Unioni civili, quante ne sono state celebrate? Milano al primo posto, ma sono ancora poche le richieste

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I numeri sono bassi probabilmente per la stagione estiva: anche i matrimoni hanno una fisiologica flessione: ecco le statistiche de Il Sole 24 Ore.

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Unioni civili: Il Sole 24 Ore ha pubblicato un’inchiesta dettagliata sui numeri che questo nuovo istituto giuridico sta producendo, a circa due mesi dall’effettiva applicazione della legge (se pure è entrata in vigore a giugno, non si è potuto iniziare a celebrare prima del 29 luglio, data dell’emanazione del decreto ponte). I risultati sono buoni ma non eccezionali, considerando l’enorme attesa con cui questa legge è stata approvata: nei maggiori comuni italiani (non sono stati considerati, quindi, i comuni minori) sono state celebrate 100 unioni civili e ne sono state prenotate 463; le convivenze di fatto costituite, invece, sono 228.

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Apripista come prevedibile è Milano, che tra le grandi città è stata una delle prime ad attivarsi: 26 le unioni civili celebrate e 102 on the go; 146 le convivenze di fatto. Subito dietro Torino, mentre al terzo posto Roma (che è arrivata in ritardo rispetto alle altre, qui per la prima unione civile nella Capitale > >). “Si tratta di numeri straordinari. Chi è che si sposa in agosto? Chi lo fa, rischiando di rovinare le vacanze alla famiglia e agli invitati? Così come i matrimoni civili subiscono in piena estate una flessione – e altrettanto accade durante nei mesi invernali – lo stesso ci si deve aspettare per le unioni civili. Con la primavera o anche in questo scorcio di stagione dove ancora c’è bel tempo, è presumibile, invece, una ripresa delle celebrazioni. Io, per esempio, sono invitata a due unioni civili per giugno prossimo. È chiaro che chi si sposa preferisce, se può, aspettare la bella stagione“, commenta Monica Cirinnà, prima firmataria di questa legge. “In piazza sono andate tutte le persone che volevano vedere riconosciuti questi diritti. Anche gli eterosessuali. Chiedevano le nuove regole non necessariamente dietro un’urgenza personale, ma perché più semplicemente il Paese se ne dotasse. Poi uno le usa quando più ritiene opportuno”.

Non mancano le città senza richieste: come avevamo anticipato nei giorni scorsi, nei capoluoghi di Molise e Calabria, come anche di altre regioni, non sono ancora state costituite unioni civili, forse per motivi legati ad un background culturale ultracattolico (LEGGI >). Ma non bisogna nemmeno dimenticare le decine di comuni minori che, nonostante i criteri di adeguamento provvisori siano arrivati in piena estate, hanno prontamente aggiornato i loro sistemi e consentito a tante coppie di regolarizzare di fronte alla legge il loro status.

Staremo a vedere se i numeri si alzeranno: ora si attende che il Governo vari i decreti legislativi definitivi entro dicembre, che potrebbero risolvere numerosi vacuum legislativi e regolamentare in modo più preciso l’istituto giuridico.

 

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