FORBICI SU KRAMPACK

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Vietato ai 14: la censura colpisce. Che ne pensate? Parlatene al Forum.

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Krampack non supera come previsto il vaglio della censura.

E’ vietata la proiezione del film ai minori di 14 anni "in relazione alla particolare sensibilità dell’età evolutiva ed alle esigenze della sua tutela morale" (art. 5, comma I, legge 21 aprile 1962, n.161).

E’ questa la decisone presa dalla commissione censura insediata nel Dipartimento dello Spettacolo presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha ritenuto che il contenuto del film e il linguaggio adoperato siano "manifestazioni contrarie al buon costume" e che il divieto fosse necessario per "garantire la tutela dei minori".

E’ una decisione che non ci meraviglia, visto il ristretto metro di giudizio con cui i film vengono esaminati in censura, ma che ci lascia ancora più sconcertati se si pensa che Krampack è stato presentato e accolto con un lungo applauso nella sezione Eventi Speciali proprio a Giffoni 2000 – l’annuale appuntamento con il festival Internazionale del Cinema per i ragazzi e la gioventù – e che la stessa giuria di Giffoni, composta da circa 900 ragazzi ha anche assegnato a Fernando Ramallo, che interpreta in Krampack il ruolo del sedicenne gay, il premio come Giovane Talento Europeo.

Paradosso questo tutto italiano. Un film può andare ad un festival per ragazzi, essere applaudito e premiato ma avere successivamente un divieto di proiezione nelle sale cinematografiche per la tutela del minore stesso.

Fin dalla sua prima applicazione (dpr 11 novembre 1963, n. 2029) la legge sul diritto di censura sulle opere teatrali e cinematografiche ha dato ampio risalto ai criteri ai quali bisogna attenersi per ritenere un’opera non adatta al pubblico dei minori, e oggi, dopo varie oscillazioni, la concezione di "buon costume" è legata esclusivamente alla sfera del pudore sessuale.

Per unanime consenso di dottrina e giurisprudenza sono ritenute manifestazioni contrarie al buon gusto tutte le "perversioni dei costumi", cioè tutti i comportamenti anomali e socialmente condannabili.

E’ questo il motivo per cui nove film su dieci che parlano di storie tra gay ricevono il divieto ai 14 anni ed è per lo stesso motivo che ci si accanisce di meno con storie "eterosessuali".

Tutto dipende da quanto distante sia il limite di ciò che è culturalmente accettabile e socialmente assimilato come norma.

Se pensate ad almeno dieci film di argomento omosessuale degli ultimi anni, potrete verificare che quasi tutti sono stati vietati. Boys Don’t Cry (18anni), Segunda Piel (14anni), Velvet Goldmine (14anni), Il Fantasma (18 anni), Camere e corridoi ( 14 anni), La legge del desiderio (18anni), Querelle de Breast (18anni), My Beautiful Laundrette (14anni), Go Fish (14 anni), Butterfly Kiss (14anni), per citarne alcuni.

Ma possiamo biasimare i membri della commissione censura? Forse hanno interpretato male il comune senso del pudore? In fondo la commissione è lo specchio di questo Paese, in cui sicuramente non siamo ancora nella condizione di dire che un bacio tra due uomini sullo schermo non crea risatine e reazioni isteriche nelle sale, o che non si esprime molto spesso ad alta voce il dissenso.

Sicuramente è più irritante l’ipocrisia di fondo che si nasconde dietro la tutela della sensibilità del minore e il punto di vista tutto "eterosessuale" che esclude a priori che un minore possa essere omosessuale, con un gran bisogno di storie in cui potersi identificare.

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In seguito alla presentazione di due disegni di legge al Senato (nn. 3112 e 3180) e di un progetto di legge alla Camera dei deputati (n. 4637), pare che il Parlamento si accinga ad intervenire sull’istituto della censura cinematografica. La proposta più articolata è stata presentata dall’ex ministro per i Beni Culturali Walter Veltroni, che propone di abolire la possibilità riconosciuta fino ad oggi di negare perfino il nulla osta alla proiezione in pubblico di un film ( "Ultimo Tango a Parigi " non fu per anni proiettato in Italia e a Bertolucci fu negato persino il diritto di espatrio e di voto), ma lascerebbe inalterato il diritto della commissione censura di vietare una proiezione ai minori di 14 o di 18 anni. Speriamo che l’attuale ministro Melandri si spinga oltre.

Partecipa alla discussione su Kràmpack nel Forum di Gay.it.

di Rocco Messere

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