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Illustrazioni erotiche e liberazione dei corpi: i disegni di Guido Fiato

Oltre ai "manzi bears dalla faccia d'angelo", Guido Fiato lancia Born Naked, progetto aperto a tutti per ritrarre i corpi nudi, senza timore o vergogna.

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4 min. di lettura

Per un trentenne come me, senza un passato particolarmente nerd e con poco background filo-nipponico, quando si dice “cartoni animati e fumetti” si allude, senza ombra di dubbio, al favoloso mondo Disney. Topolino, Pippo, Paperino: ma anche Chip e Chop e i DuckTales; disegni innocenti che nulla hanno avuto a che fare con i più provocanti “Cartoni Giapponesi” o con gli hentai manga che circolavano sottobanco nelle mie sciagurate scuole medie.

Intendiamoci: vanto un credito di svariate diottrie nei confronti di Holly e Benji (e dell’amore mai palesato tra Oliver Hutton e Mark Landers, che si consumava vivo nella mia fantasia), ma quando rivedo quell’atmosfera tipica dei disegni Disney la mia mente rilascia endorfine in gran quantità. E forse è questo il background di Guido Fiato, un illustratore italiano.

Classe ’84, ho incrociato le illustrazioni di Guido Fiato scartabellando il mio newsfeed di Facebook. Sono rimasto da subito affascinato dal suo tratto, e ho deciso di contattarlo. Ha frequentato l’Istituto d’Arte di Sorrento e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ha potuto sperimentare e affinare le tecniche del disegno. Con un passato come illustratore per alcuni libri per teenagers, da quattro anni a questa parte si dedica principalmente a illustrazioni e fumetti a tematica gay. Ha pubblicato da poco il comics Manly #4 (scritto da Dale Lazarov, acquistabile a questo link NSFW), ma la sua vera passione resta l’illustrazione, che lo ha portato ha iniziare da poco una collaborazione con una casa produttrice di indumenti per bears.

Il progetto di Guido Fiato che mi ha attirato subito è “Born Naked”: leggendo dalla sua pagina Facebook, Born Naked è un progetto che chiama alla collaborazione chiunque voglia farsi ritrarre nudo da Guido, con l’intento di ricordarci che “siamo tutti nati nudi”. Ma io ho già scritto troppo (e vaneggiato ancor di più, come spesso faccio): lasciamo parlare lui.

Il tuo progetto “Born Naked” nasce da un tuo bisogno, giusto?
Più che da un mio bisogno, direi che il progetto “Born Naked” è venuto fuori quasi per caso.
Il tutto è nato inizialmente dal fatto che io non ho mai avuto un buon rapporto col mio corpo – una delle ragioni per cui, nonostante viva in una località di mare, evito in tutti i modi di andare in spiaggia.
Per questo, una mattina, mi sono chiesto cosa avrei provato a ritrarmi completamente nudo.
L’ostacolo maggiore è stato quello di mostrarmi al mondo per come sono, ma, alla fine, ho superato la sfida e preso più consapevolezza sia del mio corpo che del fatto che tutti “veniamo al mondo nudi”, e quindi, perché provare imbarazzo?
Terminata questa “fase”, il progetto non esisteva ancora. Nel momento esatto in cui stavo per cliccare il pulsante “condividi” sulla mia pagina Facebook, decisi di non relegarlo a singola illustrazione, ma lanciai un appello a chiunque volesse partecipare a mostrarsi completamente nudo superando la barriera dell’imbarazzo e della vergogna. Sinceramente, non mi aspettavo un così grande riscontro, soprattutto dall’estero, e questo non può che farmi piacere.
Che lo facciano per vanità o per i miei stessi motivi, sono contento che molti abbiano deciso di accompagnarmi in questo mio nuovo percorso, ovviamente nudi!
(I dettagli per partecipare sono a fine articolo)

Questi ritratti di nudo sono erotici?
I ritratti di “Born Naked” non sono nati con l’intento di essere erotici.
Dal momento che i soggetti ritratti sono liberi di inviarmi le loro foto nelle pose e atteggiamenti che preferiscono, potrebbe capitare che qualche disegno risulti essere erotico.

Come vivi e vedi il fenomeno del body shaming, in particolare tra le persone LGBTI?
Credo che sia l’ultima, ennesima piaga figlia dei social. Personalmente, penso di non aver mai subito azioni di body shaming, o forse sì e non ci ho dato peso.
Purtroppo, noto che anche tra persone dell’ambiente LGBTI, che dovrebbero capirsi e farsi forza a vicenda, è diventata una pratica comune quella dell’offendere l’aspetto estetico altrui.

Ritornando ai tuoi lavori: hai fatto dei disegni di personaggi della Disney (Paperino, Topolino, etc.) in versione bear. Singolare, come mai questa scelta?
Premetto che adoro tutto ciò che è Disney sin da bambino.
L’idea di disegnare i personaggi classici Disney (come Mickey Mouse, Donald Duck e Chip ‘n’ Dale) in versione bear mi è venuta pensando al fatto che sono quasi tutti mezzi nudi. Paperino, ad esempio, non porta mai i pantaloni, e Topolino è sempre a torso nudo.
Quindi, nella loro versione umana avrei avuto un risultato sicuramente molto sexy, almeno per me.

In effetti! Per altro, i soggetti dei tuoi disegni sono caratterizzati da un aspetto “disneyano”. Il viso sprizza gioia e “giocosità”, i corpi, invece, sono sexy e decisamente provocanti. È un contrasto interessante, come mai questa scelta e che effetto vorresti ottenere in chi li guarda?
Non amo particolarmente la visione stereotipata della mascolinità dove facce rudi e arrabbiate la fanno da padrone.
Preferisco il contrasto che si crea tra un corpo muscoloso e virile con un viso dolce, anche un po’ tonto. Cosa che poi è divenuta il fulcro di quasi tutta la mia produzione.
Vorrei che chi li vedesse pensasse “Che dolce quell’uomo… ah però! Che manzo!
Scherzi a parte, di solito non mi pongo mai domande sull’effetto che possano fare le mie illustrazioni agli altri. Ovviamente mi fa piacere quando mi scrivono dicendo che i miei lavori sono sexy ed eccitanti.

Come nasce il processo di creazione di un tuo disegno?
Come prima cosa, faccio uno schizzo dell’idea che ho in mente. Dopo un rapido sketch passo a definire le forme del soggetto tramite una prima fase di colorazione. Procedo ad aggiustare la lineart del disegno, ed in questa fase a volte mi capita anche di cambiare radicalmente tutto. Infine, passo ad aggiungere luci ed ombre per dare il giusto spessore al disegno.
Nonostante lavori principalmente in digitale cerco sempre di dare un effetto di disegno fatto a mano, per questo mi piace che si riescano ad intravedere i vari passaggi della lavorazione (qualche sbavatura di colore, una linea rozza ed il colore non sempre omogeneo).

Come sarà l’evoluzione del tuo lavoro?
Attualmente lavoro come freelance. Il mio sogno è quello di vedere pubblicate le mie opere. Magari proprio “Born Naked”. Ho anche iniziato a lavorare a diversi progetti che spero di mostrare a breve.

Questa domanda devo fartela, ho aspettato di incontrare un disegnatore di soggetti squisitamente gay da anni per potergliela rivolgere… ma perché i tuoi soggetti hanno tutti un pacco gigantesco? (La domanda non è spinta da invidia, eh, figuriamoci…)
Ha ha ha! Nel mio caso è una questione di proporzioni: disegnando mani e piedi grandi… anche il pacco gigantesco fa parte di quel contrasto accennato prima.

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impermanent 26.8.17 - 7:50

Lo stile è vecchio e stravisto.

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