FASSINO L’AMBIGUO

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Intervista al leader DS. Che sulle coppie gay rimane troppo vago: "Tema complesso, manca il consenso, ma ci batteremo". E il suo intervento a Riccione non ha soddisfatto...

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RICCIONE – Un Fassino dimesso quello presente al Congresso di Arcigay. Unico segretario di partito ad aver partecipato all’assise della più grande e rappresentativa associazione gay italiana, Piero Fassino, dei Democratici di Sinistra, ha "glissato" davanti ai delegati quando gli è stato chiesto "Per quale motivo in 5 anni di Governo, l’Ulivo non sia riuscito ad approvare una legge sulle unioni civili?". La risposta che ha dato è stata vaga: "E’ una questione complessa" ha detto "La società non è ancora pronta" ha aggiunto, "La destra comunque è peggio, punta alla valorizzazione dell’individuo e non a quella del cittadino. Ma è il cittadino che ha i diritti e non l’individuo. Questa è la differenza fra noi e la destra". Quindi siete comunque costretti a votare noi, ha sembrato dire. Ma non è così certo. Soprattutto se si considerano le reazioni immediate al suo discorso (Platinette: "Fassino non ci ha dato la risposta ad una domanda che gli è stata fatta", Lo Giudice: "La presenza di Fassino è un fatto storico. Forse ha ritenuto che questo gesto fosse anche sufficiente", la maggioranza dei delegati: "Non ha detto nulla").

Segretario Fassino, lei non ha risposto ad una domanda e allora mi permetto di rifargliela: come mai in 5 anni di Centro Sinistra al Governo non si è riusciti ad approvare una legge sulle unioni civili?

Perché è una legge sulla quale non si è trovato sufficiente consenso in Parlamento e una legge per essere approvata deve avere in Parlamento una maggioranza ed essendo un tema complesso che riguarda non soltanto la coppia omosessuale ma anche la coppia eterosessuale, è una materia piuttosto complessa. Questo non significa che il problema debba essere accantonato. Bisogna continuare a lavorare per trovare una soluzione legislativa che possa raccogliere in parlamento una maggioranza per essere approvata come è già avvenuto in altri paesi europei.

Ma lei nota questo scollamento fra la società che richiede diritti civili? L’ultimo sondaggio fissava a oltre il 60% gli italiani favorevoli ad una legge sulle unioni civili, e i politici non riescono evidentemente ad interpretare questa esigenza…

Tutto il tema della convivenza di fatto e delle unioni civili è un tema che ha un peso forte nella società perché riguarda milioni di donne e di uomini. Non solo omosessuali. In Italia vi sono unioni di fatto eterosessuali, omosessuali e unioni fra persone consanguinee che vivono insieme da anni per farsi compagnia e apportarsi mutuo sostegno. È un tema complesso e che ha molti profili, io credo si debba arrivare ad una soluzione legislativa soddisfacente che affronti tutti questi profili.

Se la destra al potere, entro il 2003, perché obbligata dalle direttive europee, riuscisse ad approvare una legge sulle unioni civili o contro le discriminazioni, questa non potrebbe essere considerata una sconfitta per la sinistra?

Io non sarei così ottimistra sull’atteggiamento culturale della destra. Io credo che bisognerà battersi per avere l’applicazione della direttiva comunitaria nel 2003 contro le discriminazioni a sfondo sessuale.

E una eventuale legge avrebbe quindi anche i voti del centrosinistra?

Noi ci batteremo perché una direttiva comunitaria che chiede a tutti i paesi europei di armonizzare la loro legislazione in modo tale che cessi ogni forma di discriminazione, sia introdotta anche in Italia. Spero che su questo argomento ci sia in Parlamento un consenso largo.

di Giacomo Leso

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