C’È AMORE PER I TRAV?

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Un giovane lettore: 'Sono gay dichiarato. Anzi, ho una forte componente femminile. Dove posso incontrare partner? E potrò mai avere una storia seria?'. Risponde l'esperto.

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Salve di cuore a chi mi risponderà!
Allora, ho 20 anni e sono giovane si sa! Questo per dire che comunque i miei gusti e rapporti sessuali possono comunque cambiare nel tempo, soprattutto parlando di ruoli attivo o passivo! Perdono se in tal caso sono stato troppo sfacciato o volgare finora!
Sta di fatto che la situazione attuale è un continuo caos! Sono convinto di quello che mi piace e il problema non è essere gay o meno (magari fosse solo quello). A scuola ho fatto il mio coming out a 15 16 anni perlopiù in una scuola di perferia vi lascio immaginare! Tralasciamo questo; comunque secondo me sono un gay trav quindi con una forte componente femminile direi. I miei genitori sanno di me ovviamente ma non che io sia gay trav. Ecco perchè prima ho detto magari fossi solo gay!
Le mie domande sono: un trav dove incontra i suoi partner? Visto che sono o credo di essere un tipo efebico, ci sono parecchi maiali per strada che incontro. Ma ho 20 anni e non voglio darmi ai primi che fanno i maiali e mi seguono anche, a volte! Non voglio! Quindi la prima domanda è dove potrei conoscere le mie avventure amorose? Poi penso che i trav o gay passivi (so che non sono ben visti nemmeno da una parte del mondo gay) non avranno mai una storia seria secondo me! Vi prego fatemi ricredere!
Come ho detto prima potrei anche scoprire in futuro lati da “attivo” ma se le cose non cambiano mi sento doppiamente discriminato perchè i gay passivi cioè come ho letto spesso le checche ecc ecc non sono proprio ben viste! Vi prego di darmi più informazioni possibili circa il mio caso, vi prego davvero!
Vi ringrazio di cuore tanto tanto! un abbraccio!
Ros

Ciao Ros,
è vero che la sessualità è un processo in divenire e che col tempo si cambia, sperimentando nuovi e più articolati modi di essere e di esprimere il nostro erotismo. Da quel che leggo hai trovato, con un certo agio, un modo di esprimere la tua diversità utilizzando gli schemi e gli stereotipi del cosiddetto “femminile”, che nella nostra cultura di comunità si indica con trav. (travestito, queer, en-travestì, femminiello, effeminato, frocia, ecc). Tutte le terminologie sono sempre riduttive per descrivere quello che una persona è, specie se diventano pregiudizi negativi e sottolineano le diversità con forza e irruenza rispetto ad un Modello Comune e Accettato, comunque restrittivo, che ci vuole omologati e tutti uguali; ma sulle diversità noi siamo esperti: pensa te, ci sono pure i gay giacca e cravatta, vedi in Usa negli anni ’70 e a Milano nei vari gaypride ma, come si suo dire: Viva la diversità!
Essendo tu giovane credo non dovresti avere difficoltà a conoscere e forse a inoltrarti in una relazione con qualcuno che condivida serenamente, eroticamente e affettivamente una qualche forma d’intimità; forse essendo in provincia, come accenni, le cose sono sempre più difficili. Lascio a te la ricerca dei luoghi più vicini e appropriati per organizzarti al meglio usando, anche, i potenti mezzi dell’informatica in web.
Ma il punto centrale che va affrontato, secondo me, è intrapsichico, in te stesso, dentro alla stigmatizzazione che più o meno consapevolmente fai quando ti riferisci alla “storia seria”. Qui si rischia di cadere in uno di quegli stereotipi che ritrovo spesso annidati nelle concezioni che si formano all’interno della nostra comunità; persone spesso scoraggiate da delusioni amorose, e che di conseguenza hanno optato per soluzioni pratiche, come scindere affettività e sessualità e, così, assurgono all’idealismo-filosofico “definitivo” che la cosa migliore sia non averle… quella Storia (intesa come relazione intima duratura e progettuale, o di coppia per dirla in maniera da “integrati sociali”) che tanto, comunque, “non avremo mai”. Niente di più deformante, e quindi falso, della realtà scaturisce da queste rigide e pretestuoso convinzioni che diventano corollario del saggio pensatore che è in noi!
La relazione con un Altro si costruisce partendo e dalle similarità e dalle differenze, in questo gioco di conoscenza reciproca, il cuore (che citi due volte), si apre e pulsa più intensamente, le nostre consapevolezze si espandono dando al nostro Sé maggiori possibilità di espressione e di autoesplorazione sulle nostre diversità, aspetti fondamentali nel processo di una sana e costruttiva condivisione.
Sulle informazioni che chiedi, come ripeto, credo che oggi la navigazione su Internet sia un toccasana, e su questo puoi saperne più di me. Per citare un esempio c’è un posto in Versilia (Friendly Versilia, ampiamente promosso in questo sito) dove varie attività vengono svolte e, credimi, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Ritornando, per finire, al gay trav e/o passivo, spero che questi ruoli siano usati da noi solamente come transitorie definizioni ed espressi con ironia ed autocritica. La ruolizzazione, fissa e ripetitiva potrebbe sembrare comoda, e a volte lo è davvero, ma noi uomini/donne siamo esseri in evoluzione, in crescita permanente, e dovremmo tendere ad essere come si è, contemporaneamente flessibili e duttili a scoprire e scegliere di diventare ciò che si vuole, adattandosi il più creativamente possibile all’ambiente e agli altri.
Una citazione ad hoc: “L’istinto di esplorazione e di tensione positiva verso ciò che è diverso e insolito, sarebbe poi particolarmente importante per l’essere umano, che, per le sue specifiche qualità è in grado di tradurre le esperienze in cultura e quindi di trarre il massimo vantaggio dall’approfondimento della conoscenza in direzioni nuove.” (Mazzara, B. M., 1997 Stereotipi e pregiudizi, Il Mulino ed.)
Insomma, va dove ti porta cuore e, lui, risponderà.
Auguri,
Dr Maurizio Palomba
Gay Counseling – Roma

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