Calabria, il titolare della casa-vacanza: “I gay? Persone normali. Ma noi siamo cattolici”

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"Se lo Stato ci obbligherà ad accettare chiunque lo faremo". Nel frattempo le associazioni locali offrono alla coppia un soggiorno gratuito e una cena romantica.

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Nuove notizie in arrivo dalla località turistica di Santa Maria, dove una coppia napoletana omosessuale è stata respinta nelle scorse ore da una casa vacanza.

Intervistato da Radio Capital, il proprietario della casa vacanza Ciufo, Filippo Mondella, si è detto dispiaciuto: “Mi dispiace per l’accaduto ma c’è stata una ricostruzione sbagliata della stampa: è una casa privata, non una struttura pubblica come un bed & breakfast”. Filippo e famiglia, cattolici praticanti, dicono di non avere nulla contro gli omosessuali: “Non ho nulla in contrario, per l’amor del cielo, sono persone normalissime. Ma preferiamo così e crediamo nella famiglia tradizionale: se e quando lo Stato farà una legge che obbligherà i privati ad accettare chiunque, allora da bravi italiani lo faremo”. E perché l’accostamento con gli animali? Una svista: “Stavo guidando e non ho rispettato la punteggiatura. Non ho scritto correttamente il messaggio, non volevo paragonarli”.

Fioccano, nel frattempo, le reazioni politiche. Il vicesindaco del Comune di Ricadi, Patrizio Cuppari, non usa mezzi termini: “Deploriamo ogni discriminazione. A Ricadi siamo persone civili ed evolute e simili discriminazioni e differenze nel 2017 non si possono sentire. Ognuno è libero di vivere la propria vita sessuale come meglio crede”.

Condanne anche da Alessia Bausone, vicepresidente dell’Associazione Donne Giuriste Italia, sezione Catanzaro: “Gravissimo, soprattutto per la Calabria che rischia di essere paragonata a qualche Stato iperconservatore americano dove le leggi consentono agli imprenditori e agli esercenti, in virtù di una interpretazione assai discutibile della libertà di impresa e di religione, di negare servizi e prestazioni alle persone omosessuali”.

No, la Calabria non è l’Indiana né l’Oregon: “La Calabria è Europa e Italia. La sindaca Giulia Russo ha la possibilità, grazie alla legge regionale 2/2003, di sospendere o chiudere questa struttura revocandole, qualora beneficiaria, ogni contributo pubblico”.

Anche l’Asalt, l’Associazione Albergatori Tropeani, invoca l’espulsione della struttura dalla piattaforma di prenotazione booking.com. In una nota i membri si sono detti esterrefatti e disgustati. “Pensavamo ad uno scherzo, poi ci siamo ricreduti: anche nella nostra zona esistono trogloditi del genere”. Per esprimere ulteriore supporto alla coppia discriminata, l’associazione è pronta ad offrire un soggiorno gratuito di un weekend presso una delle strutture associate e una cenetta romantica.

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