ANCHE LA FRANCIA HA LA SUA GAY.TV

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Debutterà il 25 ottobre PInkTV, il primo canale tutto omosex d'oltralpe. A presentarlo martedì scorso, il fondatore e la cronista sportiva, una trans in minigonna e tacchi a...

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PARIGI – La cronista sportiva trans indossa una minigonna, il porno è gay, lesbico e bisessuale, e Wonder Woman sarà in onda ogni sera alla sette. Nasce il primo canale televisivo gay francese, PinkTV, e fa subito notizia: i fondatori credono che ci sia un pubblico pronto per il canale, e non solo tra i gay francesi stimati in 3 milioni e mezzo di individui. Pink è «un salto da gigante per la televisione, un piccolo passo in tacchi a spillo», dice il presentatore Eric Gueho in un clip promozionale mostrato durante la presentazione ufficiale del canale, martedì scorso, festeggiata con champagne rosa… «I gay stanno parlando ai francesi. Ma non tutti i francesi parlano ai gay. Ma ciò avverrà». Beh, forse. I nostri cugini d’oltralpe, anche loro a volte sorprendentemente conservatori e in massima parte cattolici, sono ancora divisi quando si parla di omosessualità. Pink prenderà parte al dibattito ma non sarà una tv militante.
L’emittente debutterà il 25 ottobre via cavo e via satellite; l’abbonamento costa 9 euro al mese. Dopo l’esperienza italiana di Gay.tv, i due canali inglesi sulla piattaforma Sky (GayDate TV, un canale di televendita diretta al mondo omosessuale, e GayTV, un canale di soft-porno a notte fonda), Pink è un’esperimento unico nel suo genere, come sottolinea il suo fondatore e presidente Pascal Houzelot. Il canale mira a raggiungere quota 180.000 abbonati, e secondo Houzelot metà del pubblico sarà della regione di Parigi. «Pink arriva al momento giusto – ha detto – c’è un evidente cambio delle mentalità. Abbiamo visto la società che cambiava, abbiamo visto la legge che cambiava… In Francia, possiamo dire che i gay sono passati dall’era della tolleranza all’era della legalità, che significa semplicemente uguaglianza».
Oltre alla dose giornaliera di Wonder Woman e dei cartoon manga giapponesi, Pink propone film, documentari, programmi musicali, video e serie sperimentali come “Queer as Folk”. Ogni lunedì ci saranno anche dibattiti sull’omofobia, le unioni omosessuali, la genitorialità gay e altri argomenti, un talk show ogni giovedì, e film porno – rigorosamente con sesso sicuro – quattro sere alla settimana, dopo mezzanotte.
La cronista sportiva di Pink, Brigitte Boreale, è una transgender: alla presentazione di martedì indossava alti tacchi neri e minigonna, e promette di trattare il mondo spesso machista dello sport «con un angolo d’attacco completamente diverso». E’ anche appassionata di sport marginali come l’hockey subacqueo: «è assolutamente pazzesco» ha detto.
Houzelot annuncia che il 50% circa della programmazione sarà dedicata a argomenti «di diretto interesse o consacrati ai ragazzi e alle ragazze gay». «Forse ci distingueremo nel modo in cui affrontiamo gli argomenti e per gli argomenti che affrontiamo – ha detto – Chiaramente ci indirizzeremo agli omosessuali in prima istanza, ma faremo molto di più e spero che riusciremo a sedurre un pubblico diversificato».

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