FERRAGAMO, LE SCARPE DELLE STAR

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Una mostra a Firenze al museo della calzatura. Regine, nobildonne, first ladies, ballerine, attrici di teatro e di cinema, messe in vetrina attraverso le loro scarpe. Da Gloria...

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Scarpe in vernice nera col tacco a stiletto, anfibi con la para a “carro armato”. Due tipi di scarpa completamente differenti amati da feticisti, etero e gay è indifferente, che usano questo accessorio per giochi erotici senza limiti.

Oggetti che da sempre hanno rappresentato un interesse, alle volte eccessivo, da parte di grandi donne dello spettacolo, della politica, del jet set internazionale. Un’arma per sconvolgere i sogni di tanti, tantissimi uomini. Un oggetto, che più di altri, ha sempre rispecchiato il carattere e la personalità di chi lo indossa.

Gloria Swanson e Claudette Colbert le sceglievano classiche. Marlene Dietrich chiedeva soltanto modelli di tendenza che indossava al massimo due volte. La duchessa di Windsor ogni anno ne ordinava bicolori per la primavera-estate e in un’unica tinta per l’autunno-inverno. Ingrid Bergman si sentiva a suo agio soltanto con i tacchi bassi. La ballerina Alicia Markova le portava esclusivamente con il tacco alto. Evita Péron le prediligeva in materiali preziosi, pellami esotici, soprattutto se provenienti dal suo paese, l’Argentina. Claretta Petacci le amava più di qualsiasi altro capo di abbigliamento. Marilyn Monroe indossava solo quelle con la punta sfilata e il tacco a spillo di 11 cm. Greta Garbo non sarebbe stata la stessa senza le scarpe di stile maschile che quasi sempre indossava. Ogni donna uno stile.

Dopo quello di Audrey Hepburn, esaltato in una mostra a lei dedicata lo scorso anno, ecco che giovedì 25 maggio il museo della calzatura della Salvatore Ferragamo, in via de’Tornabuoni, inaugura un’altra affascinante esposizione dal titolo “Scarpe famose al museo”. Calzature storiche realizzate da quel “calzolaio delle dive” per personaggi molto diversi tra loro accomunati da un unico comun denominatore: la fantasia.

Regine, nobildonne, first ladies, ballerine, attrici di teatro e di cinema, messe in vetrina attraverso le loro scarpe. I loro gusti e la loro personalità indagati e raccontati attraverso quelle calzature che hanno indossato. Quasi mai la preferenza di un modello è dettata solo dalla necessità e dalla funzione. I tacchi alti, che mettono in risalto le caviglie e l’andatura, sottolineano la femminilità; quelli bassi indicano una vita dinamica e sportiva. C’è chi adotta gli uni e gli altri, c’è chi per tutta la vita sceglie sempre lo stesso tipo di calzatura. Ma in ogni caso nell’acquisto si riflette la personalità, le proprie emozioni, la propria indole caratteriali. Come quella australiana che nel 1956 commissionò a Ferragamo un sandalo in oro a 18 carati. Senza ombra di dubbio ricchissima, sicuramente volgare ed esibizionista.

La mostra allestita seguendo un ordine cronologico si apre con un’ampia sezione dedicata agli anni Venti e al cinema hollywoodiano. Sono i modelli più estrosi della collezione, prevalentemente sandali da sera, creati per le attrici del cinema muto. Il cinema inizia in quel periodo a rivestire un ruolo importante nel divulgazione della moda. Non esiste la televisione, ancora non tutte le donne leggono le riviste femminili, ma il cinema è già diventato un mezzo di comunicazione molto popolare, che aiuta a diffondere con grande velocità look e tendenze.

Un percorso nella storia della vita di questa azienda che viene ripercorsa fino agli anni Sessanta e Settanta con modelli pensati per Brigitte Bardot, Claudia Cardinale, Virna Lisi e per la Casa reale inglese. Tra i modelli in esposizione sono le scarpe di “Evita” di Alan Parker e di “Ever after. A Cinderella story” di Andy Tennant insieme agli ultimissimi modelli indossati da Mel Gibson nel film di Wim Wenders “Million dollar hotel”.

La mostra resterà aperta al pubblico, fino al 2001, dal lunedì al venerdì con orario dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Ingresso via de’Tornabuoni 2, Firenze.

(Catalogo Electa)

SALVATORE FERRAGAMO

Salvatore Ferragamo inizia la sua attività a Santa Barbara in California. Il primo incarico lo riceve dalla America film Company che gli commissiona stivali per i primi Western. Ben presto passa alle calzature per le pellicole in costume e alle ordinazioni private di scarpe su misura da parte delle attrici. Si conquista subito il soprannome di “calzolaio delle dive”. Poco dopo trasferisce il suo nuovo negozio in Hollywood boulevard, l’”Hollywood boot shop”, alla cui festa di inaugurazione arrivano personaggi del calibro di Pola Negri, Mary Pickford, Rodolfo Valentino che insieme a molti altri mandano a Ferragamo fiori e biglietti di felicitazioni. Il successo è oramai esploso.

E’ Salvatore a inventare sempre nuovi modelli e a prendere le misure dei piedi delle sue clienti. E’ sempre lui a trasferirle sulle forme di legno che servono per la costruzione della scarpa. Nei pochi momenti liberi dal lavoro frequenta i corsi di anatomia all’università della California meridionale a Los Angeles. Il suo obiettivo è quello di aumentare la conoscenza sul piede umano per poter realizzare calzature non solo belle, ma anche confortevoli. Un aspetto che fino a quel momento non era stato mai considerato nella storia della scarpa.

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