L’arte Newyorkese sbarca a Roma grazie al Macro

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Apertura con il botto per il Macro, Museo d’Arte Contemporanea della capitale, che da sabato ospita il New York Minute, pronto a portare in città le nuove tendenze...

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Ha inaugurato sabato la mostra-evento “New York Minute", ospitata dal MACRO, Museo d’Arte Contemporanea situato nel quartiere di Testaccio, all’interno dell’area dell’ex Mattatoio di Roma, sino al 1° novembre del 2009.

La mostra, curata da Kathy Grayson, presenta un affiatato gruppo di sessanta artisti della scena newyorchese. Una comunità allargata che cattura la drammaticità, il rischio, la velocità e il dinamismo delle diverse scene creative di New York.

Lo spirito comunitario dello show è evidenziato dalle installazioni di grandi dimensioni ideate da più artisti ospitati a Roma per l’occasione. L’estetica e l’atmosfera dell’allestimento saranno create dal designer Rafael de Cardenas.

Una serie di eventi collaterali, organizzati in collaborazione con NERO Magazine, tra cui concerti, screenings e performances renderanno la mostra ancora più viva. Il MACROFuture di Testaccio, in tendenza con la linea curatoriale del Direttore Luca Massimo Barbero, votata alla trasversalità e polimorfia del contemporaneo, offre la sede ideale per questo grande evento internazionale.

L’espressione “New York Minute” si riferisce alla velocità con cui i newyorchesi reagiscono agli stimoli, in un misto di impazienza, ingenuità e grande prontezza. I 60 artisti in mostra rappresentano una risposta veloce e ingegnosa al panorama culturale di oggi e alle questioni specifiche della loro generazione. Il loro lavoro esplora alcune delle principali tendenze del nuovo modo di fare arte a New York: svecchiare l’action painting e l’astrazione con la durezza della vita di strada; sintetizzare la cultura pop in artefatti artigianali e sinceri; spingere il concettuale verso vie nuove e assurde; organizzare collettivi e portare l’arte interdisciplinare in tour; trasferire l’attitudine punk all’assemblaggio, al collage e alla scultura.

Queste nuove tendenze sono genericamente riassunte nella mostra in tre diverse categorie: ‘street punk’, ‘wild figuration’ e ‘new abstraction’. Tra gli artisti che esemplificano la tendenza ‘street punk’ troviamo Dash Snow, Terence Koh, Nate Lowman, Aurel Schmidt, Agathe Snow, Hanna Liden e molti altri. Essi trasformano l’energia oscura delle strade in progetti sinceri e provocatori sotto forma di collage, performance, musica e scultura; sono attratti dal pericolo e dall’anarchia dell’ambiente urbano e producono lavori crudi che riflettono questa attrazione.

Gli artisti che lavorano nella modalità della ‘wild figuration’ includono Chris Johanson, AVAF, Paper Rad, Takeshi Murata, Francine Spiegel e molti altri. Prediligono esplosioni di pigmenti prismatici e oggetti fatti a mano o trovati. Usano la grafica e le citazioni del mondo del fumetto, insieme a un immaginario pop di cultura “bassa” per creare nuove raggianti creature. Il loro modo comunitario di lavorare è testimoniato dalla partecipazione a collettivi e gruppi rock.

Un terzo gruppo di artisti esplora la ‘new abstraction’. Alcuni vanno aggiornando l’astrazione della scuola newyorchese con l’energia della strada, come Dan Colen, Rosson Crow o Sterling Ruby; altri, come Tauba Auerbach, Xylor Jane o Ara Peterson, rivitalizzano approcci demodé nei confronti dell’astrazione con nuove visioni dell’era digitale. Lungi dall’essere cerebrali, i nuovi pittori astratti comunicano con urgenza e immediatezza.

Un vero e proprio evento d’arte contemporanea, per quella che possiamo definire una mostra a dir poco imperdibile.

di Federico Boni

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