alcuni rapporti i contatti si erano interrotti. Fino alla rapina shock: con l’arma puntata verso la vittima il giovane è riuscito a sottrarre 70 euro e il bancomat con il pin. Carollo, che presiede l’associazione LGBT Articolo Tre, ha deciso di denunciarlo.

Non solo, il portavoce del Palermo Pride ha scelto di rendere noto sui social la scelta di procedere con la denuncia e il trattamento ricevuto dalle forze dell’ordine: “Non voglio parlare del mio shock, né fare ramanzine (inopportune da parte mia) sul sesso con sconosciuti. Voglio parlare, invece, della lunga fase di denuncia presso la Squadra Mobile della Polizia”.

“Ho, ovviamente, scelto di non nascondere le ragioni per le quali conoscevo il rapinatore – ha scritto Carollo su Facebook – e di non nascondere nemmeno il contenuto dei nostri incontri e della nostra conversazione via whatsapp dato che le utenze telefoniche e le foto sarebbero state necessarie per individuarlo.
Durante la deposizione sono stato trattato con grandissima gentilezza, senza alcuna inopportuna morbosità e senza alcun pregiudizio”.

“Dato che se fossero stati scortesi o avessero mostrato propensione al pregiudizio e alla curiosità morbosa e imbarazzante avrei scritto una condanna pubblica (del tipo: oltre alla rapina a mano armata ci si mette pure l’omofobia!) – conclude Carollo – ho ritenuto giusto condividere pubblicamente il fatto di aver ricevuto solo cortesia e grande attenzione a che non mi sentissi mai a disagio. Per suggerire, rispettosamente e senza voler essere invadente, a chiunque possa trovarsi a vivere un’esperienza simile alla mia di denunciare senza paura”.

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