Paprika e Curry: intervista doppia con le pupazze

Paola Minaccioni e Federica Cifoli, in scena al Teatro dei Satiri di Roma con ‘Ciao birichinni!’, raccontano da dove nascono i loro personaggi: ‘Sono le nevrosi e le fobie di tutti, anche le nostre’

Le conoscono tutti come ‘Paprika e Curry’, le due pornotelefoniste di ‘Mai dire martedì’ della Gialappa’s, ma in molti le hanno viste a Bra di Serena Dandini, le hanno ascoltate al programma radiofonico ‘Sei uno zero’ di Lillo e Greg. E c’è chi, in questi giorni, sta assistendo al loro spettacolo teatrale ‘Ciao biricchinni!’  in scena al Teatro dei Satiri di Roma fino al 18 novembre prossimo.

Brillanti, coinvolgenti, divertentissime sono Paola Minaccioni e Federica Cifola “nate come attrici e non come troniste” come dicono di sé stesse.

  
  

Siete partite entrambe dal teatro, per  così dire, classico e siete approdate alla comicità. Qual è stata la vostra formazione?

Federica: Apparteniamo alla generazione che studiava  per fare teatro e che ha imparato, grazie alle opere classiche, a interpretare un personaggio studiandolo a fondo. La comicità, invece è sperimentazione e invenzione: sperimentiamo come rappresentare le fobie e le caratteristiche di personaggi che, seppure inventati, si rifanno a persone che incontriamo nella nostra quotidianità. Chiaramente in chiave caricaturale e grottesca.

Paola: La mia formazione è stata quella del teatro di ricerca. Trovare nuovi modi di rappresentare le nevrosi della gente, che poi sono anche le nostre, mi diverte e mi appassiona.

 
Chi sono i vostri modelli di riferimento?

Federica: Per me la comicità è Totò. Totò e Peppino sono la coppia a cui ispirarsi, anche nell’impersonare i ruoli di vittima e carnefice che io e Paola spesso ci scambiamo. Ci facciamo da spalla l’una con l’altra. Non credo ci sarebbe lo stesso feeling artistico se alla base non ci fosse quello umano.

Paola: Sono tanti gli attori a cui mi ispiro. O meglio, a cui mi piacerebbe riuscire a ispirarmi. A partire da Lillo e Greg che sono una coppia strepitosa. E poi c’è Corrado Guzzanti. Magari riuscissi a farmi davvero ispirare da lui!

  
 
Lo sketch che certamente vi ha fatte conoscere al grande pubblico è quello di Paprika e Curry. Da dove nasce l’idea di questi due personaggi?

Federica: Semplicemente dallo zapping notturno sulle tv private. La nostra è un’interpretazione clownesca, una parodia che vuole prendere in giro non le ragazze che lavorano in queste hot line, ma soprattutto chi le chiama e chiede le cose più assurde tipo “Me vieni a pulì casa che mi moje ‘un ce stà?”.

Paola: Quello che mi ha colpita è la naturalezza e dalla tranquillità con cui queste ragazze completamente nude rispondono e intrattengono in piena notte i clienti che chiamano. E chiamano davvero in tantissimi!

 
Sono tanti i personaggi del vostro spettacolo; donne che in qualche modo incarnano degli stereotipi.

Federica: Io non li definirei stereotipi di donne, perché molto spesso anche gli uomini si riconoscono nei nostri personaggi. Spesso capita che un uomo, riferendosi a Luciana (la donna che cucina e surgela, cucina e surgela fino all’esasperazione. Ndr) ci dica “Me sembro io quanno surgelo ‘e lasagne ppe ttutta la settimana”. Direi che il nostro spettacolo è poliedrico e non solo ‘al femminile’.

Paola: In realtà spesso sono persone che conosciamo. Wanda (l’anziana signora che è alla disperata ricerca di emozioni e di qualcuno che le dia una “bottarella”, ndr) è mia nonna. Invece la depressa cronica, quella che dice sempre “ma ch’hai fatto? Pure che sei annato alle Seichelles, ma ch’hai fatto?”, beh, quella un po’ rappresenta me stessa. Quello che cerchiamo di fare è mettere in scena le diverse sfaccettature dell’umanità con cui entriamo in contatto.

  
 
Fate sia televisione che teatro. Quale situazione vi soddisfa di più?

Federica: Certamente il teatro ti consente un rapporto diretto con il pubblico che ti dà un riscontro immediato di quanto piaccia il tuo lavoro e che permette anche di improvvisare a seconda del tipo di pubblico che abbiamo davanti. La televisione ti permette di intrattenere un pubblico molto più vasto e di avere un feedback diverso.

Paola: Per chi recita, vivere senza teatro è fisicamente impossibile. E’ proprio un bisogno fisico. Ma in fondo tv e teatro sono diversi e complementari. In qualche modo si integrano tra loro.

 
Siete state anche sul palco del Gay Village, la scorsa estate, davanti a un pubblico più ‘selezionato’ rispetto a quello di qualsiasi altro teatro. Che rapporto avete con il pubblico gay?

Federica: E’ un pubblico meraviglioso che ti accoglie con un calore tale da farti sentire a casa. I personaggi più apprezzati sono certamente Paprika e Curry. Li ho visti proprio esaltati quando le abbiamo interpretate. E in fondo è la parte dello spettacolo a cui io stessa sono più affezionata.

Paola: E’ il mio pubblico preferito. Non credo di avere mai avuto un pubblico più caloroso e partecipe come quello gay. Hanno la testa proiettata verso il futuro. Potrei dire che noi rappresentiamo loro e loro rappresentano noi.

 
Per ora  ‘Ciao birichinni!’ è in scena solo a Roma, ma Federica e Paola stanno organizzandosi e valutando la possibilità di una tournè italiana. E noi ne siamo certi: il successo sarebbe assicurato.

di Caterina Coppola

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