IL PIÙ VECCHIO FUMETTO GAY

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Leonard and Larry, coppia innamorata dal 1984

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Per la gioia di tanti, da questa settimana inizieremo a parlare anche di tutti quei fumetti a tematica gay e lesbica che non sono mai arrivati in Italia, ma che è possibile visionare (almeno in parte) grazie al web. Il primo titolo che segnaliamo non poteva che essere il fumetto gay che a tutt’oggi detiene il primato di "anzianità" nel suo genere, ovvero le striscie di "Leonard and Larry" di Tim Barela, pubblicate senza interruzioni (seppur su varie riviste gay, tra cui "The Advocate" e "Gay Comix") dal lontano 1984.

L’autore è stato uno dei primi ad usare un formato "convenzionale" come quello delle comic strip per realizzare una sit-com incentrata su una coppia di gay rappresentata in maniera realistica, e il riscontro ottenuto gli ha dato ragione. Leonard Goldman e Larry Evans vivono insieme a West Hollywood, dove il primo fa il fotografo e il secondo ha un negozio di articoli leather e s/m. La riuscita della serie non è tanto dovuta alle situazioni, quanto ai caratteri dei protagonisti e al numerosissimo cast di personaggi comprimari che sono uno dei punti di forza della serie: uno dei concetti di base che Tim Barela vuole esternare è proprio quello della "famiglia allargata", come elemento portante della vita di un gay.

La loro vita di coppia, infatti, trascorre fra cugini, vicini, parenti e amici, nonchè con la ex- moglie di Larry e i due figli che ha avuto da lei, uno dei quali con gli anni si scoprirà gay a sua volta: un’ altra particolarità di questo fumetto è che i personaggi invecchiano in tempo reale, e se quando si sono visti la prima volta (nella metà degli anni ’80) erano una coppia sulla trentina, attualmente Leonard e Larry sono due gay alle prese coi problemi della mezza età (con tanto di pancetta e calvizie in agguato) e con le situazioni derivanti dall’avere una "famiglia allargata" che cresce con loro (memorabile la sequenza in cui il figlio gay di Larry decide di avere un figlio dalla sua amica lesbica).

Nonostante abbia quasi vent’anni alle spalle, questa serie si è sempre saputa mantenere fresca e, grazie anche ai tanti personaggi, gli spunti narrativi non sono mai mancati: fra litigi, tenerezze, riconciliazioni, night club e un po’ di cruising, la vita di Leonard e Larry continua imperterrita a regalare emozioni e divertimento a tutti i suoi lettori, che sono letteralmente "cresciuti" assieme ai personaggi del fumetto.

Per la caratterizzazione grafica dei due protagonisti, Tom Barela ha voluto assecondare la sua passione per gli "orsi" (è iscritto a diverse associazioni di "orsi" statunitensi egli stesso), che avevano iniziato ad andare di moda proprio negli anni in cui la sua striscia aveva visto la luce, ed è lui stesso a dire che in un certo senso proietta nella storia le proprie esperienze e la propria "crescita" individuale.

Per quel che riguarda il sesso, Tim Barela è stato forse uno dei primi autori gay a lasciarlo fuori dalle sue striscie: le effusioni e le tenerezze non mancano, ma in un’ intervista ha spiegato che per lui era una cosa scontata, e che comunque preferiva lasciare questo aspetto all’immaginazione del lettore (a differenza della maggior parte dei fumettisti e illustratori suoi colleghi).

Dal 1999 questo fumetto è pubblicato sulla rivista statunitense "Frontiers" (http://www.frontiersweb.com/), e sul sito di quest’ultima è possibile visionare l’ultima strip (all’indirizzo http://www.frontiersweb.com/v20iss06/ll.htm), per vedere l’archivio (limitato però alle ultime dieci uscite) avete a disposizione il sito ufficiale http://www.leonardandlarry.com/ , dove potete trovare anche una lunga intervista all’autore e diverse altre cose interessanti, tra cui i link per ordinare i tre books che raccolgono tutte le strips uscite finora: se l’inglese non vi spaventa, potreste farci un pensierino…

In ogni caso è emblematico constatare che nonostante la validità e l’indubbia originalità di questo fumetto, in quasi venti anni di vita editoriale non c’è stato un editore italiano che abbia anche solo iniziato a tradurlo: purtroppo le case editrici più tradizionali hanno sempre avuto delle remore a considerare le potenzialità di fumetti di questo tipo, mentre le case editrici "specializzate" in prodotti gay raramente si discostano dai soliti clichè pornografici, e se lo fanno tendono a non guardare più in là del loro naso.

Resta il fatto che se una striscia a tematica gay può festeggiare la sua maggiore età è sicuramente un buon segno, che lascia ben sperare per il futuro di questo genere, ancora così nuovo e tutto da esplorare.

di Valeriano Elfodiluce

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