NOZZE GAY ALL’INGLESE

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Sua Maestà britannica annuncerà mercoledì la legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Appoggiata dall'80% della popolazione. Ma il cammino non è che all'inizio.

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LONDRA – La legge che riconoscerà i diritti delle coppie gay britanniche sarà annunciata mercoledì, dopo il grande sostegno che l’opinione pubblica ha dimostrato nei mesi scorsi a riguardo. Il “Civil Partnership Bill” inaugurerà così finalmente il suo iter parlamentare quando sarà annunciato, insieme con altre importanti riforme, nel tradizionale discorso della Regina che si terrà il 26 novembre. Se approvato, darà alle coppie omosessuali in Inghilterra e Galles, diritti simili a quelli degli eterosessuali sposati, inclusi benefici pensionistici e relativi all’impiego, diritti ereditari e genitoriali, e riconoscimento nella normativa per l’immigrazione.
L’annuncio della legge segue la pubblicazione di commenti resi durante il periodo delle consultazioni sulla proposta, che rivelano che più dell’80% degli intervistati sostengono un approccio più egualitario alle coppie gay e lesbiche in termini di legge. Le voci di dissenso vengono come ovvio dalle organizzazioni religiose, che sono preoccupate che la legge possa in sostanza riconoscere un quasi-matrimonio che andrebbe contro gli insegnamenti biblici.
Tuttavia, lo scorso weekend, l’ex Arcivescovo di Canterbury si è espresso a favore dell’idea e ha sollecitato altri organismi religiosi a riconoscere il bisogno di un cambiamento legale. Intervistato dalla BBC, George Carey ha detto che non c’è nulla di “sinistro” nelle relazioni tra persone dello stesso sesso o nell’omosessualità. Ha tuttavia sottolineato che in nessun caso il termine “matrimonio” dovrebbe essere usato in relazione alla legge, a causa delle sue connotazioni religiose. «Sempre che non lo si chiami matrimonio – ha precisato – dal momento che il matrimonio per e per molte persone è una relazione tra un uomo e una donna per tutta la vita. Ma possono essere molti motivi per guardare con simpatia alle unioni civili».
Attualmente, l’unico ostacolo che la legge si troverà ad affrontare è l’esclusione delle persone eterosessuali. Il governo afferma che gli schemi alternativi esistenti si adattano alle coppie etero che non desiderano contrarre matrimonio ma desiderino diritti simili. Ma molti gruppi di diritti civili affermano che anche gli altri tipi di relazione andrebbero inclusi nella legge, piuttosto che limitarla esclusivamente alle coppie gay e lesbiche.

di Gay.com UK

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