Stati Uniti: le persone transgender sono raddoppiate in soli 10 anni

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I giovani sono i più propensi a rivelare la propria identità, per via di molteplici fattori. In Italia la situazione non è così rassicurante.

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Quasi un milione e mezzo di persone, nei soli Stati Uniti, si identificano come transgender. Lo studio è stato realizzato dal Williams Institute alla UCLA School of Law: la percentuale di persone transgender è dello 0,6 % della popolazione americana. Perché è importante una stima numerica della popolazione trans? Perché qualsiasi legge, qualsiasi politica deve fare i conti con un numero concreto di persone. A partire dalla (assurda) “guerra dei bagni” in North Carolina, che vede fondamentalisti di destra opporsi all’uso del bagno scelto dalle persone trans.
La ricerca inoltre riporta i numeri anche all’interno dei singoli Stati americani. Hawaii, California, Georgia, New Mexico Texas e Florida sono gli Stati con più alto numero di persone transgender (dallo 0,7 allo 0,8 %).

Dall’altra parte dello spettro North Dakota, Iowa, Wyoming, Montana e South Dakota hanno le percentuali più basse, intorno allo 0,3%. Sono i giovani i più aperti a dichiarare la loro identità sessuale: nella fascia 18-24 la percentuale trans è dello 0,7%, che scende fino allo 0,5 degli ultra 65.

La stima di 1,4 milioni è raddoppiata rispetto a solo 10 anni fa. A favore di questo ci sono vari motivi, tra cui una visibilità maggiore, una maggiore accettazione sociale e soprattutto vari interventi di leggi a tutela dalle discriminazioni.

In Italia si stimano circa 40mila persone trans, con un tasso di crimini nei loro confronti altissimo. Le ultime statistiche parlano di 285 omicidi nel 2012 e 238 nel 2013. Numeri impressionanti rispetto al gruppo di riferimento.

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