A 7 anni viene affidato al padre perché la madre lo cresce “come una femmina”

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Secondo il giudice la disforia di genere del bambino è frutto dell'instabilità mentale della madre.

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La madre lo sta crescendo come una bambina, ma è un maschio, quindi è sbagliato e va fermata. Accade in Inghilterra dove il giudice Justice Hayden ha stabilito che un bambino di 7 anni deve essere affidato esclusivamente al padre a causa dei “danni emotivi causati dalla madre”. Il giudice ha dichiarato “Molti degli interessi del minore sono maschili. Si evince questo dai report degli assistenti sociali e dalla testimonianza del padre, il quale non ha fatto alcuna pressione perché il figlio si comportasse da maschio. Gli interessi e l’entusiasmo del minore sono completamente auto-motivati”. Nella sentenza è comunque completamente ignorato il fatto se il minore presenti o meno una disforia di genere o se sia stata la madre a incoraggiare alcuni comportamenti.

A denunciare il caso è stata Mermaid, un’associazione per minori transgender, che aiuta le famiglie e i figli con problemi di identità sessuale e che ha sostenuto la famiglia per più di due anni. L’organizzazione ha dichiarato pubblicamente che le autorità di polizia hanno strappato una femmina dalla madre e la costringono a vivere come un ragazzo. Hanno descritto la decisione come una “grossa ingiustizia e un esempio di transfobia con “conseguenze devastanti” per il minore.
Per chi volesse sostenere i diritti del minore è stata lanciata una petizione (QUI IL LINK) in cui si descrive la vicenda come “un recente caso giudiziario dove una giovane trans è stata tolta alla madre e costretta a vivere in un genere assegnato. La madre non ha fatto nulla se non aiutare il minore per quello che realmente è, e le ha dato tutto l’amore possibile per permetterle di vivere come realmente è”.
Alcune telefonate anonime hanno fatto scattare l’indagine da parte degli assistenti sociali, telefonate anonime che hanno avuto lo stesso peso delle testimonianze di psicologi agli occhi del giudice, il quale ha messo in dubbio anche la sanità mentale della madre, giudicata ostile e dal comportamento “inappropriato” davanti alle autorità”.
Il giudice in questione si era già occupato in passato di casi di disforia infantile. “La mia esperienza come giudice minorile mi lascia ben pochi dubbi riguardo al fatto che alcuni bambini già a 4, 5, 6 anni possano identificarsi con il genere opposto. Tali minori possono sperimentare il rifiuto e l’abuso che nascono dall’ignoranza sia a livello personale che istituzionale”. Il giudice ha tenuto segreta l’identità delle persone coinvolte.
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