Londra, femminista contro i trans: “C’è una lobby degli ex maschi”

La donna era stata esclusa da una conferenza per alcune precedenti dichiarazioni sul mondo transgender.

Heather Brunskell-Evans, professoressa e femminista britannica, esplode e denuncia lo strapotere di una “lobby transessuale” nel suo Paese.

Ieri, mercoledì 22 novembre, la professoressa e femminista britannica Heather Brunskell-Evans ha denunciato pubblicamente lo strapotere di una “lobby transessuale” nel suo Paese e la viltà dell’università in cui insegna, il King’s College di Londra, che le ha negato la possibilità di tenere una conferenza. Il motivo?

La professoressa, portavoce ufficiale del Women’s Equality Party (Partito per l’Uguaglianza delle Donne), aveva pochi giorni fa espresso posizioni discriminatorie in radio sulle persone transessuali, a seguito delle quali lo stesso partito di cui fa parte ha scelto di aprire un’inchiesta su di lei.

La sua reazione è furiosa: “Sta accadendo qualcosa di molto oscuro: siamo arrivati al punto in cui persone che erano dei maschi vogliono dettare la linea a un partito che lotta per l’uguaglianza delle donne su questioni che riguardano le donne”.

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9 commenti su “Londra, femminista contro i trans: “C’è una lobby degli ex maschi”

  1. Forse è invidiosa perchè ci sono trans molto più femminili di lei. brutta befana.
    Comunque dovreste mettervi in testa che femminismo e maschilismo sono ormai due facce della stessa medaglia, non siamo più ai tempi in cui le femministe lottavano per ottenere la parità dei diritti, in paesi dove le hanno lasciate fare hanno raggiunto livelli di delirio impensabili, tipo in Svezia, dove ci sono femministe che ormai considerano il genere maschile come fosse una patologia.

      1. non vedo la correlazione, criticare delle fanatiche invasate non presuppone l’obbligo di essere favorevole ad altre porcate, come ad esempio la mercificazione dei bambini e lo sfruttamento delle donne come fossero vacche da riproduzione.

        1. La correlazione sta nel fatto che ti bevi le scemenze che dicono, e quello che mi hai risposto lo conferma. Parlare di gpa tirando fuori la tiritera vittimistica e generalizzante dello sfruttamento delle donne e la frottola secondo cui si tratterebbe di compravendita di bambini significa essersi bevuti le emerite scemenze delle (pseudo)femministe che dici.

          1. non sono scemenze, sta di fatto che ci sono donne che per denaro si fanno ingravidare e poi vendono i propri figli.
            Puoi rigirare la frittata come vuoi, ma la sostanza non cambia.

          2. Certo che sono scemenze, emerite scemenze. La tiritera secondo cui la gpa sarebbe sfruttamento di donne e compravendita di bambini è infatti una emerita stupidaggine. Per questo prima ti ho detto di non berti le scemenze pseudofemministe; ti ho invitato a un minimo di coerenza insomma. Nella gpa quello che accade è molto semplice, e in quanto tale non c’entra affatto con fantomatiche vendite di figli; lo sai bene, dato che ti è già stato fatto notare. Una coppia concepisce in vitro una creatura e delega la gravidanza a una donna, la quale, in modo gratuito o dietro pagamento, porterà nel proprio grembo tale creatura fino al parto per poi restituirla ai suoi genitori. Questa è la gpa. Il figlio è e resta di chi lo ha voluto e concepito; quella che mette in atto la gravidanza è una gestante per altri; in quanto tale non è madre, vien da sé che non ha senso parlare di propri figli come hai scritto tu prima.

  2. I commenti sono riprovevoli. Dunque perché questa signora non è giovane e bella deve tacere? Questo lo definite femminismo?! L.A dottoressa a solo ribadito che si deve stare attenti a dare ormoni a BAMBINI mentre gli adulti possono fare quello che vogliono. Ma come al solito non è possibile dibattito visto che le donne vengono zittite. Mentre sante subito uomini che decidono che il femminismo deve combattere per loro dopo essersi messi una gonna. No la dottoressa non invidia il pene, ne deve essere truccata per sentirsi donna. Basta soltanto il DNA e leggere i commenti che avete lasciato.

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