Storia del movimento LGBTQI italiano: 1978

Un gruppo di frocie metalmeccaniche. I leader del sindacato che arrossiscono. Il gay camp ellenico e l’appello al PCI. Ma anche Il Vizietto e la prima disco gay.

L’inizio dell’anno si presenta con delle buone prospettive dopo il successo del primo Controcapodanno dell’orgoglio omosessuale, a Torino, nella sede del comitato di quartiere S. Donato. Per quanto mi riguarda,  comincio a lavorare alla catena di montaggio presso la Fiat Mirafiori di Torino. A Roma in un convegno al Convento Occupato parlo della mia esperienza di operaio nel reparto pomiciatura e dell’intenzione di organizzare un gruppo di ‘frocie metalmeccaniche’. E così, prima pagina sui giornali e “sputtanamento” totale in fabbrica. Al corteo sindacale vado in tuta blu, ma con trucco vistoso e Giorgio Benvenuto, leader della UIL, arrossisce quando lo avvicino per chiedergli un’adesione alla nostra lotta.

Nel 1979, sul n. 21, “Lambda” dedicò un ampio servizio alle “frocie metalmeccaniche”
Nel 1979, sul n. 21, “Lambda” dedicò un ampio servizio alle “frocie metalmeccaniche”

Contemporaneamente procede la mia attività giornalistica. Conosco Giovanni Dall’Orto di Verbania, mi scrive per una collaborazione Aldo Busi, frequento Beppe Ramina, mi telefona Paolo Hutter di Radio Popolare, incontro Pier Vittorio Tondelli e nasce una grande amicizia con Andrea Pini.

È il momento in cui Lucio Dalla dichiara su Lambda: “Non sono omosessuale”.

E io titolo: “Cosa sarà?” (da una sua canzone). Incontro Dino Pedriali, Sylvano Bussotti, Gino Olivari, Fernanda Pivano, Maurizio Bellotti, Emma Bonino, Adele Faccio, Bisanzio Padano, Andrea Valcarenghi, Elio Modugno, Marco Silombria, Dacia Maraini, Daniel Danielou, Moschino, Amanda Lear

In primavera organizziamo un convegno al Palazzo di Re Enzo di Bologna e il primo corteo gay italiano con il collettivo frocialista.

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manifesto dell'incontro-convegno degli omosessuali, Bologna, Palazzo di Re Enzo, 26-27-28 giugno 1978.
manifesto dell’incontro-convegno degli omosessuali, Bologna, Palazzo di Re Enzo, 26-27-28 giugno 1978.

La rottura tra le riviste “Lambda” e “Fuori!” era prevedibile ed è bastata una piccola scintilla per provocare un incendio di grandi dimensioni: la finta intervista del sottoscritto a Marco Pannella. A Torino nasce un collettivo di lesbiche, le Brigate Saffo.

La pagina autogestita delle Brigate Saffo
La pagina autogestita delle Brigate Saffo

Per la prima volta i gay italiani partecipano a un gay-camp organizzato dal movimento omosessuale greco e pubblicizzato da “Lambda”.  Dalle pagine delle rivista invito tutti coloro che sono interessati a radunarci al porto di Brindisi per una vacanza a Zante in Grecia, per manifestare contro la repressione del regime ellenico. Tuttavia è un peregrinare da una località all’altra a causa della rivolta della popolazione locale, così alla fine sbarchiamo a Paros nell’Egeo. è un’esperienza indimenticabile dove si saldano numerose amicizie, tra le altre quella con Ivan Teobaldelli e Gianni Delle Foglie.

Una festosa immagine di gruppo del Greek Gay Camp. Foto di Giovanni Rodella
Una festosa immagine di gruppo del Greek Gay Camp. Foto di Giovanni Rodella

Intanto all’interno del movimento gay si discute se è giusto frequentare i locali gay (saune, discoteche, bar…) o se bisogna boicottarli.

Anche in Italia si apre il dibattito su Fede cristiana e Omosessualità. “L’Europeo” grazie a Massimo Fini e alla collaborazione di “Lambda” conduce un’importante inchiesta sulla condizione omosessuale in Italia (articolata in quattro puntate) con interventi di Gianni Brera, Ruggero Orlando, Luigi Pintor, Inge Feltrinelli, Adele Faccio, Francesco Servello, Bruno Cassinari, Oreste del Buono, Alberto Lattuada, Giuseppe Branca, Norberto Bobbio, Giuseppe Berto… In questo anno l’editoria e la cinematografia danno molto spazio alla tematica gay: è l’anno del “Il vizietto” (di Eduard Molinaro, con Tognazzi/Serrault) e di Fabrizio Lupo (romanzo di Carlo Coccioli). Si fanno indiscrezioni sulla sessualità di John Travolta. A Torino viene inaugurata la prima gay-line (centralino d’informazione gay) e su “Lambda” inizia ad apparire una guida gay nazionale e internazionale che elenca tutti i posti d’incontro.

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Il movimento lancia un appello alla sinistra storica per aprire un confronto/dibattito sull’omosessualità. Il PCI sembra interessato alla proposta. Il Fuori!, nel corso del 6° congresso nazionale, decide di impegnarsi a fondo su tre punti: lotte laiche in Italia; norme discriminanti l’omosessualità; rapporti con i mass media e le istituzioni.

Il Fuori! apre a Torino la prima discoteca gay (Il Fire) gestita da un gruppo politico omosessuale. La Rai tv concede uno spazio autogestito nella trasmissione dell’accesso. Pezzana rinuncia a sedere nell’aula di Montecitorio. 

Foto: Luca Locati e Giovanni Rodella

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