PARAGRAFO 175, PER NON DIMENTICARE

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Esce a New York il film-documentario con Rupert Everett, per la regia di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, premiato ai festival di Berlino, Torino, Milano, San Francisco. Parlano...

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Entrando in una piccola sala nel Greenwich Village qui a New York per la proiezione del film-documentario "Paragrafo 175" dei registi Rob Epstein e Jeffrey Friedman credevamo di sapere… Nazismo, omosessuali, campi di concentramento, triangoli rosa… Avevamo letto libri, sentito storie, eravamo documentati. Poi si spengono le luci. La voce gentile di Rupert Everett inizia a narrare mentre lo schermo si riempe delle immagini della Berlino della Repubblica di Weimer e di quelle della Berlino rasa al suolo dai bombardamenti alla fine della seconda guerra mondiale. Pochi anni racchiusi dalla parentesi di un incubo.

Paragrafo 175. E" il paragrafo del Codice Penale Tedesco che criminalizzava l"omosessualità maschile fin dal 1871. I nazisti lo inasprirono, servendosene per perseguitare e arrestare piú di 100.000 uomini gay. Di questi, almeno 15.000 furono mandati nei campi di concentramento tra il 1933 e il 1945. Dei pochissimi sopravvissuti, soltanto 9 erano ancora in vita ai tempi delle riprese di questo film.

Rob Epstein (The Celluloid Closet – The Times of Hervey Milk) e Jeffrey Friedman (The Celluloid Closet) hanno messo davanti alle telecamere cinque di quei nove sopravvissuti, tutti in età compresa tra i 76 e i 94 anni, i cui nomi abbiamo voluto mettere ad apertura di questo articolo. Credevamo di sapere, dicevamo. Sbagliavamo. Non avevamo ancora visto le labbra tremare e gli occhi bagnati di Heinz F. quando ricorda i compagni morti nel lager ed il dolore misto a pudore per non essere riuscito a parlare con suo padre di quello che gli era successo. Non avevamo ancora ascoltato la voce sicura di Gad Beck rompersi al ricordo del sacrificio del suo amante che rifiuta di salvarsi la vita per restare accanto alla sua famiglia ebrea prigioniera delle SS. Non potevamo immaginare l"orrore che Pierre Seel rivive raccontando di quando, diciassettenne, venne portato in un campo di concentramento e lí seviziato, torturato, stuprato e infine forzato ad essere testimone dell"assassinio brutale del suo amante.

I cinque uomini vengono invitati a parlare da Klaus Muller, un giovane storico tedesco del US Holocaust Memorial Museum e che lavora da molti anni sulle persecuzioni di omosessuali ad opera dei nazisti.

Nel documento filmato non ci sono solo lacrime, sofferenze, vite spezzate. I protagonisti raccontano anche della loro vita prima e dopo il nazismo. Ecco allora Heinz Dormer. Ricurvo su se stesso, cammina a piccoli passi insicuri nella stessa casa di allora, facendo rivivere quelle stanze dei ricordi di feste affollate da soli ragazzi. Gli occhi si illuminano quando si rivede, giovanissimo, nei boy scout, parlando della gioia e della libertà dell"amore virile che durò finché i nazisti sciolsero quelle organizzazioni. Erano ormai i tempi delle camicie brune. Dormer continuò ad essere arrestato per omosessualità anche dopo la fine della guerra e dopo che era sopravvissuto al campo di concentramento. Hitler era morto ma gli omosessuali rimanevano criminali. Nella Repubblica Federale Tedesca (Germania Ovest) infatti il paragrafo 175 (nella versione hitleriana) continuò ad essere legge dello Stato fino al 1970. La versione pre-nazista dello stesso paragrafo fu abrogata nella Germania Est nel 1969. Heinz Dormer subí l"ultimo arresto nel 1963. Nel 1982 chiese al Governo Federale una riparazione. La sua richiesta fu respinta.

"Tutti sanno che sono omosessuale". Sono le parole di Albrecht Becker, interrogato dalla polizia tedesca nel 1935 per sospetti di violazione del paragrafo 175. Becker fu fortunato. Nessun campo di concentramento per lui. "Solo" tre anni di prigione. Quando uscí dal carcere entrò nell"esercito. "Lí è dove erano tutti gli uomini".

Siamo usciti dal cinema in silenzio. La gola pesante, la rabbia che gelava le lacrime. Cinque uomini. Cinque storie. No, noi non dimenticheremo. E vogliamo chiudere con le parole che siamo andati a rileggere nel libro-testimonianza "Il Triangolo Rosa" di Richard Plant. "In molti modi, gli spettri del Terzo Reich ancora ci perseguitano – non perché alcuni vecchi nazisti possono essere nascosti in Sud America e non perché gruppi di giovani nazisti cercano attenzione con ideologie ed emblemi di svastiche riciclate. Gli spettri iniziano a tornare in vita ogni qual volta fondamentalisti fanatici di qualsiasi setta – religiosa o secolare – prendono il sopravvento di una nazione e invocano una guerra santa contro le sue piú vulnerabili e vilipese minoranze".

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Gad Beck – Heinz Dormer – Pierre Seel – Heinz F. – Albrecht Becker. Grazie. Grazie per aver parlato.

PARAGRAFO 175

USA 2000 – Documentario 1 hr. 21 min.

Diretto da: Jeffrey Friedman e Rob Epstein

Starring: Rupert Everett

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