BOLOGNA, REGINA GAY D’ITALIA

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Il capoluogo emiliano si conferma la città più vivibile per gli omosessuali; lo rivela l'edizione 2004 di Goletta Gay, l'indagine realizzata da Gay.it. Che riserva alcune sorprese.

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E’ ancora Bologna la “regina” della vita gay in Italia: Goletta Gay 2004, l’indagine che ogni due anni Gay.it realizza per testare la vivibilità delle province italiane da parte dei cittadini di orientamento sessuale gay e lesbico, conferma il capoluogo emiliano in cima alla classifica. Sorprese invece nelle altre prime posizioni: Pisa sorpassa Milano e Firenze scende al 5° posto, dopo Roma; salgono Padova, probabilmente grazie all’influenza positiva del Pride 2002, Catania e Parma; scendono dalle prime posizioni Rimini, Ravenna e Lucca; nelle ultime posizioni si confermano Avellino, Benevento, Belluno, Rovigo e Foggia.

Nonostante il permanere di tanta omofobia e un pessimo rapporto con la politica, il mondo gay esce ancor più dalla clandestinità e va ancora avanti nonostante non sempre la società circostante lo incoraggi. Questi in sintesi i risultati di Goletta Gay 2004, il questionario di una ventina di domande cui hanno risposto oltre 9300 utenti di Gay.it nel mese di marzo 2004, e che conferma quindi la tendenza alla concentrazione nelle città grandi o in quelle che si ritengono più “gay-friendly”: in testa Bologna, Pisa, Milano, Firenze e Roma.

Sale la percentuale di coloro che si definiscono gay e scende quella di coloro che si definiscono bisessuali, anche perché scende quella di coloro che hanno una doppia vita, tra una relazione stabile con una persona dell’altro sesso e una omosessualità repressa o comunque nascosta; di pari passo, aumenta la percentuale di coloro che fanno il coming out in famiglia e, anche se meno significativamente, al lavoro: sono il 42% quello che l’hanno detto ai propri genitori e solo il 20% quelli che l’hanno detto sul luogo di lavoro.

Cresce la voglia di coppia e la voglia di unirsi col proprio partner in un istituto simile al matrimonio (61%); mentre resta piuttosto bassa la percentuale che si sentirebbero abbastanza o decisamente liberi di passeggiare mano nella mano con il partner del proprio sesso: dal 19% di 2 anni fa al 21% del 2004.

Tra le “brutte notizie”, resta altissima la percentuale di coloro che hanno subito violenze o ne sono venuti a conoscenza, anche se scende rispetto a due anni fa, dal 60% al 42%; e restano all’ordine del giorno le battute anti gay, anche se in flessione: dall’85% del 2002 al 72% del 2004. Infine peggiora il rapporto con la politica: il 54% ritiene indifferente, positivo o molto positivo l’atteggiamento delle istituzioni nei confronti della minoranza omosessuale, contro il 66% del 2002.

Per stilare la classifica finale, le domande del questionario sono state raggruppate in 8 elementi, per ognuno dei quali è possibile stilare delle classifiche parziali:
Coming out
• Rapporti di coppia e di amicizia
• Tolleranza
• Opportunità
• Accoglienza
• Salute
• Presenza di associazioni
• Rapporto con le istituzioni

Nel Coming Out, vince Ravenna, mentre ultima in classifica risulta essere Rovigo. Buona la tranquillità a dichiararsi anche a Novara-Verbania, Pisa, Bologna e Firenze. Ed è a Bologna che è più facile trovare amici o il partner per una relazione, secondo le domande riguardanti la sfera dei rapporti di coppia ed amicizia: la situazione peggiore da questo punto di vista si ha ad Avellino, ma anche Campobasso, Rovigo, Belluno e Brindisi vanno male.

La città più tollerante d’Italia risulta essere ancora Bologna, mentre quella dove si rischia più facilmente episodi legati alla omofobia sono Catanzaro e Crotone, seguite da Lodi, Rovigo, Agrigento e Palermo. Parma, Milano, Prato e Pisa sono invece le città tolleranti dopo Bologna. E’ invece Milano quella che offre le maggiori opportunità per la comunità omosessuale, seguita da Roma e da Catania, che si conferma la capofila siciliana, classificandosi ottava nella graduatoria generale. Seguono Pisa e Padova, mentre come fanalini di coda in merito alle opportunità troviamo Aosta, Macerata, Pavia, La Spezia e Livorno.

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Da domande tipo “quante persone conosci che vorrebbero trasferirsi dalla tua città?” ed ancora “Quante vorrebbero immigrare nella tua città?” che forniscono un indice sul tipo di accoglienza che esiste in una città, risultano essere Bologna, Milano, Roma, Pisa e Firenze, mentre le peggiori sono Messina, Reggio Calabria-Vibo Valentia, Foggia, L’Aquila e Catanzaro-Crotone.

Le associazioni più attive, infine, risultano essere quelle di Bologna, Pisa, Roma, Padova e Firenze; le città meno attive sono Lodi, Rovigo, Belluno, Frosinone e Vercelli.

Infine, segnaliamo, sperando che se ne accorgano anche i legislatori, che rimane alta invece la percentuale di coloro che sarebbero disposti ad unirsi con il proprio partner, qualora la legge lo permettesse: arriva al 61% la percentuale di coloro che lo farebbero (era del 59,8 nel 2002).

Le risposte alle domande principali – provincia per provincia – sono consultabili all’indirizzo www.gay.it/golettagay/

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