TRANS PER AMORE

Una coppia di ragazze omosessuali. Stanche dei limiti che la società impone, decidono che una delle due cambierà sesso. E tirano a sorte. Ma l’esperto avvisa: imparate ad affrontare le difficoltà.

Ciao Leo, siamo una coppia di ragazze omosessuali. La nostra è una bellissima storia d’amore carica di sentimento, passione e voglia di stare insieme cercando di superare ogni giorno con grande sforzo e oserei dire coraggio tutti quei grandi limiti che la società ci impone. Ma cosa dobbiamo fare per vivere in pace?

Ci saremo poste questa domanda almeno una miriade di volte, abbiamo architettato piani assurdi e quasi irreali ma alla fine la risposta era sempre una "impossibile !!!!". Ma nulla è impossibile davanti all’amore davanti al nostro amore. Un giorno parlando abbiamo preso la decisione che una di noi doveva cambiare sesso così abbiamo tirato a sorte. Siamo decise a farlo ma vorremmo avere da te delle informazioni: in quale Stato si possono fare questi interventi chirurgici, il costo, il tempo che occorre, se c’è una terapia farmacologica e quanto tempo prima bisogna iniziarla prima dell’intervento, qualche testimonianza (se ne sei a conoscenza), le difficoltà burocratiche e tutte le informazioni di cui tu sei a conoscenza.

Spero che tu ci risponderai al più presto possibile perchè non sappiamo dove

altro informarci. Grazie anticipatamente ciao.

Care ragazze,

dopo aver letto la vostra lettera mi sono sinceramente augurata che si trattasse di uno scherzo. Nel caso non lo sia, credo che sia utile ricordarvi che il processo che porta le persone transessuali ad adeguare le proprie caratteristiche sessuali a quelle del sesso al quale si sono sentite, da sempre, di appartenere, è un processo difficile, costoso e talvolta doloroso. Si tratta di continuare a sottoporsi, nel tempo, a trattamenti farmacologici (ormoni), seguire una terapia psicologica e subire più di un intervento chirurgico. E’ previsto inoltre che venga accertato che chi desidera cambiare sesso abbia sperimentato fin dalla prima infanzia un marcato senso di disagio rispetto alla propria identità sessuale e un forte desiderio di identificazione con l’altro sesso.

Tutto questo non ha niente a che fare con il pur legittimo desiderio di una coppia omosessuale di vivere in pace. In ogni caso, anche fosse possibile per qualcuno (e non lo è) cambiare sesso per futili motivi, alla fine del processo di adeguamento si troverebbe a dover dare un senso a un corpo che gli sarebbe certamente diventato estraneo e a fronteggiare un’esperienza sociale come uomo nuovo o donna nuova, per il quale sarebbe del tutto impreparato e che lo destabilizzerebbe.

Fa invece parte della normale esperienza delle persone omosessuali dover imparare a fronteggiare nella vita di tutti i giorni le grandi e piccole manifestazioni di pregiudizio e di omofobia che ci vengono dagli altri. In alcuni casi, specialmente per chi vive in piccoli centri o in un contesto sociale particolarmente ancorato a valori conservativi, questo processo di apprendimento può essere particolarmente difficile e duro, in altri può essere reso più facile dalla condivisione di questi problemi con altre persone omosessuali. Esistono fasi della vita nelle quali la pressione sociale si fa sentire maggiormente che in altre, tanto da farci credere che sia possibile trovare un soluzione magica e definitiva al disagio sociale che ogni persona omosessuale sperimenta nel suo percorso di crescita. In realtà questa soluzione magica non esiste, eppure in maniera graduale, facendosi forte di una situazione di coppia, piuttosto che condividendo il percorso con un gruppo di amici, ogni persona omosessuale alla fine impara ottime strategie di sopravvivenza, l’importante è evitare l’isolamento.

di Mirella Sandonnini

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