Chi era Candy Darling, l’icona trans* degli anni ’70

Cinquant'anni fa era la ragazza più glamour e sovversiva di West Village. Oggi un film racconterà la sua storia.

ascolta:
0:00
-
0:00
Candy Darling, 1971. © Jack Mitchell.
Candy Darling, 1971. © Jack Mitchell.
4 min. di lettura

In caso ve lo siate perso, Hari Nef interpreterà Candy Darling. La vedremo in un film diretto da Zackary Drucker (anche autore dello splendido documentario Disclosure: disponibile su Netflix, se non l’avete visto mettetelo in watchlist)e  sarà la perfetta occasione per scoprire due nomi ancora non abbastanza famigliari al grande pubblico: da una parte c’è una 31enne attrice e modella trans* americana, che potreste aver visto nella bella serie Transparent o nella molto meno bella serie The Idol, ma sicuramente in Barbie di Greta Gerwig.

Dall’altra c’è un’altra attrice e modella trans*  americana  che ha monopolizzato la subcultura degli anni ’70. Se vi fate un giro su Google la troverete come ‘musa di‘ affianco i nomi di uomini famosi: da Lou Reed che scrisse di lei in Walk on The Wild Side (‘Candy came from out on the Island/ in the back room she was everybody’s darling/ but she never lost her head/even when she was giving head/ she says, “Hey, babe. Take a walk on the wild side”) e Candy Says (“Candy says, “I’ve come to hate my body/ and all that it requires in this world”) . O attraverso lo sguardo di Andy Warhol che la rese superstar della sua Factory e volto ricorrente in più film da Flesh (1968) a Women in Revolt (1971) insieme a Paul Morrissey.

Prima di tutto questo era una bambina che passava i pomeriggi a guardare i grandi classici con sua madre Teresa, detta ‘Terry’, e ammirare le star del cinema: non solo le ammirava, ma le imitava, ne assorbiva i gesti, il portamento,  l’allure. Attività caldamente sconsigliata per una bambina trans*  nel Queens degli anni Cinquanta, ma Candy coltivò un’incredibile abilità alla speranza, tanto che quando nei primi anni ’60 iniziò la transizione stava pensando di chiamarsi Hope. Per un breve periodo optò anche  per Candy Cane, ispirata da Sugar Kane ( il personaggio interpretato da Marilyn Monroe in ‘A Qualcuno Piace Caldo’). Poi la sua amica Taffy Litz mentre giravano per West Village continuava a ripeterle più volte ‘Come on, let’s go, Candy, darling!’ e presto fatto,  il suo nome era lì.

Pinterest
Pinterest

Lasciò la scuola al terzo anno di superiori, si trasferì a New York, nel quartiere Baldwyn, e studiò presso la DeVern School of Cosmetology, prima di trovare lavoro nel salone di bellezza. Prima che che la stand up comedian trans Jackie Curtis scrisse uno spettacolo per lei intitolato Glamour, Glory, and Gold: The Life and Legend of Nola Noonan, Goddess and Star e salì per la prima volta sul palco nel 1967. Quando non recitava o posava per fotografi famosi, passava le serate con le altre ‘dolls’ presso i locali gay di West Village, spesso senza soldi o fissa dimora. Ospitata da amici o conoscenti, sfrattata da una camera d’albergo all’altra, ma considerata la ragazza più glamour dell’intero quartiere. Cynthia Carr nella biografia Candy Darling: Dreamer, Icon, Superstar racconta che quando sua madre Terry scoprì che girava nei bar gay di Baldwin in “abiti femminili”, Candy confermò quanto detto salendo in camera sua e riemergendo dalla stanza vestita da donna. Ogni volta che tornava a trovare la madre a Massapequa Park, annunciava  alle amiche che avrebbe fatto un salto presso  “la sua casa in campagna”. Una volta lì sua madre  le ripeteva sempre: “Non tornare a casa finché non è buio. Non aprire la porta. Non farti vedere da nessuno”.

Oltre alla speranza, Candy trovò  la fede attraverso i testi di Mary Baker Eddy, fondatrice del movimento religioso Scienza Cristiana. Credeva fermamente che la mente poteva avere controllo sul corpo e ogni malattia proveniva da un modo di pensare “che ha perso la retta via”. In un passaggio del libro Science and Health with Key to Scriptures, Eddy fa riferimento ai due generi, ma nella vecchia copia rinvenuta da Carr, Candy annotava con una penna d’inchiostro rosa: “Solo due? Penso che ne esistano più di due”.

Se la mente aveva controllo sul corpo, Candy non aveva controllo sul linfoma che le fu  diagnosticato a 29 anni, in seguito alle iniezioni ormonali che all’epoca risultarono cancerogene.  “Che ormoni prendevano le persone nei primi anni ’70? si chiede la biografa Carr sul Los Angeles Times “Quali sono stati tolti dal mercato? Ho letto libri sulla medicina trans*, parlato con più medici e setacciato l’internet, ma stiamo parlando di una medicina che è stata ritirata quasi 50 anni fa. Non sono mai riuscita a venirne a capo”.

Morì il 21 Marzo del 1974, ma prima di uscire di scena chiese un ultimo scatto da Peter Hujar: sul letto di ospedale, circondata da crisantemi rossi e neri, con addosso una splendida camicia da notte di marabou. Quello scatto nel 2005 diventò anche cover dell’album I am Bird Now di Antony and the Johnsons.

Per tutta la sua breve vita Candy non sì sentì parte di nessuna comunità, inclusa la sua: non partecipò mai a nessun Pride, rivolta, o maniffestazione. Nei suoi diari scriveva di ‘sentirsi come in prigione’. Nelle sue pagine di diario: “Ci sono cosi tante cose di cui forse non farò mai esperienza. Non posso andare a nuotare, non posso andare a trovare i parenti, non posso uscire senza truccarmi, non posso indossare alcuni capi d’abbigliamento, non posso avere un fidanzato, non posso trovare un lavoro. C’è tanto in questa che non posso avere”.

Nulla la risvegliava come il cinema e niente la deludeva come realizzare che la vita non rispecchiava mai quella dei film. Nel 2024,  in un’epoca in cui ci sembra ancora un miracolo vedere un’attrice trans* sullo schermo, speriamo solo che il cinema la rispecchi come avrebbe voluto lei. Come dice Hari Nef, Candy Darling costruì un ponte tra i suoi sogni e una realtà che le remava contro, diventando inconsapevole modello per tutte le attrici trans* che sarebbero arrivate dopo: ‘Ha insegnato alle ragazze come me come sognare –forse persino come vivere”.

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Mahmood: "Sono stato un ragazzino cicciotello per niente cool, ma più libero e sicuro di chi sono oggi"

Mahmood: “Sono stato un ragazzino cicciotello per niente cool, ma più libero e sicuro di chi sono oggi”

Musica - Emanuele Corbo 22.5.24
Elezioni Europee e voto LGBTI+, guida alle candidature che aderiscono a #ComeOut4EU il programma di Ilga Europe - cover wp - Gay.it

Elezioni Europee e voto LGBTI+, guida alle candidature che aderiscono a #ComeOut4EU il programma di Ilga Europe

News - Lorenzo Ottanelli 20.5.24
Cannes 2024, Vivre, Mourir, Renaitre è il nuovo film queer di Gaël Morel con Victor Belmondo e Théo Christine (VIDEO) - Cannes 2024 Vivre Mourir Renaitre 3 - Gay.it

Cannes 2024, Vivre, Mourir, Renaitre è il nuovo film queer di Gaël Morel con Victor Belmondo e Théo Christine (VIDEO)

Cinema - Redazione 22.5.24
iraq-donne-trans (2)

Iraq, la strage silenziosa delle donne trans, uccise dai loro familiari per “onore”

Corpi - Francesca Di Feo 20.5.24
©AFP

Meryl Streep è nessunə e tuttə noi

Cinema - Riccardo Conte 20.5.24
Ambra e il body shaming da parte della stampa quando aveva 17 anni: "Sottolineavano ovunque quanto fossi diventata grassa" - Ambra e il body shaming da parte della stampa quando aveva 17 anni - Gay.it

Ambra e il body shaming da parte della stampa quando aveva 17 anni: “Sottolineavano ovunque quanto fossi diventata grassa”

Culture - Redazione 22.5.24

Continua a leggere

Nicolas Maupas

Nicolas Maupas: “È una bella rivincita dare volto a personaggi maschili fragili”

Culture - Luca Diana 4.1.24
Elliot Page: "Hollywood è tossica. La comunità LGBTQIA+ non è una nicchia" - close to you 01 - Gay.it

Elliot Page: “Hollywood è tossica. La comunità LGBTQIA+ non è una nicchia”

Cinema - Redazione 19.3.24
Lino Guanciale in "Ho paura torero": un’occasione sprecata - Sessp 19 - Gay.it

Lino Guanciale in “Ho paura torero”: un’occasione sprecata

Culture - Federico Colombo 15.1.24
The People's Joker (2024)

Joker transgender è reale! Guarda il trailer della rivoluzionaria parodia di Vera Drew, VIDEO

Cinema - Redazione Milano 7.3.24
Jennifer Garner e Ben Affleck, il coming out del figliə come persona non binaria: "Mi chiamo Fin" - fin affleck ben affleck e jennifer garner - Gay.it

Jennifer Garner e Ben Affleck, il coming out del figliə come persona non binaria: “Mi chiamo Fin”

Culture - Redazione 11.4.24
messico-violenza-persone-trans

Messico, è un massacro: quattro gli omicidi di persone trans documentati dall’inizio dell’anno

News - Francesca Di Feo 18.1.24
Lux Pascal, la sorella di Pedro Pascal nel cast di Summer War. Sarà il suo primo film dopo il coming out - Lux Pascal e Pedro - Gay.it

Lux Pascal, la sorella di Pedro Pascal nel cast di Summer War. Sarà il suo primo film dopo il coming out

News - Redazione 23.2.24
michael-stipe-binarismo-di-genere

Michael Stipe sul binarismo di genere: “Nel ventunesimo secolo stiamo riconoscendo le zone grigie”

Musica - Francesca Di Feo 15.12.23