QUEGLI ANGELI NUDI

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Firenze, in mostra i dipinti di Piero Nincheri: nudi maschili di struggente bellezza, figure cariche di desiderio, corpi di giovani abbandonati, dal sapore mitologico e luciferino. Ecco le...

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FIRENZE. Uomini nudi. Onirici e decadenti. Sono quelli di Piero Nincheri, pittore schivo e riservato, protagonista della scena artistica fiorentina e non solo, negli ultimi decenni del Novecento. I suoi dipinti saranno in mostra dal 10 maggio (inaugurazione alle ore 18) fino al 7 luglio al Museo Marino Marini di Firenze, alla Pieve di San Martino e alla Galleria La Soffitta di Sesto Fiorentino. Una esposizione in tre luoghi, con il titolo “I Corpi Incantati – L’eros, il desiderio e l’assenza nella pittura di Piero Nincheri, 1940 – 1999”: quasi un itinerario per scoprire questo particolarissimo autore toscano scomparso nel 1999, antimodernista e figurativo per eccellenza storica ed artistica.

La pittura di Piero Nincheri si nutre di eros e desiderio, ma non lo sublima: ama piuttosto corrispondere al vero, alla figura, senza astrattismi, virando piuttosto verso la stilizzazione che realizza un’ideale immagine del desiderio. Corpi di giovani abbandonati in ambientazioni dal sapore mitologico, angeli caduti, figure maschili cariche di desiderio sono al centro dell’opera di Nincheri, costruita essenzialmente su un mito personale, il mito della caduta: quel senso di angelicità precipitate in basso, di possanza decaduta, di diabolicità imposta e subita per una smemorata perdita delle ali, di un paradiso perduto che balugina per lame di luce nelle tenebre.

Nelle maggior parte delle sue opere, Nincheri ritrae con consapevole vena romantica solo nudi maschili di struggente bellezza. In questi ritratti, la defunta gloria del corpo è affidata all’ornamento, alla decorazione, all’addobbo: ai peneri e agli stracci, ai turbanti, alle capigliature artefatte e debordanti. Ma, se da un lato, questi orpelli fanno luccicare una ricchezza d’altri tempi, dall’altro, nobilitano corpi, altrimenti, letteralmente, insignificanti. Fanno da sfondo alle amate figure un sillabario di luoghi squisiti e perversi: giardini magici, prati fioriti, paludi luminescenti, vasche a conchiglia depositarie di misteriosi tesori di luce, immense notti stellate, abitate dai soliti angeli decaduti.

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