Uil: “Froci col c… degli altri” nel volantino in bacheca

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E' polemica a Padova dove il sindacato di ispirazione socialista ha usato una brutta citazione di Ricucci per uno dei suoi volantini destinati ai lavoratori. Zan: "Volgarità. Scuse...

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Una frase omofoba contenuta in un volantino sindacale della Uil, che sarebbe la citazione di una famosa intercettazione telefonica di Stefano Ricucci, ha scatenato una feroce polemica a Padova tra il sindacato in questione, l’azienda ospedaliera e l’assessore Alessandro Zan, nome di spicco dell’associazionismo gay il quale ha chiesto le "immediate scuse" del sindacato di ispirazione socialista. Il volantino della Uil Funzione Pubblica, che origina da una vicenda riguardante le differenti velocità negli avanzamenti di carriera degli infermieri tra una Uls e un’altra, attacca indirettamente gli altri due principali sindacati, Cgil e Cisl. "Se tu, lavoratore di questa azienda e Ulss 16 – si legge nel volantino destinato ai lavoratori ed affisso in bacheca – percepisci uno stipendio inferiore a un tuo pari grado dell’Uls 17 devi ringraziare gli adulatori del proprio omeblico, quelli che pretendono di fare i froci con il c.. degli altri".

"Sono molto stupito – afferma Zan, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà – che in un sindacato di tradizioni socialiste e libertarie come la Uil possano essere usate affermazioni simili. Cosa penserebbero Pertini o Nenni? Sono solo volgarità gratuite che esprimono una pesante omofobia all’interno dei luoghi di lavoro". "Un lavoratore gay e magari discriminato che leggesse quel volantino – conclude -, si sentirebbe tutelato da sindacalisti così? Auspico le immediate scuse da parte della Uil e l’attivazione di progetti contro l’omofobia all’interno del sindacato".

Stefano Cecconi, responsabile Welfare della Cgil nazionale, commenta "che si tratta di una frase di cattivo gusto". "Le frasi del documento – dichiara Stefano Tognazzo, segretario della Uil-Fpl di Padova al quotidiano cittadino – sono interpretabili. Ma non ci sono né nomi né riferimenti precisi. La nostra azione decisa ci ha portati a ottenere per giovedì una convocazione da parte dell’Azienda". "Si tratta – aggiunge Adriano Cestrone, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera – di una frase semplicemente vomitevole. Mi verrebbe voglia di annullare l’incontro di giovedì. Se non lo faccio è per rispetto nei confronti di Cgil e Cisl".

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