Non solo un pene e una vagina: scardinare qualsiasi tabù per godere di noi stessə e con lə altrə

Cosa accadrebbe se ci abituassimo ad una sessualità stratificata, limpida e che includa ogni genere di corpo o forma?

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Cresciamo con un’idea di sessualità ben precisa: in coppia, eterosessuale, e il più conforme possibile.

La tradizione ci ha abituatə a quei canoni, tanto da crederli universali e ri-applicabili per chiunque.

Il sesso si fa ma non se ne parla, perché genera imbarazzi, dubbi, e vergogna. Ancor più con la persona con cui andiamo a letto.

Ma perché ci spaventa così tanto parlarne? Rischieremmo di interfacciarci con quelle insicurezze che non possiamo mai dire ad alta voce?

Cosa accadrebbe se ci abituassimo ad una sessualità stratificata, limpida,
e che includa ogni genere di corpo o forma?

Non ci hanno mai detto che il sesso è aperto a mille possibilità.

Non ci hanno mai detto che è un’occasione per sperimentare, scoprire nuove parti di noi o dell’altrə, accorgerci che ognunə risponde diversamente, e non esiste giusto o sbagliato.

Non ci hanno mai detto che fare sesso non coinvolge per forza un pene e una vagina, che i preliminari non esistono (è sesso anche quello), e che quei modelli da rispettare sono una grande bugia a cui abbiamo creduto per troppo tempo.

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Non ci hanno mai detto che il self-pleasure non è un momento di debolezza, ma una festa tra noi e il nostro corpo, che ci permette di esplorarlo, conoscerlo meglio, e volergli più bene.

Viviamo in un sistema che ci impone modelli canonici e perde per strada chiunque non rientra in quei ruoli pre-impostati.

Ma se tutto questo ci va stretto, non è mai troppo tardi per toglierci i peli dalla lingua e ribadire cosa ci piace davvero. Spogliarci di ogni tabù, al costo di sentirci vulnerabili da solə o in compagnia.

Godere della nostra intimità senza nasconderci più.

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