La migrazione di genere e non solo: torna a Torino il Divine Queer Film Festival

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Dal 10 al 12 novembre la terza edizione della cinerassegna subalpina che esplora il gender, le diverse abilità e la migrazione.

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Il Divine Queer Film Festival di Torino è uno dei festival LGBT indipendenti più originali e meno allineati: esplora i temi fluttuanti di genere, diverse abilità e migrazione.

Si presenta infatti così: Divine nasce dal desiderio di infrangere, attraverso il linguaggio cinematografico, stereotipi, pregiudizi, tabù e paure relativamente alle storie di persone transessuali/transgender, disabili e migranti. Il cinema, attraverso documentari e fiction, diventa opportunità di informazione, comunicazione e formazione su realtà troppo spesso oggetto di stereotipi e pregiudizi”. La sua pecularità, oltre che tematica, è il fatto che la selezione è fortemente improntata a opere dal forte significato sociale-politico, spesso di realtà anche internazionali poco note e ignorate dal cinema mainstream.

La sua terza edizione si terrà nei Laboratori di Barriera di via Baltea 3 da venerdì 10 a domenica 12 novembre e l’accesso alle proiezioni è libero e gratuito. Un bel segnale: per una volta si privilegia la periferia e non il centro città. È organizzato in collaborazione con l’associazione culturale Taksim nata nel 2009 con l’intento di promuovere attività culturali e formative caratterizzate da una forte valenza sociale.

Durante la serata di apertura sarà presentato, in collaborazione col festival Divergenti di Bologna, lo storico documentario del 2005 Screaming Queens di Victor Silverman e Susan Stryker incentrato su un episodio poco noto della nascita del movimento LGBT americano che anticipa di tre anni la rivolta di Stonewall: nel 1966 un gruppo di transessuali reagisce alle violenze della polizia scatenando una rivolta alla Compton’s Cafeteria di San Francisco. Seguirà dibattito con Porpora Marcasciano, presidentessa del Movimento Identità Transessuale, e Cristian Loiacono, attivista dell’associazione LGBT torinese Maurice.

Da non perdere sabato alle 16 il documentario #Direnayol di Ruzgar Buski sul reportage dell’attivista trans Sevval Kilic durante il XXI Pride di Istanbul in cui vengono raccolte diverse testimonianze e riflessioni sulle manifestazioni della rivolta di Gezi Park. Viene presentato così: “Diren Ayol è un turbolento viaggio audiovisivo che testimonia un vento di speranza e solidarietà che vorrebbero essere ricordati nella politica della Turchia di oggi”. Interverrà l’attivista queer Buse Kilickaya dell’associazione lgbt Pembe Hayat di Ankara.

In chiusura, domenica sera alle 19, è possibile recuperare il curioso documentario Varichina di Antonio Palumbo e Mariangela Barbanente sulla vita di Lorenzo De Santis, il primo barese a manifestare pubblicamente e senza inibizioni la propria omosessualità negli anni Settanta. Saranno presenti i registi.

Il terzo Divine Queer Film Festival si concluderà con l’assegnazione di un premio intitolato a uno dei massimi teorici degli studi di genere e attivista gay, il romano Mario Mieli (1952-1983).

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