Csm, rischio deputato omofobo alla vicepresidenza

Il prossimo vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura potrebbe essere il cattolico Michiele Vietti, oppositore dei Pacs e della legge contro l’omofobia. L’appello di Grillini e Arcigay

Si decidono in queste ore i nomi dei membri laici (ovvero i non magistrati) che faranno parte del Consiglio Superiore della Magistratura. I nomi saranno eletti dal parlamento ma ce n’è uno che pù degli altri preoccupa e per la precisione quello di Michele Vietti, potenziale futuro vicepresidente dell’organ di autogoverno della magistratura al posto di Nicola Mancino e cattolico dell’UDC che ha dimostrato lungo la sua carriera di parlamentare di non avere per niente a cuore la laicità dello stato.

Allarmato Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori e presidente di GayNet. "Lancio un appello ai parlamentari del centro sinistra affinché nella votazione odierna non esprimino la loro preferenza per ‘l’udicino’ Michele Vietti. In primo luogo, perché è l’affossatore della legge sull’omofobia e, quindi, chi ha a cuore le tematiche dei diritti civili non può certo sostenere Vietti. In secondo luogo perché, nella legislatura 2001-2006, è stato uno dei principali sostenitori delle leggi ad personam, volte a favorire Silvio Berlusconi. In terzo luogo perché riteniamo inaccettabile il metodo spartitorio e lottizzatorio in una materia così delicata quella che riguarda l’organismo di autogoverno della magistratura. Il voto di oggi è segreto e, quindi, facciamo appello alla coscienza dei parlamentari del centro sinistra, affinché non diventi vicepresidente del Csm una persona buona per tutte le stagioni". 

All’appello di Grillini si aggiunge quello di Arcigay. Per voce del suo presidente nazionale Paolo Patanè, l’associazione "appello ai politici italiani perché, nelle votazioni in corso sugli otto membri laici al Consiglio superiore della Magistratura, scelgano chi possa dare realmente garanzia di lavorare laicamente. E l’operato confessionale di Michele Vietti dell’Udc nella rosa degli eleggibili, non offre a nostro parere alcuna garanzia in questo senso e rappresenta un pericolo per la tenuta della laicità delle Istituzioni".

Ti suggeriamo anche  Caserta, coppia gay insultata per un abbraccio: ''Queste cose fatele a casa vostra''

"Non possiamo infatti dimenticare – afferma Patanè – il suo immorale affossamento, con una pregiudiziale di incostituzionalità, della legge di contrasto all`omofobia e alla violenza contro i gay dell’onorevole Paola Concia del Pd o una sua mozione contro i Pacs e a sostegno della ‘famiglia naturale’ del gennaio 2007. Ancora Vietti ha dato sfoggio di veemente contrarietà ad una manifestazioni democratica come il Pride di Torino del 2006 e bacchettato Rosy Bindi, colpevole di ‘conversione al contrario’ per il suo sostegno ai Pacs". "Vogliamo che sia chiara all’opinione pubblica italiana e a quelle europea – conclude Patanè – che l’Italia si trova esposta, ancora una volta, al pericolo di deriva confessionale. In Europa Buttiglione non era stato nominato proprio per il suo ostentato atteggiamento, negli atti politici e nelle dichiarazioni, discriminatorio verso la minoranza gay, lesbica e transessuale. L’eventuale nomina di Vietti, sarebbe un offesa a migliaia di persone lesbiche gay e e transessuali, e una pericolosa ferita alla laicità delle Istituzioni". 

I candidati del Pd, per la verità, sono l’avvocato Guido Calvi e il professor Glauco Giostra, il che dovrebbe fare in modo che i voti del centrosinistra on vadano a Vietti.

La candidatura dell’uomo di Casini, però, mette d’accordo Udc e Pdl e nel giorno in cui il partito del Premier rischia di perdere un pezzo importante come i finiani, trovare nuovi alleati e far funzionare la nuova alleanza è di vitale importanza.