Ragazzo costretto a cambiare università a causa delle minacce omofobe

Lettere minatorie a cadenza quasi quotidiana per un giovane studente gay d’Australia, costretto a lasciare il college perché terrorizzato.

Uno studente gay è stato costretto a lasciare il college dopo mesi di minacce omofobe.

Ci troviamo all’Australian National University e il giovane, dopo essersi trasferito nel dormitorio di Ursula Hall, di proprietà dell’università, è stato vittima di ripetuti abusi verbali. Termini come ‘finocchio‘ l’hanno perseguitato, con scritte comparse in tutto il dormitorio. Denunciato quanto accaduto, il ragazzo era stato rassicurato dai dirigenti scolastici, certi che i colpevoli sarebbero stati trovati. Ma così non è stato e la situazione è irrimediabilmente precipitata. A denunciarlo lo stesso giovane, via ABC.net.au.

E’ continuato a succedere. Sono andato in bagno e hanno fatto passare una lettera sotto la porta, in cui c’era scritto: “Vattene o ti farò scappare”. “Ero spaventato, temevo che qualcuno mi volesse uccidere, non posso conoscere quelo che possono arrivare a fare le persone“.

Per diversi mesi lo studente ha ricevuto lettere minatorie sotto la porta della sua stanza, con denunce su denunce fatte ai dirigenti.

La risposta da parte del college è sempre stata la stessa: “è una lettera, parlatene a cena, non è niente di così importante“. “A me davvero non interessa se qualcuno mi chiama frocio – le parole sono parole – ma quando qualcuno minaccia la mia incolumità, specialmente al college … mi aspettavo un’iniziativa più decisa in mia difesa“.

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Il giovane, terrorizzato, ha alla fine chiesto il trasferimento, lasciando il college. Solo a questo punto l’Australian National University ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, chiedendo scusa al ragazzo per le molestie ricevute. “È inaccettabile che uno studente si senta vittima in casa propria“. Peccato che loro sapessero e nulla hanno fatto per mettere un punto alle ripetute minacce. Mike Carlford, preside dell’università, ha sottolineato come sarà difficile evitare che episodi simili si ripetano. “Da quel che abbiamo capito non ci sono stati altri incidenti, ma per me sarebbe stato molto difficile dare lui totale sicurezza, perché il colpevole non è mai stato identificato“.