Nel vicentino arriva “Barba Bride”, murales ‘gender’. La polemica.

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L'opera realizzata da MTO, street artist di fama internazionale. E ora vogliono rimuoverla

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La questione “gender” arriva nelle strade ed arriva in Veneto, dove la polemica è già abbastanza infuocata. Lo testimonia la foto di una lettrice del quotidiano online Vicenzatoday che documenta un murales comparso a Sant’Agostino, in via Rio Cordano, su una cabina elettrica, nel comune di Arcugnano (VI). Il messaggio è rappresentato da una Barbie barbuta, che ricorda Conchita Wurst, la straordinaria vincitrice dell’Eurovision 2014.

L’opera, realizzata nei giorni scorsi, è stata realizzata in gran segreto da MTO, street artist di fama internazionale, ed è stata commissionata dal sindaco di Arcugnano, Paolo Pellizzari.

L’artista francese Mto (qui la sua pagina Facebook ) è noto in tutta Europa per i suoi murales provocatori. La sua ultima opera, però, rischia di diventare un caso nel comune vicentino, in una regione dove i fanatici della teoria ‘gender‘ sono già agguerriti e raccolgono ampi consensi dalla politica locale. Domenica a Sant’Agostino è stata infatti, presentato un suo murales che rappresenta una sposa barbuta. Il soggetto pare offendere le coscienze di alcuni cittadini e per questo il Comune starebbe addirittura pensando di interpellarli con un referendum. Se l’opera non piacesse, verrà incredibilmente abbattuta.

Come riportato sulle pagine de Il Giornale di Vicenza, infatti, l’artista francese era stato invitato dall’Amministrazione Pellizzari a presentare una sua opera in collaborazione con l’associazione “Jeos” che si occupa della promozione della street art e che ha pagato interamente le spese per il murales. Il writer aveva accettato con l’unica clausola di avere massima liberta sul soggetto da disegnare. La sua decisione è ricaduta su “Barba Bride”, la raffigurazione di un matrimonio gay.

Il Comune si è detto soddisfatto dell’opera, ma visto il particolare soggetto vuole interpellare i cittadini. Il murales sorge vicino ad un parco giochi (come testimonia la foto) e quindi, se da un lato potrebbe stimolare la riflessione all’interno delle famiglie, dall’altro potrebbe essere giudicato come una provocazione per i giovani. «Credo nella libertà di espressione dell’arte e per me è un’opera che centra il suo obiettivo – ha dichiarato il Sindaco – Ma credo anche nella democrazia diretta e non voglio che qualcuno la subisca negativamente». Saranno quindi i cittadini a decidere.

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