Presentato il Milano Pride: sul palco Jo Squillo, Drusilla Foer e Fabio Marelli

Tante le novità per questa edizione, che dovrà confrontarsi con le ultime due annate da record.

È stato presentato oggi il 15esimo Milano Pride: più eventi, più talent sul palco e un arcobaleno molto più in alto del solito.

Scalda i motori la macchina del Milano Pride 2018, presentato questa mattina a Palazzo Marino alla presenza della Vicesindaca e titolare della Sicurezza Anna Scavuzzo e dell’Assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino. Tra due giorni infatti avrà il via la Pride Week, che con un fitto calendario di eventi condurrà la città alla parata del 30 giugno.

È l’ottavo anno consecutivo che il Comune di Milano concede il patrocinio alla manifestazione, che stavolta può vantare anche quello della Commissione Europea. Una scelta ormai, oltre la dimensione politica: “Il Pride è un’occasione bellissima nella quale la città si incontra – ha spiegato Majorino – Io farei proprio un appello ai milanesi: veniteci al Pride perché è un giorno in cui si sta bene”.

Milano Pride
La conferenza stampa del Milano Pride 2018: (da sinistra a destra) Maria Silvia Fiengo, Francesco Pintus, Fabio Pellegatta, Mauro Pirovano, Pierfrancesco Majorino e Anna Scavuzzo.

Nel weekend del corteo sarà attiva la Pride Square, le tre location del quartiere friendly di Porta Venezia (Lazzaretto, Piazzale Lavater e Scalinata di Corso Vittorio Veneto), in cui si concentrerà il grosso dell’intrattenimento prima della sfilata. Sabato dal palco saranno Fabio Marelli di Discoradio e Drusilla Foer a condurre l’evento, che vedrà l’esibizione, annunciata oggi a sorpresa, di Jo Squillo.

Jo Squillo
Jo Squillo sarà sul palco al termine della parata del Milano Pride.

Il documento politico di quest’anno si intitola “Civili ma non abbastanza”, un chiaro riferimento a diritti riconosciuti a metà, una condizione che non riguarda solo la comunità LGBTI: “Il valore del diritto è una crescita per tutti – ha rivendicato il presidente del CIG Arcigay Milano, Fabio Pellegatta –  Essere in piazza per il Pride vuol dire lavorare per tutti e tutte. È un valore che non dobbiamo mai dimenticare, sono le nostre vite che determinano la nascita del diritto, non sono i ministri che dicono cos’è il diritto”.

E a proposito di ministri di questo tipo, con riferimento alle parole orribili di Lorenzo Fontana, proprio le Famiglie Arcobaleno quest’anno possono vantare una serie di iniziative ancora più strutturate e aperte a tutti i bambini, con merende, gonfiabili e storie, in una piazza dedicata.