Nunzia De Girolamo: “Io, Salvini, Boccia, Berlusconi e il mondo gay.”

Le adozioni, la GPA, il Gay Pride, la destra, le primarie del PD e la querelle con la Carfagna. Fermi tutti: parla Nunzia De Girolamo.

Nunzia De Girolamo su Twitter, di sé, scrive: “Mamma di Gea, Avvocato, già Ministro, editorialista de Il tempo e Libero Quotidiano. Appassionata di cinema, viaggi e arte.” Omette, forse per mancanza di spazi, le tante battaglie fatte, il coraggio di andare dopo un’inchiesta giudiziaria -archiviata – sulla sanità campana e il matrimonio con l’On. Francesco Boccia, oggi candidato alle primarie del Partito Democratico.

Scelta casuale quella di non citare suo marito?

Essendo abituata ad avere un marito che, politicamente, sta dall’altra parte ed avendo nascosto, per un periodo la nostra relazione, me lo dimentico sempre. (ride, ndr)

Boccia ce la farà?

Alle primarie del PD? Non saprei. Me lo auguro per lui. Al di là delle ideologie, del partito e del mio passato con Forza Italia, Francesco è una persona preparata, seria, capace e, soprattutto, perbene.

Lei andrà a votare?

No. Mi ci vede con la tessera del PD?

Beh, per l’occasione potrebbe farla.

No, assolutamente. Le loro primarie poi, per quanto democratiche, dimostrano, ancora una volta, quanto sia burocratico e complesso il loro partito.

Un marito a sinistra e un cuore che batte a destra.

Il segreto sta tutto nel rispettare le idee altrui. È un bell’esercizio che consiglio a tutti. 

Lei, invece, politicamente parlando a che punto è?

Sto vivendo una pausa di riflessione. Sono profondamente delusa da Forza Italia, dalla classe dirigente e dalla mancanza di trasparenza nei miei confronti. E poi, quello che era il mio partito, un po’ come il PD, è in profonda crisi: non parla più alla gente, non tocca più il cuore e la pancia dell’elettorato e non prende più posizioni. 

In molti la vedono già a Strasburgo con il partito di Salvini..

Solo perché è venuto al mio ultimo compleanno! Chiacchiere. Non le nascondo che in passato mi chiese di entrare a far parte del suo partito, ma tanta era la stima e la fiducia in Berlusconi, che non accettai la sua proposta. 

Col senno di poi se ne è pentita?

Le dirò: no! Mai vivere di rimorsi. Ero certa del successo che avrebbe avuto Salvini, ma ero veramente affezionata a Berlusconi e credevo davvero tanto in lui e nella sua visione liberale. 

L’ha più sentito Berlusconi?

Un paio di volte, al telefono. Mi disse che era dispiaciuto di come fossero andate le cose e che non era colpa sua.

Passo indietro. La De Girolamo doveva essere capolista a Benevento poi, dal nulla, nella notte tra il 28 e il 29 gennaio scorso, qualcuno ha spostato la sua candidatura nel collegio Bologna-Imola e il 4 marzo non viene eletta. Nessuna telefonata, nessun saluto, solo una citazione in giudizio dalla vicepresidente della Camera dei Deputati, Mara Carfagna.

Con la Carfagna come è finita?

In Tribunale. Mi ha chiesto un risarcimento danni di circa centomila euro per diffamazione nei suoi confronti per il programma di Myrta Merlino, su La7. Mi dovrò difendere e citerò in giudizio, come testimoni, i vertici di Forza Italia. Il partito dei garantisti.

Lei cosa avrebbe detto di così tanto offensivo?

Che da donna che difende le altre donne mi sarei aspettata una presa di distanza visto che in quella notte, a compilare le liste, c’era anche lei. 

Quindi ha ragione la Mussolini quando, nel programma Belve, ha detto: “La politica è l’odio organizzato!”.

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Ahimè, alcune volte, è proprio così. 

Perché la destra è così reticente nei confronti del mondo lgbt?

Alcuni hanno un retaggio culturale, mentre altri temo ragionino per partito preso. Poi ci sono quelli che non si vogliono arrendere all’idea che il mondo sta cambiando, ma la verità è che faccio fatica a spiegarmelo anche io. Personalmente, quando c’era da votare per la Legge Cirinnà, io sono andata contro le indicazioni del mio partito e ho votato a favore. 

Lei sarebbe favorevole alle adozioni per le coppie omosessuali?

Mi sembra assurdo non esserlo. Bisogna mettere un punto all’ipocrisia della politica e l’episodio di Luca Trapanese, di cui mi sono occupata anche io sulle pagine di Libero, parla chiaro. Se un uomo, gay o etero che sia, da solo, può adottare un bambino con delle problematiche, non vedo perché una coppia di persone dello stesso sesso non debba avere la possibilità di adottare e dare, quindi, un futuro ad un minore meno fortunato. Se la legge prevede certi casi, non capisco perché non estenderla e la società, mi creda, è più pronta di quanto non lo siano i politici. Ovviamente ci devono essere dei controlli, così come ci sono nelle famiglie eterosessuali, ma bisogna smetterla di mettere la testa sotto la sabbia.

E alla GPA?

No, su questo, non sono d’accordo, soprattutto per le storture che ne derivano.

Se venisse invitata, parteciperebbe mai a un Gay Pride?

Con piacere. Anche se a volte servirebbe più sobrietà. Ostentare troppo non aiuta, anzi, potrebbe essere un boomerang per l’affermazione di sacrosanti diritti. 

Salvini, se la sente, non la candiderà mai..

Non credo che Salvini voglia un plotone di esecuzione e poi, se vuole diventare un partito a forte trazione nazionale, non può circondarsi solamente di chi la pensa come lui. 

Ora è fissa da Giletti. Le piace la tv?

Molto, anche perché attraverso la televisione riesco a fare ugualmente politica e a dare voce ai cittadini. Nel programma di Giletti sono libera e, lontana dai palazzi, denoto che le persone mi apprezzano molto di più. Non sa quanti messaggi, ogni giorno, tra Facebook, Instagram e Twitter. 

Nunzia De Girolamo e Massimo Giletti @ Non è l’Arena

Del resto, detto tra noi, è una delle poche donne di destra simpatica. 

Me lo dicono in molti e ne sono felice, ma quello che vorrei fosse arrivato agli italiani è la mia sincerità ed umiltà.

A proposito di sincerità, se si fosse trovata nella stessa situazione familiare della sua ex compagna di partito Alessandra Mussolini, come si sarebbe comportata?

Non conosco le vicende processuali sul caso della baby squillo dei Parioli, non giudico e non vorrei mai trovarmi nella stessa situazione di Alessandra, ma io non avrei perdonato. Da mamma e da donna, non ce l’avrei mai fatta.

Con suo marito e la piccola Gea vive a Roma. L’operato della Raggi la sta convincendo?

Assolutamente no. Roma è in uno stato di abbandono, confusione e degrado mai visto prima. Quando vengono a trovarmi amici dalla mia città o dall’Emilia, dove ero candidata, non le nascondo che mi vergogno. 

Avrebbe preferito Giachetti?

No. La Meloni sarebbe stata la scelta giusta.