La bufala è un segno zodiacale?

È difficile capire perché l'astrologia è tanto popolare tra gli omosessuali. Eppure l'astrologia sta ai gay come il calcio agli etero: pochi sono i veri esperti ma tutti ne hanno un'infarinatura.

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Accanto a me nel bar ci sono due ragazze. L’argomento: un uomo. L’udito non è un senso gestibile come la vista. Non puoi evitare di ascoltare come faresti con gli occhi semplicemente calando le palpebre su uno spettacolo indesiderato. Potrei alzarmi ed andarmene piuttosto che ascoltare le confessioni di una scaricata ma non ci sono altri sgabelli liberi e poi a me i cazzi degli altri interessano sempre tantissimo. "Insomma lui ha detto… e poi ha fatto… e io gli ho riposto… hai capito!?’.

L’amica partigiana la sostiene nella requisitoria contro uno stronzo colpevole di averla schifata. Poi la valutazione definitiva: "me lo dovevo aspettare: del resto è della Vergine. E t’ho detto tutto!".  E all’improvviso anche per l’amica è come se gli fosse stato rivelato l’ultimo elemento fondamentale per comprendere e giudicare il comportamento del tipo. Il segno, e non serve aggiungere altro.

Anni fa ero un patito dell’astrologia. Lo ero anche dei tarocchi e a dirla tutta il mio interesse abbracciava con dogmatica fiducia anche la chiromanzia, la piromanzia e le previsioni del futuro in base al volo degli uccelli. La mia passione era nata quando la madre del mio miglior amico, un’astrologa convinta e praticante, aveva trovato nel mio piano astrale elementi inequivocabili della mia frociaggine – cosa che del resto a 15 anni era tutt’altro che evidente se non per la mia propensione a frequentare solo donne, a schiarirmi i capelli con l’acqua ossigenata e a disegnare bozzetti di abiti, femminili ovviamente -.

Pensavo con convinzione che l’astrologia fosse un sistema infallibile per conoscere noi stessi e il futuro. Un’arte divinatoria che basava le sue radici in millenni di analisi coincidenziali tra movimenti astrali e comportamenti umani e quindi alla fine, per un finocchio in erba come me alla ricerca dell’anima gemella, un sistema infallibile per capire se uno fosse destinato ad appartenere al segno della chiappa chiacchierata in funzione del suo giorno di nascita. Ero arrivato ad un tale punto di fanatismo che quando qualcuno replicava di non sentirsi minimamente aderente al profilo che tracciavo in base alla sua carta astrale, gli replicavo di far confessare ai genitori di essere stato adottato e che la sua, evidentemente, non era la reale data di nascita.

Per fortuna con l’età ho contemporaneamente accettato il corvino dei miei capelli e il fatto che il carattere delle persone sia un po’ più complesso e imprevedibile che una combinazione di trigoni e opposizioni, sebbene l’oroscopo continui ad essere ancora la prima cosa che vado a leggere in una rivista (pare che quello dell’Internazionale sia il migliore) convinto che, anche se a scriverlo è lo stesso redattore che si occupa dei necrologi, iniziare la giornata con un "settimana fantastica per il segno del…" sia una goccia di buon umore in un pantano di frustrazione.

Ma al di là di queste piccole scaramanzie che metto nel mucchio insieme all’attesa di ore fermo in mezzo alla strada aspettando che un’altra auto passando porti via con sé la jella di un gatto nero appena passato è difficile capire il motivo per il quale l’astrologia è tanto popolare tra gli omosessuali. A me non è mai capitato di sentire di etero che al primo appuntamento chiedano segno ed ascendente della ragazza mentre tra omoricchioni, nel questionario da rimorchio "di che segno sei?" continua a detenere il terzo posto dopo il nome, e l’età (no, le misure e il ruolo sono di certo le prime cose che ti verrebbe in mente di chiedere ma sono curiosità che un po’ ipocritamente restano ben sigillate nella testa). Ed è comunque pur sempre un appiglio al quale ricorrere quando non hai la minima idea di come interagire con qualcuno quando questo ti confessa di essere un ingegnere meccanico impiegato nei cantieri di Autostrade Italiane e di appoggiare la politica economica del governo.

Una volta ad un compleanno ho conosciuto un ragazzo che, come da previsione, alla terza domanda mi chiese il segno. Sagittario. "C’avrei giurato!", mi rispose senza esitazione. "Ma dai, e da cosa te ne sei accorto?", gli replicai fintamente sorpreso. "Si vede che sei un tipo un po’ pazzo". Che se vogliamo non è proprio un gran complimento. "Quindi ti intendi di astrologia?", continuai io. "No, ma un po’ i segni si conoscono!".

Al contrario invece credo che lui fosse della gazzella, perché dopo quell’approccio sgangherato, fuggì via verso il tavolo degli alcolici e non lo rividi più per tutta la serata. Del resto sono assolutamente convinto che l’astrologia sta ai gay come il calcio agli etero: pochi sono i veri esperti ma tutti ne hanno un’infarinatura e, come questi sanno che senza un buon trequartista non fluidifichi il gioco dell’attaccante, l’omoroscopista sa benissimo che se sei dei Gemelli sei falso, della Vergine una casalinga disperata, dello Scorpione (segno ormai afflitto da secoli di stress da prestazione) una bomba atomica sessuale e che tra di voi, se tu sei Cancro e lui Capricorno, non nascerà mai nulla di buono, ma questo non osta il fatto che una botta di prova la si dà lo stesso dal momento che come dice il detto "le stelle inclinano ma non determinano". E mai come in questi casi il verbo fu più azzeccato.

di Insy Loan ad alcuni meglio noto come Alessandro Michetti

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