Corona: Non si può morire di gossip. Luxuria: Solo l’inizio

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Numerose le reazioni alla morte di Brenda. Gli inquirenti indagano per omicidio volntario. In casa c'erano valigie pronte e il PC è stato reso inutilizzabile. Pochi giorni fa...

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Brenda, la transessuale brasiliana coinvolta nel caso Marrazzo, deteneva un secondo video oltre a quello fino ad oggi conosciuto che ha portato alle dimissioni dell’ex presidente della Regione Lazio. Sono numerosi gli elementi che hanno portato gli investigatori a pensare che si sia trattato di un omicidio, come la presenza del PC nel lavandino e quindi inutilizzabile, e le valigie accanto al suo corpo, un segnale che forse Brenda stava scappando.

«Né Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla – spiega una sua amica – Tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni". Brenda, infatti, era stata coinvolta il 9 novembre scorso in una rissa con alcuni stranieri dell’est Europa avvenuta in una strada della zona Cassia. Ma questa versione non convince tutti.

Molte le dichiarazioni di sconcerto. Da più parti, dal mondo politico a quello dell’associazionismo, arrivano richieste di verità. «Temo una escalation di violenze ai danni delle persone transgender – ha detto Vladimir Luxuria – , soprattutto quelle più indifese. Spero solo che tutte le persone che hanno ironizzato sulle fattezze corporee di Brenda, possano mordersi la lingua davanti allo scempio del suo cadavere». «Le indagini seguiranno il loro corso ma sospetto che l’incendio sia stato appiccato da chi temeva che emergesse la verità sul caso Marrazzo. Brenda non era più una persona umana ma una traccia scomoda da far sparire, e non era bastato portarle via il cellulare». La morte della trans, secondo Luxuria, è anche occasione per interrogarsi su «come mai nessuno ha pensato di vigiliare su di lei. Si pensa giustamente a dare la scorta ai pentiti, a chi e’ sovraesposto e giustamente deve essere protetto. Ma a dare una protezione a Brenda nessuno ha pensato. Tutti sapevano dove abitava, perché si è lasciato che la ammazzassero?», ha concluso.

«Non si può morire di gossip, anche se il gossip oggi è diventata un’arma molto molto pesante», ha detto Fabrizio Corona. All’uscita dall’aula dove si svolge il processo che lo vede imputato per estorsione e tentata estorsione ai danni di alcuni Vip, Corona ha sostenuto con i cronisti che «sotto il caso Marrazzo ci sono cose molto pesanti». Secondo Corona, nel mondo del gossip oggi «c’è del materiale che può fare molto male».

Parla di «Delitto eccellente» e nuovo delitto «Montesi», ovvero «giallo di Stato in cui si mescolano sesso, politica, criminalità e intrighi più o meno oscuri» Franco Grillini, presidente di Gaynet. «Alcune domande sorgono spontanee: se Brenda aveva dichiarato che era a conoscenza di un secondo video che rivelavano la presenza di altri politici perché non si è approfondita questa pista? – si chiede Grillini – Dopo il furto più che sospetto del suo cellulare perché Brenda, che era anche una teste nella vicenda Marrazzo, non è stata quantomeno protetta? Come mai non le è stato attribuito il permesso di soggiorno a fini giudiziari?»

«Tutta la vicenda si tinge dei colori scuri del dolore e della rabbia per chi, come le associazioni trans e omosessuale, tutti i giorni cerca di far comprendere che, con pochi e semplici provvedimenti legislativi e azioni sociali, migliaia di persone trans potrebbero non vivere più nell’emarginazione e in preda alle organizzazioni criminali», ha detto il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso.

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«Pur non essendo né colpevoli né tantomeno indagate, sono proprio le persone transessuali che da questa storia ne escono, se ancora sono vive, drammaticamente massacrate», dicono dal circolo Mario Mieli.

«È difficile credere che quella di Brenda sia una morte accidentale o un suicidio – dice Sergio Rovasio, segretario di Certi Diritti – . Crediamo invece che quanto avvenuto sia esattamente quello che un banalissimo copione di film gialli avrebbe previsto  per ‘eliminare’ una persona ‘scomoda’, che poteva dare fastidio a qualcuno che si ritiene intoccabile, certamente ‘altolocato’ come molti lo sono in modo miserabile in questo paese. Purtroppo questa è l’Italia di oggi, che vive simili tragedie come se nulla fosse. Brenda sarà ‘usata’ da qualche lacchè di regime, da qualche viscido servo che strumentalizzerà la sua immagine per alimentare un po’ di cronaca nera parlando di ‘misteri italiani’, di cui non gliene importa davvero nulla, e nemmeno gli importa della condizione e del contesto nel quale le persone transessuali sono costrette a vivere.

La presidente di Azione Trans, Francesca Eugenia Busdraghi e l’associazione GayLib (gay di centrodestra) hanno espresso sconcerto.  «Proprio oggi, giornata internazionale del ricordo delle troppe transessuali uccise nel mondo (TDOR) ci chiediamo – dichiara Francesca Eugenia Busdraghi –  se la Magistratura non avrebbe dovuto tenere sotto sorveglianza e protezione la testimone chiave di una vicenda sempre più ingarbugliata. La risposta, purtroppo, ce l’abbiamo già – prosegue Busdraghi –  e nel dolore umano per la morte violenta quanto misteriosa di una persona, non possiamo non affermare che probabilmente il fattaccio si sarebbe potuto e dovuto evitare attraverso accortezze che comunemente vengono garantite ai protagonisti di fattispecie simili». «Di certo la trans – conclude la presidente di Azione Trans – si era trovata in un affare molto più grande di lei e, non scordiamolo, appena la settimana scorsa era stata vittima di una violenta aggressione, addebitata da una stampa a un gruppo di romeni. Ora leggiamo di una fine tanto terribile. Crediamo vi sia almeno materiale sufficiente a riflettere».

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