MEXICO, SEX & TEQUILA

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Il Viaggio del Mese: gaylife, spiagge caraibiche e città Maya

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"México, lindo y querido…." cosí inizia una della piú famose canzoni popolari ranchere, "bello e amato" perché chiunque abbia la fortuna di visitare questo enorme e multicolore Paese spesso ne rimane perdutamente innamorato.

Out Travel propone il Viaggio del Mese in questo autentico paradiso: a Puerto Morelos, nello splendido Yucatan, presso l’Hotel Casita del Mar.

Di categoria 3 stelle, gestione italiana, è situato direttamente sulla spiaggia. Dotato di piscina e ristorante, la Casita conta 19 camere con servizi privati, aria condizionata e TV. Atmosfera tranquilla e familiare con personale cordiale e pronto a darti tutte le dritte per fare del tuo soggiorno un’esperienza da ricordare. L’hotel è situato infatti in una delle zone più belle del Messico: spiagge caraibiche, e a pochi chilometri escursioni nella città Maya di Chichen-Itza, una delle più belle e meglio conservate

Il Messico offre una scelta sterminata di paesaggi naturali, città, costumi, climi e popolazioni differenti. Città del Messico è un enorme formicaio di 20 milioni di abitanti in perenne movimento, ma a pochi chilometri, a Teotihuacan, le piramide azteche del sole e della luna si ergono in mezzo del nulla. Si puó esplorare la selva di Palenque per ammirare Agua Azul, una spettacolare cascata di color turchese, o fare un giro folklorico-gastronomico nelle città coloniali. Godersi le spiagge caraibiche di Cancun, i tuffi dalle rocce di Acapulco o lanciarsi nei cavalloni del Pacifico a Puerto Vallarta. Perdere la testa per i linementi marcati di un discendente Maya o per la pelle color miele dei "chicos latinos"(stile Luis Miguel).

Insomma anche per il turista gay l’unico rammarico (a meno di non avere vari mesi di vacanza disposizione ) sarà quello di non poter riuscire ad assaporare tutto ciò che il Messico offre.

Ovviamente le città piú grandi offrono una vita gay non molto differente a quella delle città europee. Cosí nella cosidetta "Zona Rosa" di Mexico City, c’è una vasta gamma di locali: tipicamente messicani come la "CANTINA DEL VAQUERO", cabaret come AMAZONAS o CELO2000, discoteche trendy come ENIGMA o TALLER, ritrovi "soft" come la ROCKOLA (mercoledí pomeriggio all’insegna del "impara una coreografia..") o "hard" come il FUCK (domenica notte tutti in mutande!).

Lo stesso vale per le altre città turistiche come Acapulco, Cancun, Puerto Vallarta, Monterrey o Tijuana e basta dare un’occhiata alla rivista SerGay (anche in rete www.sergay.com) per essere aggiornati sul cosa, dove e quando del divertimento gay.

Dal punto di vista omosex peró cè una cosa che distingue il Messico da altri Paesi latini ed è felicemente riassunta in questo famoso detto: "La differenza tra un etero e un gay sono due tequila…". Con la scusa dell’ubriacatura, quindi, le possibilità di incontri occasionali tra persone dello stesso sesso sono numerose e in genere fuori dal giro dei locali. Cosí ad esempio nelle guide gay di Città del Messico sono segnalati in modo particolareggiato molti luoghi di "cruising": non solo i centri commerciali come i VIPS o i SANBORN’S o cinema (una vera e propria istituzione gay sono il Cine TERESA e il Cine NACIONAL), ma persino le stazioni di metro píu gettonate e le linee in cui a partire dalle 10 di sera negli ultimi vagoni c’è molta azione.

Anche se non esistono leggi contro l’omosessualità e le associazioni gay messicane, come il Lamda Mexico o il FHAR (Frente Homosexual de Acción Revolucionaria!!) sono particolarment attive, il Messico rimane un Paese machista dove un comportamento esplicitamente gay non è consigliabile e ovviamente ciò vale maggiormente nelle città piccole o all’interno del Paese. C’è peró una stupefacente eccezione: nella regione di Oaxaca i travestiti (chiamati muxas), vengono considerati una specie di terzo sesso e sono completamente integrati nella società tanto da avere persino una squadra di pallacanestro che gioca nel campionato regionale!

Con un pizzico di discrezione, ogni destino in Messico puó essere una felice scoperta per il turista gay. Guadalajara, per esempio, la città dei "charros", termine che indica l’uomo con sombrero, poncho, camicia ricamata, pantaloni attillati e stivali, emblema del Messico in tutto il mondo (a partire dai cartoni animati di Speedy Gonzales) . Oppure Bonampack, l’antico centro Maya che si trova in mezzo alla selva dove imperano i tucani e i pappagalli multicolori. O Taxco, famosa per l’artigianato di argento e la splendida chiesa barocca di Santa Prisca. O ancora Cuernacava, una delle capitali della squisita cucina messicana che a base di tortillas, nachos, fajitas e guacamole è arrivata anche da noi.

In questo ambito è addirittura eroico chi prova i terribili "jalapeños", peperoncini piccanti che vengono anche utilizzati in divertenti sfide di "virilità": vince il titolo di Mr. Macho chi riesce a mangiarne il maggior numero senza neanche un sorso d’acqua.

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