Strasburgo: “Italia riconosca le coppie gay”. Ma la legge va a rilento

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Continua l'ostruzionismo di NCD e FI in Commissione. Ancora 1260 emendamenti da votare.

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Per l’ennesima volta, dal Parlamento europeo arriva un richiamo all’Italia (ma non solo) sulla mancanza di una legge che riconosca le coppie dello stesso sesso, sia essa sulle unioni civili o sul matrimonio. Nel paragrafo 85 del rapporto sulla Situazione dei diritti fondamentali nella Ue approvato oggi Strasburgo chiede di “considerare la possibilità di offrire” alle coppie gay istituzioni giuridiche come “la coabitazione, le unioni di fatto registrate e il matrimonio”.

Il richiamo arriva mentre si chiudono i lavori della seduta di oggi della Commissione Giustizia del Senato dove, però, i lavori procedono a rilento. È Sergio Lo Giudice, senatore del Pd e membro della commissione, a raccontare all’Ansa come sono andate le cose e a parlare di piccoli passi avanti “ancora insufficienti”.

In totale sono stati votati solo 10 emendamenti, ma in totale ne sono stati eliminati (compresi quelli decaduti) 50. Ne restano ancora 1260.

LO GIUDICE: “NON UN PASSO INDIETRO DAL PD”

“Il Pd – ha spiegato Lo Giudice all’Ansa – ha chiesto ufficialmente al presidente della commissione Francesco Nitto Palma di prevedere anche sedute notturne per esaminare tutte le proposte di modifica visto l’ostruzionismo che sta facendo il centrodestra. Ma Palma ci ha risposto che questa settimana sarà impossibile visto che il calendario dei lavori è già piuttosto fitto. Domani sera, ad esempio, è prevista una riunione della Giunta per le Immunità”. La prossima seduta della Commissione Giustizia è prevista per giovedì. “Dalla prossima settimana però – ha continuato il senatore – dovremo andare avanti più spediti se vogliamo riuscire ad esaminare il provvedimento in tempi ragionevoli”. Lo Giudice parla poi di posizioni “sideralmente lontane”, riferendosi ai colleghi del centrodestra. “Il Pd – ha spiegato – non farà nessun passo indietro” mentre NCD e Forza Italia “continuano ad avare un atteggiamento ostruzionistico” e “assolutamente non in linea con quanto ci chiede non solo il Parlamento europeo anche oggi, ma soprattutto la Corte di Giustizia europea“.

NCD E FORZA ITALIA ANNUNCIANO “GRANDE BATTAGLIA”

“Il nostro preciso dovere è di fare una grande battaglia parlamentare” ha dichiarato Giovanardi a Repubblica, definendo il DDL Cirinnà contrario “alla lettera della Costituzione”. “Sostengo da anni la necessità di intervenire con un provvedimento organico sui diritti e i doveri delle persone che vengono discriminate – incalza Caliendo (FI) -. Non accetto una legge con cui si discrimina persone di sesso diverso che si trovano nelle stesse condizioni“. Il riferimento è al fatto che le unioni civili sono riservate alle coppie dello stesso sesso, ma non tiene conto del fatto che le coppie etero possono già godere di tutti i diritti potendosi sposare e che la discriminazione riguarda, invece, i gay e le lesbiche le cui unioni non vengono in alcun modo riconosciute. Sempre tra i berlusconiani, è Gasparri ad assicurare che “senza sostanziali modifiche, la legge non si farà“, mentre sul fronte del partito di Alfano è Maurizio Sacconi a rincarare la dose. Il senatore ha infatti presentato ulteriori modifiche agli emendamenti presentati da NCD puntando a fare in modo che le unioni civili non possano accedere alle stesse provvidenze di cui godono le unioni matrimoniali “orientate alla procreazione”. Significa niente provvidenze pubbliche come le pensioni di reversibilità e gli assegni familiari. A questo punto c’è da chiedere al senatore Sacconi se intende estendere questo principio anche a tutte le coppie eterosessuali sposate che non possono o non vogliono avere figli e che, quindi, non sono “orientate alla procreazione”.

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