Il mondo gamer raccontato da Jessica G. Senesi: tra autoironia e inclusività

La TikToker e attivista ha chiacchierato con Gay.it di social più comodi di altri, rappresentazioni che ci hanno stufato, e come gestire il paternalismo dei boomer.

ascolta:
0:00
-
0:00
@spartaco._
@spartaco._
6 min. di lettura

Per Jessica Giorgia Senesi sta tutto nel tono di voce: le basta un attimo per capire se sei davvero interessato a quello che ha da dire o se lo stai facendo apposta per provocarla. All’arroganza, lei si gioca la carta dell’ironia: l’arma perfetta per mandare in cortocircuito l’interlocutore. Pratica che tornerà famigliare a parecchie persone queer  stufe di fornire inutili spiegazioni, ma che lei ormai ha imparato ad allenare negli anni: creator, streamer e attivista, Jessica sa cosa significa farsi strada tra troll e commenti indesiderati, ma sa anche cosa vuol dire costruire una comunità sensibile e fedele, fuor e dentro le pareti virtuali.

Ha iniziato a parlare di videogiochi su Youtube a sedici anni, per poi allargare il campo a molto altro: fumetti, cinema, serie tv, e anche un percorso di affermazione di genere. Oggi che ha 24 anni, ad ascoltarla ci sono 62K Followers su Instagram, 249.2K seguaci su TikTok, e oltre 15.000 iscritti sul canale YouTube. Poi sono arrivate anche le chiacchierate con Bianca Balti, le copertine su Vanity Fair, ma il suo approccio rimane lo stesso: raccontare quello che per lei è importante, con una leggerezza che non diventa mai superficialità. A quella narrazione che vorrebbe il mondo gamer una realtà stereotipicamente misogina e fallocentrica, Jessica offre un altro punto di vista: che sia nei giochi di ruolo o nelle serie tv, i personaggi di finzione le hanno permesso di coltivare la propria essenza, e scandire le tappe di una crescita continua. Ma anche usare quella piattaforma per sensibilizzare chi ascolta e dar voce ad una community sempre più stratificata e inclusiva.

Oggi è punto di riferimento per tante persone che vorrebbero viversi la propria identità senza renderla un affare di Stato e godersi le proprie passioni in piena libertà e rispetto reciproco.

Insieme abbiamo chiacchierato di questo, e non solo.

Tra TikTok, Instagram, o Youtube, dove ti senti più a tuo agio?

Instagram è quella dove ho passato più tempo. TikTok è quella dove vedo più possibilità. Ma sono app parecchio diverse: su Instagram interagisco di più tramite stories e messaggi, su TikTok invece sento che posso postare in modo più naturale e spontaneo.

Spesso sento che su TikTok si crea più facilmente il senso di ‘community’ rispetto Instagram. È così?

Sì, perché Instagram sembra un po’ più serio e, appunto, impostato. Mentre TikTok facilita la spontaneità. Certo, hai meno ‘mezzi’, ma le persone si abituano ad un approccio più naturale. Diciamo mi trovo bene su entrambe, ma per motivi diversi.

Nel bene o nel male, i social network talvolta possono essere asfissianti, e ci sono sempre più persone che sentono il bisogno di ‘ staccare’ per preservare la propria salute mentale. Tu come fai a gestirli?

Io lo faccio spesso. Mi prendo talvolta giornate intere e lo dico anche direttamente ai miei followers: oggi facciamo una pausa. Soprattutto quando fai parte di una comunità marginalizzata, inevitabilmente arrivano quelle giornate dove sei sommersa da insulti o commenti negativi o frecciatine. In quelle giornate devo essere trasparente con la mia community: se c’è qualcosa che non mi fa star bene, scrivo che quel giorno devo allontanarmi.

È anche questo il bello del costruire una comunità fedele e non troppo attaccata all’algoritmo, no?

Sì, infatti quando resto lontana dai social mi dispiace lasciare messaggi in sospeso. Magari smetto di guardare i post e cerco di rispondere e aiutare in qualche modo se riesco. Talvolta basta davvero poco.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Jessica G. Senesi (@jessicagiorgiasenesi)

Tu sei gen Z , giusto?

1998. Sono un po’ una terra di mezzo.

Perdi ancora tempo a discutere con il paternalismo delle altre generazioni o getti la spugna?

Dipende tutto da come mi chiedono le cose. Se intuisco che non c’è una vera spinta a comprendere, migliorarsi, o aggiungere qualcosa alla loro conoscenza, ma  vedo solo negatività, arroganza, e prepotenza, allora  lascio perdere. Con alcune persone per quanto puoi impegnarti non raggiungerai mai un punto d’incontro. Spesso e volentieri se mi fanno un commento super cattivo, ci creo un contenuto un po’ divertente e provocatorio: magari quella persona non capirà comunque niente, ma magari per qualcun altrə riesce a capire. Per me è la chiave di svolta.

A proposito di spontaneità: solo a me sembra che tra persone LGBTQIA+ c’è questa responsabilità maggiore ad educare chi ci ascolta? E se facciamo passi sbagliati, pesano più degli altri? Quasi come se non avessimo  il privilegio dell’ambivalenza o della contraddizione.

È un po’ il problema dell’esporsi pubblicamente come persona appartenente alla comunità. LLa gente ti prende come un’Enciclopedia vivente e pensa che sai tutto, che ti impegni e sei preparata sotto ogni punto di vista, ma in realtà non è così. Io faccio parte della comunità ma questo non dà per scontato che sono 100% informata su tutto: se decido di parlare di determinati argomenti, è per portare il mio contributo. Mi impegno tanto, ma  non per questo sono automaticamente rappresentante di ogni soggettività.

Anche nella vita quotidiana, ti capita mai che certe persone ti prendono come Manuale della Storia LGBTQIA+? Quando magari vuoi solo chiacchierare del più e del meno, senza per forza fare riferimento alla tua transizione o coming out.. 

Sai quando succede spesso? Con i parenti. Pure se glielo dici diverse volte, capita. Ma credo ci sia un problema proprio alla base: non è così facile informarsi e Internet potrebbe essere un luogo molto confusionario. Anche quando si cerca di affrontare questi argomenti in tv, viene fatto male o inserendo  dall’altra parte una controparte che si oppone per metterti la pulce nell’orecchio, senza sapere davvero di cosa stanno parlando. Non c’è preparazione, e per le persone che non sono parte della comunità questo crea confusione e magari genera anche ostilità basate su dati inesatti e poco chiari.

Da persona non binaria, mi ritrovo spesso a mettere in discussione tanti aspetti e costrutti che ci hanno inculcato negli anni. Sembra che se ti senti in un modo, automaticamente c’è la pressione ad esprimerti in quell’unica forma che ti hanno insegnato. Ma la realtà è più complessa, non trovi?

Perché se non ti definisci in qualche modo, loro si perdono. Ma magari qualcunə non sente l’urgenza di  definirsi in qualche modo preciso. E lor questo non sanno rispettarlo. Sempre perché c’è tanta ignoranza ma anche tanta difficoltà ad empatizzare con le persone: non devi capirmi, ma solo accettarmi – che sono due cose molto diverse. Qual è lo scopo di fare pressione sull’alltrə? Cosa ti cambia ad avere una risposta precisa? L’importante è che quella persona trovi sé stessa, con i suoi tempi. Io l’unica cosa che posso fare è rispettarla, ma non ‘inscatolarla’ a sua volta.

@spartaco._
@spartaco._

Com’è far parte del mondo gamer dalla tua prospettiva?  Hanno fatto passi in avanti in termini d’inclusività?

Sicuramente ha basi estremamente misogine e sessiste, ma stanno facendo tantissimi miglioramenti negli ultimi anni. Ci sono giochi apertamente a sostegno della comunità e che cercano di rappresentarla e rispettarla in ogni modo possibile. Inizialmente magari c’era solo qualche personaggio gay messo qua e lì, oggi abbiamo anche personaggi trans*, o non binari, o pansessuali, o qualunque altra soggettività Faccio sempre l’esempio di Apex Legends, che sembra il classico battle royale, ma in realtà fin dal suo lancio ha avuto personaggi appartenenti alla comunità.  In The Sims qualunque personaggio può vivere una gravidanza – anche quellə che canonicamente non potrebbero – e presta attenzione a dettagli piccoli ma importanti, come le cicatrici delle operazioni.  Oppure Rainbow Six che è un FPS strategico con due personaggi transgender.

Penso sia anche questo il bello, no? Non relegare personaggi LGBTQIA+ solo in specifiche cornici narrative, ma anche in contesti che non ci aspettiamo.

Penso sia molto importante. Servono rappresentazioni diverse perché moltə di noi giocano a cose diverse. Quando non c’erano queste rappresentazioni, era anche un po’ difficile sentirsi accoltə in quell’ambiente perché vedevi solo il solito maschio alfa: magari ti piaceva il gioco, ma non volevi interpretare quel ruolo. Adesso invece ci sono più possibilità che aggiungono solo, senza togliere niente a nessunə.

Quali aspetti della rappresentazione trans* nei media ti hanno stufato? E cosa vorresti vedere di più?

Io sono estremamente stanca delle persone trans* rappresentate solo come vittime. Come se la loro vita fosse eternamente condannata. Tra le eccezioni oggi mi vengono in mente Sex Education o Heartstopper: sono tra i pochi casi dove i personaggi trans* non sono cronicamente depresse, ma adolescenti che vivono la loro identità e i loro problemi come chiunque altro, e con un’energia positiva. Penso che personaggi così sappiano dare molta più speranza alle persone, senza spettacolarizzarne la sofferenza.

E di Euphoria, che ne pensi?

Sono grandissima fan di Hunter Schafer e ho apprezzato tantissimo che non hanno messo un fulcro sul suo percorso di transizionee: anche Jules è presentata come un’adolescente qualsiasi, sappiamo gradualmente che è trans*, ma non è il fine principale. È un personaggio completo, con tanto altro oltre la su identità di genere. E questo l’ho apprezzato davvero tanto.

Prima di salutarci. Mi dici qualcosa che vorresti portarti dietro quest’anno e qualcosa che vorresti lasciare indietro?

Nel 2023 mi è sembrato di stare agli Hunger Games, e sopravvivere cercando di uscire costantemente da un’arena. È un po’ così quando lavori  in questo ambiente, ma sono cresciuta molto. Lascio indietro le persone che vogliono solo sfruttarti o risucchiarti. E porto con me tutte quelle consapevolezze che mi permettono di continuare a crescere.

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Ricky Martin: "Se avessi fatto coming out nel 1999 credo che non avrei avuto lo stesso successo" - Ricky Martin per GQ - Gay.it

Ricky Martin: “Se avessi fatto coming out nel 1999 credo che non avrei avuto lo stesso successo”

Culture - Redazione 23.2.24
Foto: SchiDechDaily

Parità di genere nella Preistoria? Le donne erano cacciatrici come gli uomini (e anche meglio!)

News - Redazione Milano 20.2.24
Roberto Vannacci

Roberto Vannacci avrebbe truffato lo Stato secondo l’indagine della procura militare

News - Giuliano Federico 24.2.24
Lux Pascal, la sorella di Pedro Pascal nel cast di Summer War. Sarà il suo primo film dopo il coming out - Lux Pascal e Pedro - Gay.it

Lux Pascal, la sorella di Pedro Pascal nel cast di Summer War. Sarà il suo primo film dopo il coming out

News - Redazione 23.2.24
Amici 23, tutti gli allievi al Serale

Amici 23, da Dustin a Holden: tutti gli allievi al Serale

Culture - Luca Diana 25.2.24
adolescente-non-binari-aggressione-oklaoma (1)

USA, Nex Benedict, sedicenne non binariǝ, muore dopo un’aggressione transfobica a scuola

News - Francesca Di Feo 21.2.24

I nostri contenuti
sono diversi

@mattheperson

Una chiacchierata con Matt Taylor, tra TikTok e queerness

Culture - Riccardo Conte 13.2.24
Orlando Pride 2023, in 200.000 a sfidare Ron DeSantis con una ragazzina trans di 11 anni in prima fila - Dempsey Jara Orlando Pride - Gay.it

Orlando Pride 2023, in 200.000 a sfidare Ron DeSantis con una ragazzina trans di 11 anni in prima fila

News - Redazione 24.10.23
kenya lgbt tiktok

TikTok collabora con il governo del Kenya per vietare tutti i contenuti LGBTQIA+

News - Redazione 28.9.23
One Piece, tuttə pazzi del live-action e di Morgan Davies, attore trans co-protagonista - ONE PIECE n S1 00 27 15 20RC1 - Gay.it

One Piece, tuttə pazzi del live-action e di Morgan Davies, attore trans co-protagonista

Serie Tv - Redazione 11.9.23
mit

Il MIT ha bisogno d’aiuto: partecipa alla raccolta fondi

News - Redazione Milano 19.10.23
Lady Gaga, l'emozionante discorso a sostegno delle persone trans. Il video è virale - lady gaga - Gay.it

Lady Gaga, l’emozionante discorso a sostegno delle persone trans. Il video è virale

Musica - Redazione 4.9.23
adescatore pedofilo

Ecco come adescava minorenni su TikTok e Instagram per ricattarli a fini sessuali: arrestato

News - Redazione Milano 29.8.23
Hunger Games, Hunter Schafer e la rappresentazione trans nel prequel - Hunger Games Hunter Schafer e la rappresentazione trans nel prequel - Gay.it

Hunger Games, Hunter Schafer e la rappresentazione trans nel prequel

Cinema - Redazione 15.11.23