Il PiS (Diritto e Giustizia) guidato da Jaroslaw Kaczyński avrebbe ottenuto una maggioranza schiacciante ieri in Polonia. Record anche l’affluenza, arrivata al 61%. Secondo i primi dati, il PiS avrebbe ottenuto il 45,8%, guadagnandosi un premio di maggioranza che lo porterà ad avere la maggioranza assoluta in Parlamento. Con 239 seggi su 460, ora Kaczyński potrà continuare per altri quattro anni la sua politica conservatrice, reprimendo le minoranze sessuali e scontrandosi con l’UE. Questa è stata a lungo citata durante la campagna elettorale, criticata soprattutto per quanto riguarda la sua politica di integrazione e di inclusività. Ma era in buona compagnia. C’erano infatti gli attacchi alla politica economica tedesca e naturalmente la comunità LGBT, attaccata sia mentre era al governo sia in questi ultimi mesi.

Dalla sua parte, il PiS può contare anche l’estrema destra, che ha guadagnato il 6,4%. Lontana invece la sinistra, che si è fermata al 25,5%. Un valore che non gli permetterà di mettere il bastone fra e ruote al (di nuovo) presidente Kaczyński.

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Altri 4 anni di omofobia di Stato in Polonia

Con la vittoria del PiS, è quasi scontata che continuerà l’odio verso la comunità LGBT che ha caratterizzato sia la precedente legislatura che quest’ultima campagna elettorale. A convincere i cittadini è stato proprio l’attacco alle minoranze, le quali sono state dipinte come un tentativo di introdurre la culture europea all’interno della Polonia, attaccando la cultura conservatrice.

Kaczyński è arrivato a parlare di una guerra ideologica nei confronti della comunità, oltre a definire le persone omosessuali come una “peste arcobaleno”. Gran parte degli altri partiti si sono opposti a qualsiasi diritto per le persone LGBT, e i media locali spesso e volentieri seguono le opinioni della gente nei confronti dell’omosessualità, contribuendo a fomentare il clima di odio. L’arrivo dell’estrema destra potrebbero complicare ancora di più la vita della comunità e in particolare degli attivisti, che quotidianamente rischiano di essere aggrediti da gruppi omofobi, come capitato quest’anno durante alcune parate per i pride.

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