Al 68° Festival di Locarno inizia la Bella Stagione lesbica

di

Da mercoledì la cinekermesse svizzera: ecco il saffico La Belle Saison e il gay La Vanité

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
7146 0

C’è un legame speciale tra la cultura queer e il Festival di Locarno, tradizionale appuntamento estivo per cinefili di stretta osservanza ma non solo, la cui 68esima edizione diretta dal torinese Carlo Chatrian prende il via mercoledì nella deliziosa cittadina lacustre svizzera. Sarà che qui la grande scrittrice lesbica Patricia Highsmith trascorse gli ultimi quattordici anni della sua vita (la raffinata trasposizione cinematografica del suo Carol, diretta da Todd Haynes, uscirà all’inizio di gennaio 2016 per Lucky Red); sarà che tra i ruggiti dei Pardi locarnesi hanno trovato asilo alcuni dei cinetitoli lgbt più anarchici e non allineati, come L. A. Zombie o Bas fonds, l’intimista So Lange du Hier Bist o lo sperimentale Wild Tigers I Have Known. Sta di fatto che proprio la capacità di scovare nuovi talenti, scandagliare nuove prospettive della Settima Arte, far emergere avanguardie creative non piegate alle leggi di mercato sia da sempre prerogativa di questo storico festival che nel tempo ha conservato una sua ‘purezza’ cinefila, libera da condizionamenti espressivi e meramente commerciali.

L’inaugurazione di dopodomani sera in Piazza Grande, uno dei cinespazi più grandi del mondo con i suoi 8000 posti a sedere, può far invidia al Festival di Venezia: l’attesissimo Ricki and the Flash di Jonathan Demme con Meryl Streep nella sua ennesima trasformazione, una mamma rocker che ritrova dopo anni la figlia in crisi per un divorzio (la sua vera figlia Mamie Gummer). Uscirà da noi il 10 settembre col pietoso titolo Dove eravamo rimasti, neanche fosse un biopic di Enzo Tortora!

Il giorno seguente i riflettori saranno accesi sul lesbico La Belle Saison (La Bella Stagione) di Catherine Corsini, vibrante storia d’amore ambientata negli anni ’70 fra due femministe, la borghese Carole e la proletaria Delphine, interpretate da Cécile de France e Izïa Higelin. Si tratta del quarto film della Corsini a trattare il tema dell’omosessualità dopo Les Amoureux (1994), La Nouvelle Eve (1999) e La Répétition (2001). E proprio una Bella Stagione lesbica è quella che seguirà nelle sale lanciando inedite coppie al femminile: oltre al già citato Carol con Cate Blanchett e Rooney Mara usciranno – un po’ prima, a ottobre – Io e Lei di Mariasole Tognazzi con la coppia Margherita Buy e Sabrina Ferilli mentre Ellen Page e Julianne Moore illumineranno il dramma militante americano Freeheld.

Esattamente una settimana dopo la presentazione di La Belle Saison, arriva in Piazza Grande giovedì 13 agosto la commedia nera gay La Vanité di Lionel Baier in cui un anziano architetto malato e depresso, David Miller (Patrick Lapp), ricorre a un’associazione specializzata in eutanasia per porre termine alla propria esistenza in un motel semideserto ma desidera che lo assista il prostituto russo Treplev (Ivan Georgiev) della stanza a fianco alla sua. Durante la fatidica notte del presunto commiato al mondo, David conoscerà Esperanza (Carmen Maura, presente a Locarno) grazie alla quale il corso degli eventi muterà inaspettatamente. Vedremo poi Jake Gyllenhaal tatuato e pompatissimo nell’adrenalinico Southpaw, in uscita il 2 settembre nelle sale italiane col sottotitolo L’ultima sfida, dove incarna un aggressivo pugile mancino che perde la moglie durante una violenta rissa e si vede togliere la figlia affidata ai servizi sociali. Altri titoli hot sono la commedia romantica Trainwreck (Un disastro di ragazza) diretto da Judd Apatow con la rivelazione comica ‘curvy’ Amy Schumer, il vincitore del Sundance Me and Earl and the Dying Girl e il senile Floride di Philippe Le Guay col grande Jean Rochefort.

Da non perdere in concorso l’atteso ritorno del visionario e viscerale Andrzej Zulawski che torna al cinema quindici anni dopo La fidelité col misterioso Cosmos annunciato come un ‘thriller noir metafisico’, in cui due amici si ritrovano in una casa di campagna dove avvertono strani e minacciosi segnali (nel cast Sabine Azéma e Jean-François Balmer). Altra chicca d’autore, lo storico Chant d’Hiver del maestro georgiano Otar Iosseliani ambientato durante il Regime del Terrore in Francia (1793-1794). L’anarchico e originale regista olandese Alex Van Warmerdam del curioso Borgman torna con l’eccentrico Schneider Vs. Bax in cui un sicario, nel giorno del suo compleanno, deve uccidere uno scrittore che vive su una palafitta in mezzo a una laguna ma per varie ragioni non riesce a portare a termine l’incarico.

Leggi   Svizzera, approvata in via definitiva la legge contro l'omofobia

L’unico titolo italiano in competizione è Bella e perduta di Pietro Marcello, autore del premiatissimo doc trans La bocca del lupo, alle prese questa volta con un personale ibrido fra doc e finzione in cui Pulcinella e un giovane bufalo di nome Sarchiapone attraversano l’Italia svelandone miserie e magnificenze. Tra i giurati del concorso internazionale troviamo il magnetico Udo Kier mentre a giudicare i Pardi di domani, tra gli altri, sarà la regista romana Laura Bispuri di cui si potrà recuperare il dramma gender d’esordio Vergine giurata.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...