E ALLORA ‘SBATTEZZIAMOCI’!

Gli omosessuali sono sempre più allontanati dalla Chiesa: per reazione c'è chi si fa togliere dagli elenchi ufficiali dei cattolici e chi invece si avvicina ad altre realtà religiose.

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ROMA – Il documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica che di fatto mette al bando gli omosessuali dalla vita della Chiesa Cattolica è l’ennesima doccia fredda per tutti quei credenti che leggono nel messaggio cristiano un fermo invito alla fratellanza, all’amore a al rispetto tra tutti gli esseri umani, a prescindere dalle differenze individuali legate ad aspetti della loro personalità. Chi pensava che fosse l’atto sessuale in sé il “peccato” da cui tenersi alla larga dopo la pubblicazione di questo nuovo documento, approvato da Benedetto XVI, si trova di fronte ad una ben più deprimente, discriminatoria realtà: non è più una questione di essere casti, di non praticare nessuna attività sessuale; la nuova Istruzione dice a chiare lettere che non possono essere ammessi “al Seminario e agli Ordini sacri” non solo “coloro che praticano l’omosessualità” ma anche tutti coloro che “presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay“.
Si potrebbe far notare che ogni uomo adulto maturo e responsabile è pienamente cosciente del radicamento del proprio orientamento sessuale, il che non significa che chi decide liberamente di fare tale scelta di vita non possa coltivare l’astinenza dal sesso come pia virtù. Allora il radicamento profondo del proprio orientamento sessuale, etero o omosessuale che sia, che c’entra? Secondo logica niente.
Ancora più nebulosa e sibillina la messa al bando verso coloro che “sostengono la cosiddetta cultura gay”. Ma cosa vuol dire? Combattere ogni forma di discriminazione, cercare di capire gli altri e accettarli senza pregiudizi, comprendere un fenomeno sociale e culturale senza per questo necessariamente farne parte, come dimostrato dai molti religiosi che in vari ambiti cercano un dialogo tra mondo cattolico e realtà gay, è motivo sufficiente per l’allontanamento di una persona dal cammino seminaristico? Alla luce degli odiosi risvolti pratici di questa nuova direttiva, frasi come il “…pur rispettando profondamente le persone in questione…”, pure contenuto nello stesso documento, suonano come ipocrite parole vuote.
Quando è troppo è troppoMentre cresce costantemente il numero di scandali a sfondo sessuale che vedono coinvolto il clero, l’irrigidimento della Chiesa Cattolica sulle tematiche legate alla diversità e la progressiva e sempre più marcata tendenza all’emarginazione di certe realtà e in particolare quella omosessuale sta diventando per molte persone la classica goccia che fa traboccare il vaso e li spinge ad allontanarsi dalla religione. Del resto comprensibilmente: non è affatto piacevole non sentirsi benvenuti, quindi per molti meglio che sentirsi a malapena “tollerati” è meglio togliere il disturbo e uscire a testa alta da quel circolo di individui che considera noi e la nostra vita, anche affettiva, “come intrinsecamente immorali e contrari alla legge naturale”.
Non contribuiscono ad un clima di dialogo e rispetto reciproco i continui strali del cardinale Ruini sulle coppie omosessuali e i periodici tuoni e fulmini emessi dalla CEI sul progetto di legge sul Pacs. Per manifestare il proprio dissenso sempre più persone decidono di far annullare il proprio battesimo, come il recentissimo caso di H. R., un impiegato altoatesino che ha deciso di uscire dalla Chiesa Cattolica adducendo una motivazione molto chiara e semplice: “Sono un credente e ho una spiritualità, ma non farò parte di una comunità che ha avviato una crociata anti-gay”, dichiarazione rilasciata al quotidiano Alto Adige del 10 novembre.
“Sbattezzarsi”: istruzioni dove e comeIl sito internet dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti registra un traffico sempre crescente e di particolare interesse per gli internauti sembrano essere proprio le pagine relative alla campagna sul cosiddetto “sbattezzo” (argomento che tra l’altro già vede un’animata discussione sul nostro Forum). L’U.A.A.R. ha tra i suoi scopi generali il sostegno alle istanze pluralistiche nella divulgazione delle diverse concezioni del mondo e nel confronto fra di esse, opponendosi all’intolleranza, alla discriminazione e alla prevaricazione, riaffermando l’importanza della completa laicità dello Stato. Dal 1999, a seguito di decisione del Garante della Privacy, la chiesa è “obbligata” ad annotare la dichiarazione di chi non desidera essere più considerato cattolico accanto alla registrazione del battesimo. Il Garante in quell’occasione ha “evidenziato come dalla volontà dell’interessato di abbandonare una determinata comunità discenda l’impossibilità di continuare a considerare la persona in questione come appartenente al gruppo, all’associazione, o, come nel caso specifico, alla confessione religiosa” mentre fino ad allora venivano contati come cattolici tutti i battezzati.
Il segretario nazionale dell’UAAR Giorgio Villella ci ha detto che nell’ultimo anno circa diecimila utenti internet hanno scaricato dal sito il modulo relativo. Quanti di questi lo abbiano poi effettivamente utilizzato ovviamente non è dato di sapere ma il numero in sé è indicatore di una tendenza. Villella si è mostrato per niente sorpreso del recente documento: «La Chiesa dice sempre, e lo insegna il catechismo, di essere per l’unione, per la comunità, per l’inclusione, e del resto “religio” vuol dire legare. In realtà, oggettivamente, ha fatto sempre una politica di separazione. Ha diviso gli uomini dalle donne, i cristiani dagli ebrei, gli eterosessuali dagli omosessuali e mentre ci sono altre confessioni, ad esempio i Valdesi, che questa divisione non la fanno più, la Chiesa Cattolica continua ad emarginare, da sempre. È la Chiesa che ha inventato il ghetto, dicendo che gli ebrei dovevano indossare un pezzo di stoffa gialla per essere distinti per strada. Per gli omosessuali ha fatto lo stesso, e finché ha potuto li ha messi al rogo. Oggi li esclude, cosi come esclude i portatori di handicap: chi aveva la poliomielite non poteva fare il sacerdote; se gli veniva dopo andava bene, altrimenti non poteva farlo. Oggi esclude gli omosessuali mentre se dovesse fare qualcosa dovrebbe cercare di tenere lontani i pedofili. Così facendo ottiene due piccioni con una fava: uno non si parla di pedofili e due si mettono tra i reietti gli omosessuali. Non si capisce davvero perché una persona adulta se non pratica il sesso debba essere escluso, etero o omosessuale che sia. Il messaggio che cercano di far passare che gli omosessuali poi sarebbero i preti pedofili, il che non è vero niente dal momento che la pedofilia e l’omosessualità sono due cose ben distinte».
Altre realtà di cultoÈ evidente che questa demonizzazione teologica degli omosessuali messa in atto, sempre più scopertamente, dalla Santa Romana Chiesa si rifletta negativamente soprattutto in coloro che più avvertono l’esigenza di un’appartenenza ad una comunità religiosa e non si trovano a proprio agio con l’approccio ateo o agnostico appena esposto. In Italia però a pochi sfiora l’idea di saperne di più su un’altra confessione, un altro modo di vedere le cose, un altro modo di organizzare la chiesa.
La Federazione delle Chiese Evangeliche rappresenta tutta una serie di realtà alternative in questo senso: ci sono Valdesi, Metodisti, Battisti, Pentecostali. Si tratta di un mondo molto vario, non come quello cattolico in cui le chiese sono guidate da un organismo centrale per cui la teologia e la dogmatica è riconosciuta per forza da tutti. Ovviamente su certi argomenti ci sono chiese molto più aperte e altre più chiuse e diciamo integraliste, ma a nessuno viene vietato di entrare in una chiesa e di prendere l’eucarestia in una comunità protestante. Dalla Federazione delle Chiese Evangeliche ci hanno confermato che non esistono regole dogmatiche per impedire alle persone con orientamento omosessuale di poter diventare dei pastori, ovvero non esiste una dogmatica scritta che dica che l’omosessuale sarebbe (come sostiene il Vaticano) “contro natura” per cui non può essere un buon prete.
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