La parola all’esperto: HIV e AIDS, due mali ancora poco conosciuti

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Per HIV e AIDS, cediamo le parola al dottor Vittorio Accardo.

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Di HIV e AIDS se ne parla sempre, ma siamo sicuri di sapere di cosa si tratta?

Abbiamo chiesto al medico sessuologo e consulente di coppia Vittorio Accardo di parlarci del virus dell’HIV, di come si contrae e come evitarlo, e quando si parla AIDS.

Che cos’è l’AIDS? Che cos’è l’HIV?

AIDS significa Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (Acquired Immunodeficiency Sindrome), mentre HIV significa Virus dell’Immunodeficienza Umana (Human Immunodeficiency Virus).

L’AIDS è una malattia determinata dal virus HIV, ma essere infetti non vuol dire esserne affetti. Le persone che hanno nel proprio sangue questo virus, possono vivere completamente inconsapevoli della loro condizione anche per 5-10 anni, tempo dopo il quale la malattia comincia la distruzione progressiva di un importante tipo di cellule del sistema immunitario (i linfociti ThCD4+).

Superato questo periodo, cominciano a manifestarsi i segni dell’immunodeficienza, a partire dall’ingrossamento delle ghiandole e da sintomi generali come stanchezza continua, difficoltà digestive, febbre e debolezza progressiva.

Man mano che i linfociti muoiono, si diventa sempre più suscettibili a un particolare tipo di infezioni, le infezioni opportunistiche, causate da agenti patogeni che non riescono ad attaccare un sistema immunitario sano, più gravi e difficili da curare. Aumenta anche il rischio di tumori, tra cui il sarcoma di Kaposi, il cancro del collo dell’utero e dei linfomi.

Nelle fasi più gravi della malattia, la vita del malato di AIDS è resa ancora più difficile dalla debolezza totale, dal calo della densità ossea, dai problemi cognitivi, renali e cardiaci. La sopravvivenza, senza terapie, è di circa 10 anni. I tempi sono da considerare dalla data dell’infezione, non dalla diagnosi.

Come si prende l’HIV?

Nelle persone HIV-positive il virus è presente nel: sangue, sperma, liquido pre-eiaculatorio, secrezioni vaginali e latte materno. Per avvenire il contagio, uno di questi fluidi deve venire in contatto con una superficie cutanea o mucosa lesionata o penetrare direttamente nel sangue. Ci sono cinque modi in cui ciò può avvenire:

  • puntura accidentale
  • condivisione di aghi per le droghe endovenose
  • trasfusione di sangue infetto
  • trasmissione madre-figlio
  • sesso non protetto

Quasi 9 contagi su 10 avvengono per il sesso non protetto, senza preservativo. Invece, per evitare di contrarlo, il programma internazionale ABC consiste in:

  • Abstinence (Astinenza)
  • Be faithful (Monogamia)
  • Condom use (Uso del preservativo)

L’unico mezzo efficace per prevenire la trasmissione resta comunque il preservativo, che elimina del tutto il rischio. Il preservativo deve essere utilizzato bene: per tutta la durata del rapporto sessuale. Nulla del suo contenuto deve venire in contatto con il partner. La presenza di altre malattie sessualmente trasmissibili aumenta la probabilità di trasmissione, quindi la loro prevenzione comporta anche la prevenzione di questo rischio.

HIV e sesso anale

Il sesso anale recettivo (il ruolo passivo) è la pratica sessuale a rischio più alto. Indipendentemente dal fatto che sia eterosessuale o omosessuale, subire una penetrazione anale senza preservativo è doppiamente più rischioso per il contagio che scambiarsi gli aghi per l’eroina e sei volte più rischioso che pungersi accidentalmente con sangue infetto. In pratica, solo la trasmissione madre-figlio e la trasfusione diretta di sangue infetto sono più pericolose. Del sesso non protetto, poi, assumere il ruolo di passivo in un rapporto anale è la pratica sessuale a più alto rischio tra tutte, 12 volte più rischiosa della del rapporto anale insertivo (il ruolo attivo).

Questa differenza così grande è dovuta ai maggiori traumi del subire la penetrazione piuttosto che praticarla, per cui è sempre più diffuso lo strategic positioning, il comportamento secondo il quale chi non conosce il proprio stato infettivo assume preferibilmente il ruolo di passivo, mentre chi sa di non essere infetto assume il ruolo di attivo.

Hiv e sesso orale

Il sesso orale è considerato a basso rischio. Nel fluido vaginale sono presenti i virus, ma meno che nello sperma e nel sangue, per cui a meno che non siano presenti ulcere in bocca il cunnilingus può essere considerato privo di rischi (ricordiamo che è necessario che il fluido ricco di virus raggiunga in qualche modo il sangue). Naturalmente, se è presente sangue mestruale, il rischio aumenta notevolmente.

La fellatio invece è più rischiosa, ma lo è sempre molto meno della penetrazione vaginale e anale.

Quanto è grave l’AIDS?

L’AIDS è una malattia mortale. Senza una terapia, la morte che spesso avviene per polmonite sopraggiunge in pochi anni dalla diagnosi. Nel mondo, dall’inizio della diffusione, sono state colpite quasi 40 milioni di persone, di cui 25 milioni sono già morte. Non è stato trovato un vaccino, e i tentativi per svilupparlo non sono completamente soddisfacenti, a causa dell’elevatissima variabilità del virus.

L’evoluzione delle terapie ha portato a risultati di ottimo controllo dell’infezione. La sopravvivenza delle persone HIV-positive è simile a quella di persone con malattie croniche come il diabete e l’ipertensione.

C’è differenza di rischio tra un rapporto orale con eiaculazione e uno senza? 

Logicamente il rischio è molto più alto se lo sperma entra in contatto con qualsiasi superficie che possa far passare virus, quindi sempre zone traumatizzate, dove sono presenti lesioni.

Ci sono altre pratiche sessuali rischiose? 

L’HIV è assente nelle feci, nel muco, nel sudore e nella tosse. È stato trovato nella saliva, nelle lacrime e nell’urina, ma in concentrazioni così basse da rendere il rischio di trasmissione prossimo allo zero.

L’anilingus, il fisting e tutto quel che comprende l’utilizzo o la manipolazione di feci e urine, come ad esempio la golden shower, sono pericolose per il contagio di molte malattie infettive, ma non per l’HIV. Tutti i rapporti sessuali penetrativi senza preservativo sono considerati a rischio concreto, soprattutto se la penetrazione è stata subita e non praticata.

Ci sono dei fattori che possono aumentare il rischio o diminuirlo?

Il rischio è triplicato se la persona HIV-positiva ha un’elevata concentrazione di virus nel sangue al momento del rapporto. Questo è indeterminabile senza un esame del sangue, quindi è impossibile da capire dall’esterno. Anche la presenza di ulcere genitali aumenta il rischio di tre volte.

La circoncisione per le persone non infette e l’assunzione di farmaci antiretrovirali per quelle infette costituiscono una prevenzione che dimezza il rischio di essere contagiati o di contagiare.

Ci sono dei segni o sintomi che possono indicarmi se ho preso l’HIV?

L’unica altra condizione causata dal virus HIV è la sindrome retrovirale acuta, che si può manifestare da 1 a 6 settimane dopo il rapporto a rischio.

Si tratta di una forma di preAIDS e si verifica circa nella metà dei soggetti. Il problema è che questa sindrome è fin troppo simile alla comune mononucleosi o a una forte influenza, per cui molto spesso la si contrae senza collegarla al rapporto avvenuto qualche settimana prima. Questo rende conto del fatto che quasi 4 diagnosi di AIDS su 5 sono comunicate a persone che non avevano idea di essere HIV-positive. I segni e i sintomi sono gli stessi del manifestarsi dell’HIV.  Dolori muscolari o gastrointestinali dovrebbe far sorgere il sospetto e confermarlo con il test.

Cosa posso fare se temo di aver contratto il virus?

In Italia esiste un Counselling Telefonico al Telefono Verde AIDS e IST (numero di telefono 800861061), e il sito internet di Uniti contro l’AIDS.

Per la diagnosi di HIV esiste l’obbligo di notifica, ma questo consiste nella registrazione del caso in un registro ai fini statistici dell’Istituto Superiore di Sanità, e non viola in alcun modo la riservatezza della persona. I lavoratori che contraggano l’AIDS e in genere le persone che possono essere oggetto di discriminazione sono tutelate da una legge quasi unica al mondo.

Si può convivere con una persona HIV-positiva?

La vita quotidiana con persone HIV-positive è uguale a quella con persone sane. I contatti fisici, compresi i baci e la condivisione di stoviglie, asciugamani, vestiti e qualsiasi altro oggetto che non comprenda la trasmissione di sangue, non hanno alcun rischio.

Nemmeno i graffi o la presenza di pellicine eliminano la sicura barriera della cute all’ingresso del virus, anche se dovesse cadervi una goccia di sangue infetto. Naturalmente si parla di graffi superificiali, lo stesso non vale se sono presenti ulcere come le afte o ferite profonde, ma anche in questo caso la zona lesa deve necessariamente venire in contatto con del sangue o dello sperma. La condivisione di spazzolino da denti e rasoio può comunque essere contagiosa, allo stesso modo della condivisione di aghi.

Fonti:

  • “Rapporti ISTISAN – La normativa italiana in materia di HIV/AIDS/IST” (Luzi, Colucci, Suligoi – 04-06/2012)
  • articolo “Does per-act HIV-1 transmission risk through anal sex vary by gender? An updated systematic review and date-analysis” (Patel P, Borkowf CB, Brooks JT, Lasry A, Lansky A, Mermin J. Estimating, Baggaley RF, White RG, Boily MC – 31/08/2018)
  • “Satisfaction with sexual life in people living with HIV/AIDS: the persistent weight of the fear of transmission” (M. Peyre, A. Gauchet, F. Bissuel, M. Blanc, A. Boibieux, L. Cotte, E. Forestier, C. Janssen, L. Legout, O. Epaulard – 23/10/2018)
  • “Human vaginal fluid contains exosomes that have an inhibitory effect on an early step of the HIV-1 life cycle” (Johanna A. Smith, Rene Daniel – 13/11/2016)
  • AIDS Care: Psychological and Socio-medical Aspects of AIDS/HIV” (Gabriele Pratia, Davide Mazzonia, Bruna Zania – 07/08/2013)
  • “Condomless Anal Sex Among HIV-Positive Men Who Have Sex with Men: Biomedical Context Matters” (Alison J. Hughes, Yea-Hung Chen, Susan Scheer – 2017)
  • HIV: new drugs, new guidelines” (Anna Maria Geretti and Maria Tsakiroglou – 2014)
  • “Lessons from acute HIV infection” (Merlin L. Robba, Jintanat Ananworanich – 2016)
  • Per-contact probability of HIV transmission in homosexual men in Sydney in the era of HAART (Fengyi Jin, James Jansson, Matthew Law, Garrett P. Prestage, Iryna Zablotska, John C. G. Imrie, Susan C. Kippax, John M. Kaldor, Andrew E. Grulich, David P. Wilson – 27/03/2010)
  • “Estimating per-act HIV transmission risk: a systematic review” (Pragna Patel, Craig B. Borkowf, John T. Brooks, Arielle Lasry, Amy Lansky, and Jonathan Mermin – 19/06/2014)
  • HIV/AIDS epidemiology, pathogenesis, prevention, and treatment” (Viviana Simon, David D Ho, Quarraisha Abdool Karim 05/08/2006)
  • “SURVEILLANCE REPORT – Annual Epidemiological Report for 2015” (Novembre 2017)
  • Notiziario dell’Istituto Nazionale di Sanità – Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2016
  • “Breakage Is the Norm: Use of Condoms and Lubrication in Anal Sex among Black South African Men Who Have Sex with Men” (Matthew Lee, Theo Sandfort, Kate Collier, Tim Lane, Vasu Reddy – 14/10/2016)
  • A Daily Diary Analysis of Condom Breakage and Slippage during Vaginal Sex or Anal Sex among Adolescent Women (Devon J. Hensel, PhD, Sarah Selby, BA, Amanda E. Tanner PhD, MPH, J. Dennis
    Fortenberry, M.D., M.S. – Dicembre 2016).

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